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EMANUELE MARZOTTO CAMPIONE DI FLAT TRACK. «MIO PADRE AVREBBE PREFERITO CHE DIVENTASSI UN PIANISTA»

Emanuele Marzotto, 34 anni, di Alonte, è uno dei piloti di punta della Flat Track, una disciplina motociclistica molto spettacolare che si corre su circuiti ovali in terra battuta, percorsi in senso anti orario. Emanuele, figlio del campione di speedway “Charlie Brown”, non ama definirsi un figlio d’arte, ma piuttosto un uomo che si è fatto da sé. Quest’anno, dopo aver vinto moltissimi titoli, si è visto sfumare la vittoria al Mondiale per dei problemi elettrici alla moto.

L’abbiamo trovato amareggiato, ma sicuro di rifarsi presto.

Emanuele, come è iniziata la tua carriera su due ruote? 

«Ho iniziato a correre molto tardi perché mio padre (Giuseppe Marzotto, in arte “Charlie Brown, è stato campione di speedway negli anni Settanta, ndr), contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non era d’accordo, avrebbe preferito che facessi il pianista (ride, ndr). Abbiamo raggiunto un compromesso: prima ho ultimato gli studi e ho iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia, (La GM s.r.l. produce, progetta e vende in tutto il mondo motori da speedway e da kart, ndr) e solo dopo ho iniziato a correre. A 24 anni le prime gare di Supermotard: sono partito da zero, a mie spese, ero persino costretto a prendere in prestito il furgone dell’azienda per partecipare alle gare, motivo per cui mio padre mi ha licenziato due volte. Nonostante le difficoltà, di anno in anno sono arrivati successi e titoli sempre più prestigiosi. Nel 2008 ero pronto, potevo tentare l’assalto al titolo Mondiale, ma un grave infortunio al ginocchio destro ha sconvolto tutti i miei piani».

È per questo motivo che hai cambiato disciplina e ti sei dato al Flat Track? 

Sì, tra il 2008 e il 2010 ho subito tre operazioni, ma il ginocchio non è più guarito.

L’illuminazione è arrivata proprio quando pensavo che non avrei corso mai più: il Flat Track, una disciplina che negli Usa è più diffusa persino del Motocross, in Italia è in forte espansione e prevede che si curvi solo a sinistra!

Così nel 2011 mi sono rimesso in sella e ho iniziato a gareggiare. Nel 2012 sono arrivato secondo nel Campionato americano e terzo nell’Italiano e nel Mondiale. Quest’anno, nel 2013, avrei certamente vinto il Mondiale se, durante l’ultima tappa, la moto non fosse collassata per dei problemi elettrici.

Così ho perso il Mondiale per 4 punti, Fabrizio Vesprini ha avuto la meglio, ma sono già carico per l’anno prossimo, voglio prendermi la rivincita!»