Barbara Venturato

L’ex studentessa del Liceo Classico IIS Ferrari di Este approda a RAI1

Ha 22 anni, è di Monselice ha frequentato il liceo classico all’I.I.S. “G.B. Ferrari” di Este.

Si chiama Barbara Venturato ed è una grande promessa attoriale e in questi giorni è su Rai 1 nella fiction “Romanzo famigliare” per la regia di Francesca Archibugi, con artisti del calibro di Giancarlo Giannini, Vittoria Puccini e Guido Caprino. Il suo ruolo è quello di Nicoletta Nicola Rossitto, una impavida cadetta dell’Accademia Navale di Livorno, Siamo andati a trovarla.

Barbara quando hai capito che la recitazione era la tua strada?

«Tento ogni volta di capire se c’è stato un momento particolare nel quale ho realizzato che la recitazione fosse una strada che valesse la pena percorrere. Invece, come per tutte le cose, le decisioni più importanti le maturiamo in un tempo lunghissimo su un piano che non è totalmente cosciente e quando ci saltano fuori davanti agli occhi, ci sembra in un certo senso che ci accompagnino da sempre. È lo strano combinarsi di situazioni, di scelte e a volte anche di coincidenze che contribuisce a disegnarci delle opportunità. Ho frequentato il liceo classico e quando mi sono iscritta non sapevo nemmeno che l’Istituto curasse e avesse molto a cuore il proprio laboratorio teatrale. Un po’ per curiosità, senza troppo pensarci, ho iniziato a parteciparvi e a conoscere così un universo e una disciplina su cui non avevo mai riposto l’attenzione e che, a mio avviso, è quanto di più vicino alla scoperta e analisi dell’umano, delle sue reazioni e relazioni con l’esterno e con gli altri. Al quinto anno di studi, al momento delle scelte definitive, non potevo nascondere che il lavoro al laboratorio rappresentasse per una parte molto significativa e quindi, tra un test d’ammissione all’università e l’altro, ho deciso di inviare anche la domanda per l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”.

Un solo tiro, una sola possibilità, quasi a lasciare che fosse il corso degli eventi a prendermi per mano e non viceversa. Eccesso di speranza o iniziale mancanza di coraggio, è andata come doveva andare e non potrei esserne più contenta».

In famiglia come hanno accolto l’idea di fare questo percorso artistico?

«Ho sempre potuto contare sulla mia famiglia, la nostra priorità è trasparenza e fiducia, di conseguenza nel momento in cui ho parlato ai miei genitori dei miei pensieri riguardo al proseguire gli studi in questo campo in maniera professionale, si sono subito dimostrati molto d’accordo. Credo che anche loro ritengano che sia stata la scelta più naturale e in un certo senso inevitabile, hanno camminato spalla a spalla con me e devo ammettere che li ho visti via via sempre più incuriositi dall’evolversi di questo percorso».

di Arianna Lorenzetto

(segue su AREA3news marzo ’18)