Attentati di Bruxelles, una classe delle medie salva per miracolo

di Paola Bosaro

COLOGNA_sinicoSarebbe bastato un ritardo di soli dieci minuti. Una decina di minuti e la scolaresca delle medie di Cologna in gita a Bruxelles proprio quel tragico 22 marzo giorno dell’attentato e che si trovava sulla metro che da Herman Delroux portava alla Stazione Centrale, avrebbe potuto essere travolta dallo scoppio alla fermata di Maalbek, il luogo della carneficina.«Noi siamo partiti dalla stazione della metro di Herman Derlroux soltanto 15 minuti prima dello scoppio – racconta l’insegnante Luisa Sinico al nostro mensile-. In pratica ad un solo treno di distanza e quasi subito dopo i cellulari sono rimasti muti. Soltanto il cellulare di una nostra allieva (gestore Tiscali ndr) riusciva a prendere. E così siamo riusciti a comunicare che eravamo tutti sani e salvi». Un racconto che accappona la pelle anche al cronista. Ad un treno di distanza dalla tragedia. E nella medesima città in cui sono morte 35 persone innocenti a causa di un odio antioccidentale che non conosce tregua. I quindici ragazzi della terza F delle medie Dante Alighieri di Cologna – una delle più multietniche dell’istituto – e i loro tre insegnanti, loro malgrado, sono diventati famosi in tutta Italia. Il 22 marzo erano a Bruxelles. Erano in gita per visitare il Parlamento Europeo, grazie all’interessamento della loro docente di italiano Luisa Sinico e alla disponibilità offerta dall’europarlamentare vicentina Mara Bizzotto. Il gruppo era arrivato con un volo Ryanair all’aeroporto Zaventem – lo stesso degli attentati – due giorni prima degli attacchi. Alloggiava in un ostello alla periferia sud di Bruxelles. La mattina del 22 marzo i ragazzi sono saliti sulla metro che è transitata pure per Maalbek, luogo dove è avvenuta la terza esplosione. Fortunatamente, al momento degli attacchi la scolaresca era diretta a Waterloo, per visitare i luoghi dove si svolse la terribile battaglia del 1815 che condannò Napoleone all’esilio nell’isola di Sant’Elena. Alle 8.45, mentre si trovavano ancora in treno, la professoressa Sinico ha ricevuto una telefonata allarmata del preside Lauro Molinaroli che voleva sincerarsi delle condizioni di salute del gruppo. «Il dirigente ci ha riferito che c’era stato un attentato all’aeroporto, lo stesso dove eravamo atterrati domenica», ricorda Sinico. «Ci sembrava impossibile».

COLOGNA_scolaresca di ritorno da Bruxelles

Una volta giunte a Waterloo, le docenti sono state tempestate di telefonate. «Il segretario di Bizzotto ci ha avvertito che non avremmo potuto rientrare a Bruxelles e che la visita al Parlamento sarebbe stata annullata, dal momento che era esploso un secondo ordigno proprio nei pressi delle istituzioni europee», continua Sinico. Qualche genitore ha provato a chiamare il figlio, ma le linee telefoniche erano in tilt. Solo una ragazzina con il gestore Tiscali è riuscita tramite Whatsapp a rassicurare le famiglie. «Ho saputo delle esplosioni da un’amica e ho avuto un tuffo al cuore», riferisce la mamma di Irene, «sono riuscita a mettermi in contatto con lei solo alle 9 di sera». «Ero in azienda e ho appreso la notizia dai colleghi», racconta il padre di Giulia. «Ho abbandonato il posto di lavoro e sono corso a scuola, dove ho trascorso ore di trepidazione assieme ai funzionari». Da quel momento la vicepreside Gabriella Trevisan (il preside si trovava a Marsiglia con il coro della scuola) e il presidente del Consiglio d’istituto Davide Febi hanno iniziato un tour de force per garantire protezione e sicurezza alla classe in Belgio, in accordo con l’ambasciata italiana e le autorità di polizia belghe. I ragazzi dovevano rimanere a Waterloo e non utilizzare i mezzi pubblici fino a nuovo ordine. La visita al Parlamento Europeo, ovviamente, era annullata. Anche l’agenzia di viaggi “Kiribati” di Cologna, che aveva organizzato il viaggio, ha iniziato una serie di contatti e controlli per far giungere sostegno e supporto logistico agli studenti e ai loro insegnanti. «Il 22 marzo abbiamo chiuso al pubblico l’agenzia per occuparci esclusivamente della classe di Cologna», ricorda la responsabile Patrizia Ferro. «Abbiamo cercato di gestire la situazione in modo professionale, con il supporto dei nostri assistenti in Belgio». Intanto, anche il sindaco Silvano Seghetto e l’assessore alla Cultura Laura Branco seguivano con apprensione la vicenda. «Abbiamo valutato le varie possibilità, tra cui quella di non far rientrare il gruppo all’ostello per la notte», riferisce la vicepreside. Gli alunni, dunque, sono rimasti fuori da Bruxelles fino alle 16.30. A quell’ora sono stati raggiunti da un autobus inviato dall’Europarlamento e sono tornati in albergo. Il giorno dopo, il volo della Ryanair che avrebbe dovuto riaccompagnare a casa i ragazzi e le insegnanti dall’aeroporto di Zaventem, è stato spostato a Charleroi, a 60 chilometri da Bruxelles. I ragazzi sono stati prelevati dall’albergo in cui alloggiavano da un autobus messo a disposizione dall’agenzia di viaggi “Kiribati” e hanno raggiunto l’aeroporto, dove sono stati imbarcati con la massima priorità. Hanno subito molti controlli, ma tutto sommatose la sono sbrigata abbastanza in fretta. Quando sono atterrati al Catullo di Verona, sono stati accolti dalle grida di gioia e dagli applausi dei genitori, che avevano vissuto due giorni di panico ed ansia. I ragazzi erano stanchi ma felici. Questa esperienza, pur nella sua drammaticità, li ha uniti molto, tanto che dichiarano: «È un viaggio che non dimenticheremo mai». Ad accogliere il gruppo c’era pure l’europarlamentare veneta Mara Bizzotto, che avrebbe dovuto fare da guida alla scolaresca all’interno del Parlamento europeo, invece non è riuscita neppure a partire dall’Italia. «Mi dispiace che i ragazzi non abbiano potuto vedere le istituzioni europee, però quello che conta è che siano tornati sani e salvi e che esprimano tutto l’entusiasmo della loro età», ha commentato mentre si faceva fotografare con loro e prometteva di andare a Cologna a trovarli. Eccoli qui i nomi dei 15 “sopravvissuti” di Bruxelles: Ayoub El Hassnaoui, Youssef Bellakhdim, Soukaina El Boulrhaiti, Yassine Lebcheg, Aurora Leorato, Sara Migliorini, Kevin Pazzon, Samuele Pauletto, Nenena Alamada, Roberto Rostello, Irene Sacchetto, Giulia Sartori, Ivan Tramarin, Lisa Venturini e Sara Veronese. Le insegnanti: Lucia Sinico, Mariuccia Bee ed Anna Giacon.