“Il dito puntato” e la busta vuota con il denaro sparito

La compagnia “La Valigia” mette in scena lo spettacolo “Il dito puntato” e dal palco ringrazia chi ha sottratto tutto il denaro raccolto per il tesseramento dell’anno 2017

 

ORIGANO – Dopo averla spaventata per bene, facendomi trovare pronta dietro la porta del Teatro di Orgiano mentre la stava aprendo, Raffaella Dalla Rosa mi accoglie con una solarità contagiosa che sarà il filo conduttore del colloquio fatto insieme in un pomeriggio di sole, dopo lo spettacolo “Il dito puntato” tenutosi il 5 marzo presso lo stesso teatro.

Partiamo dalla fine, ovvero proprio dai ringraziamenti che Raffaella sul palco, dopo la loro rappresentazione, ha rivolto a chi ha rubato alla Compagnia il denaro raccolto dal tesseramento per l’anno 2017. Dei ringraziamenti inaspettati e che mi hanno condotta da lei per saperne di più: come si può ringraziare la persona che provoca una condizione di disagio, se non di reale difficoltà? In particolare ora, in un momento sociale come il nostro, in cui la cosa più giusta e più spontanea da fare sembra esser quella di “puntare il dito” e accusare, com’è possibile rispondere in modo positivo e costruttivo?

Lo chiedo a lei che sorride e in un attimo torniamo a quel 2 febbraio di quest’anno, quando Raffaella si è ritrovata tra le mani una busta vuota: tutto il denaro raccolto dal tesseramento dell’anno 2017 era sparito. Il suo primo pensiero fissando la busta è stato: “che abbia nascosto i soldi da qualche parte e non ricordo dove?”. L’eventualità era impossibile, ma lei non voleva credere che qualcuno potesse davvero aver sottratto una somma così importante per la Compagnia, una somma di cui avevano bisogno per poter portare avanti l’anno di attività. Lo sconforto era tanto e la tentazione a lasciarsi andare ad imprecazioni legittime era forte; eppure l’idea dello spettacolo è nata in quello stesso giorno, accolta con entusiasmo da tutti i ragazzi della Valigia. “Abbiamo un problema e dobbiamo risolverlo” disse loro Raffaella, “sappiamo fare teatro, affidiamoci a questo”. E così hanno fatto. Il risultato è stato sorprendente, in molti hanno partecipato all’evento, le attestazioni di affetto non si sono fatte attendere così come le offerte di aiuto da parte dei compaesani, degli allievi, degli amici, dei soci; nonché dei colleghi attori delle Compagnie Teatroprova, Teatribù, Sale & Pepe… Non si è tirato indietro il Comune di Orgiano, in particolare  Diego Bellin e Marco Ongaro, né la grande famiglia, come la definisce La Valigia, di Pilimaya Associazione Olistica.

La compagnia è uscita da quello che era un momento di crisi, in modo meraviglioso, caricata da nuovo entusiasmo e consapevole che la loro passione per il teatro era la strada giusta, da portare avanti con orgoglio e convinzione. Ma c’è molto di più. Questi ragazzi hanno dimostrato che si può reagire in modo positivo alle avversità e che un imprevisto negativo può trasformarsi in un’opportunità. Così mi spiega la stessa Raffaella dicendo di aver imparato, nella sua vita, che ogni momento di difficoltà è una spinta a trovare in se stessi una forza insperata, a ricercare strategie per venirne fuori, e che alla fine da esperienze negative si possono svelare risvolti di una ricchezza preziosa.

di Luana Bellini

(segue su AREA3 n°75 – aprile 2017)