È morto Monsignor Antonio Corrà

A… Dio, solerte parroco, amante dell’arte e della musicamonsignor Antonio Corrà 2015

Almeno un migliaio di persone ha partecipato il 27 maggio scorso, in Duomo a Cologna, alla cerimonia funebre di monsignor Antonio Corrà, 77 anni, nativo di Sandrigo ed ex cappellano a Santa Maria in Colle di Bassano. Il sacerdote, da 26 anni alla guida della parrocchia di Santa Maria Nascente, è deceduto nella notte tra il 23 e il 24 maggio a causa di una grave malattia. Corrà si trovava ricoverato nella Residenza sanitaria per i preti “Novello” di Vicenza da agosto dello scorso anno. A dare l’ultimo saluto al sacerdote «che conosceva tutti i bambini per nome e che aveva un sorriso e una parola per ciascuno» c’era quasi tutta la città, bambini, giovani ed anziani, oltre a molti vicentini. Tra questi ultimi anche il noto compositore e direttore di coro Bepi De Marzi, grande amico di Corrà. Prima della celebrazione presieduta da monsignor Adriano Tessarollo, in sostituzione del vescovo vicentino Beniamino Pizziol, impegnato nel pellegrinaggio a Lourdes, alcuni rappresentanti dei gruppi parrocchiali delle comunità di Novale (Valdagno), Bassano e Vicenza (parrocchia di San Paolo) hanno voluto ringraziare monsignor Corrà per la premura e l’impegno con cui aveva svolto il suo ministero pastorale e per l’entusiasmo che contraddistingueva il suo operato, soprattutto a favore dei giovani. Hanno concelebrato decine di presbiteri da tutta la Diocesi. Dei dodici anni trascorsi a Santa Maria in Colle di Bassano sono state ricordate le doti di «educatore, esigente prima di tutto con se stesso». Monsignor Corrà si faceva in quattro «affinché i giovani sperimentassero la fede attraverso esperienze concrete, ad esempio nell’Agesci e nell’Azione cattolica». Sembrava «quasi ostinato a voler tirar fuori da ciascuno il meglio». Il suo amore per la montagna è stato più volte rievocato, perfino nelle parole della lettera di monsignor Pizziol. «Mi aveva invitato nella casa per campiscuola che aveva ristrutturato a Fiera di Primiero, ne era molto orgoglioso», ha scritto Pizziol, «ma era soprattutto orgoglioso dei suoi animatori, considerati i suoi gioielli di famiglia. Anche quando non riusciva più a parlare a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni fisiche, alle parole “Fiera di Primiero” e “bicicletta” la bocca si allargava in un sorriso», ha ricordato nella lettera il vescovo di Vicenza. Da Torino sono giunte pure le condoglianze del predecessore di Pizziol, monsignor Cesare Nosiglia. Nell’omelia, mons. Tessarollo ha ricordato come il sacerdote sandricense abbia «vissuto fino in fondo e con dedizione il dono del sacerdozio, inteso come servizio agli altri e a Dio». Alle esequie hanno preso parte i cinque sindaci dell’Unione Adige Guà Silvano Seghetto, Michele Garzon, Alessia Segantini, Stefano Marzotto e Renato Dal Cavaliere (assessore di Roveredo di Guà). Per la Provincia di Verona, in rappresentanza del presidente Antonio Pastorello, era presente il consigliere Davide Febi.

di Paola Bosaro