ZIMELLA Galvan 1

CALCIO FEMMINILE: UN ALTRO STOP PER GALVAN NON SI ABBATTE E LOTTA PER IL RECUPERO

di Paola Bosaro

 

È accaduto di nuovo. Quello che non doveva succedere, quello che terrorizza e manda in depressione gli atleti di qualsiasi sport. Si chiama grave infortunio. Ed è una parola tabù, che i giocatori non osano neppure pronunciare. Lisa Galvan, 25 anni, difensore originaria di Santo Stefano che milita in serie B nell’“ASD Filmauto Valpolicella”, ha dovuto passare attraverso le forche caudine del grave infortunio per ben due volte in soli due anni. Nel 2013, in seguito ad un contrasto con un’avversaria, le saltò il crociato della gamba sinistra. A dicembre del 2015 le si è rotto il legamento crociato del ginocchio destro. «Era il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, non lo posso proprio dimenticare», rammenta Galvan. «Un’attaccante dell’Orobica mi è entrata da dietro e mi ha atterrata. L’arbitro non ha neppure fischiato fallo e nel prosieguo del gioco l’Orobica ha segnato un gol. Poi abbiamo perso due a zero». Galvan non ha sentito lo stesso terribile dolore del 2013 e voleva pure rientrare per giocare la partita, però il massaggiatore gliel’ha sconsigliato. Tornata a casa, la giocatrice continuava a provare la tenuta della gamba e non le sembrava di aver subito una rottura. Una prima risonanza magnetica non ha dato alcun riscontro significativo. Probabilmente l’ematoma era così esteso che non permetteva di vedere la lesione. Perfino un osteopata aveva sostenuto che non ci fossero rotture di legamenti. Invece il 2 gennaio, alla seconda risonanza, è giunto il responso definitivo. Era saltato il legamento crociato. Si può avere più sfortuna di così? «Avrei potuto evitare di operarmi e proseguire a condurre una vita normale, in fondo camminavo bene e non avevo un grande dolore, piuttosto un fastidio», ricorda. Però Lisa ama troppo il calcio e non è in grado di stare lontana dal terreno di gioco. Perciò ha deciso nuovamente di andare sotto i ferri, sostenuta dalla dirigenza della società, che l’ha incoraggiata e l’ha aiutata a tenere alto il morale. «Anche una mia amica mi ha convinta: ha detto che mi voleva vedere di nuovo in campo», rivela la venticinquenne. E così, il 18 gennaio, cosciente che avrebbe perso ancora una volta sei mesi per il recupero, il difensore della “Filmauto” si è fatta ricostruire il legamento crociato a Borgo Trento. Nel frattempo, le sue compagne hanno lottato come leoni per recuperare un avvio di campionato piuttosto traballante e hanno acciuffato il secondo posto in classifica. Ora stanno provando, gara dopo gara, a sottrarre il primo posto alla capolista Como e conquistare la tanto agognata promozione in serie A. La presidente ed ex giocatrice Flora Bonafini ci crede, così come lo staff tecnico, diretto da Luca Bittante. Galvan, ovviamente, non si perde una sola partita delle sue compagne, soffre e gioisce con loro. «So che l’età anagrafica non mi aiuta, ma io sono certa di poter disputare ancora delle buone stagioni e voglio farlo nella massima serie, con i colori rossoblù», annuncia. Il difensore zimellese sta facendo riabilitazione tre volte a settimana nel Centro sportivo del Chievo, società con cui l’“ASD Valpo” è gemellata e il ginocchio sta rispondendo molto bene. «Conto di riprendere a correre già dopo Pasqua», azzarda la giocatrice. «Per rientrare in campo invece bisognerà aspettare la prossima stagione». Dopo essere stata costretta a fermarsi per quasi due anni, Galvan non pensa che gli infortuni siano una casualità. «Allenarsi su un campo in erba sintetica è molto è gravoso per i legamenti», considera la giovane calciatrice. «Si è molto più esposti a lesioni come quelle che purtroppo io ho dovuto subire. Certo, se solo gli arbitri fossero più corretti e fischiassero i falli, eviteremmo guai seri di salute come quelli che ho patito io», conclude Galvan.