Este

ESTE E OSPEDALETTO, TEMPO DI FUSIONE?

Per il 2014 potrebbe arrivare il referendum che sancirebbe il destino dei due comuni: realtà unica o no?

Ormai ci siamo: la partita è cominciata e non si può più tornare indietro. Molto presto, le due comunità di Este e di Ospedaletto Euganeo potrebbero fondersi in un’unica realtà. Ora la palla passa ai cittadini dei due comuni che, quando sarà il momento del referendum, dovranno decidere se unirsi o far rimanere tutto com’è. Ma cosa succederebbe in caso vincesse il “sì”? Che cosa cambierebbe?

«Questo progetto lo avevamo già preannunciato nella nostra campagna elettorale del 2011 – spiega il sindaco di Este, Giancarlo Piva – riteniamo che il nostro comune, seppur di medie dimensioni, non riuscirà nel tempo a mantenere il livello dei servizi, che tutt’oggi garantisce ai suoi cittadini, se non in un’economia di scala più importante. Le più avanzate politiche europee si stanno indirizzando a premiare le aggregazioni comunali che si inseriscono in politiche di area vasta. Se pensiamo invece all’eccessiva frammentazione della nostra Bassa Padovana, dove ci sono 46 comuni con 186mila abitanti, capiamo facilmente quanti vantaggi potremmo garantire ai nostri cittadini governando questo territorio in maniera più aggregata e coerente. Penso che finalmente in tanti ci rendiamo conto di come la frammentazione in tante piccole realtà ha portato la nostra Bassa Padovana ad un forte ritardo nello sviluppo del nostro territorio: un’area che non ha ancora una strada e, se ce l’avrà, dovrà farla pagare ai suoi cittadini. Una zona che non ha un servizio autobus alla domenica e quello ferroviario dire che è scadente è fare un complimento. Questo per far capire in che situazione ci troviamo attualmente. Molto meglio, invece, quelle aree dove i comuni sono riusciti a fare squadra, come l’Alta Padovana, col Camposampierese, e la cintura urbana di Padova».

Con la fusione, invece, cosa accadrebbe per i territori di Este e Ospedaletto?

«Ci sto arrivando. Siamo convinti, sia io che il sindaco di Ospedaletto Euganeo, Antonio Battistella – prosegue Piva – che stiamo costruendo un futuro pieno di opportunità per i nostri giovani. Naturalmente, spetta ai nostri cittadini l’ultima parola, con un referendum consultivo. Ma quali vantaggi avremo da questa fusione? Intanto ci libereremmo dal Patto di Stabilità per almeno due anni. E non è una cosa da poco in tempi come questi. Questo ci permetterà di portare avanti quelle opere che tuttora sono bloccate dai vincoli di questo famigerato patto. Progetti vantaggiosi per la gente di entrambi i nostri comuni. Inoltre, in caso di fusione, è previsto un ulteriore trasferimento statale di 890000 euro all’anno all’indirizzo del futuro comune per dieci anni. Ciò significa che in un decennio entrano nelle casse comunali quasi 9 milioni di euro. Senza parlare dei servizi alla persona, che attualmente possono essere più sviluppati in un comune piuttosto che in un altro: unificando i due comuni, migliorerebbe la loro erogazione per tutti i cittadini. Per quanto riguarda il rapporto tra cittadino ed ente locale non cambierà nulla, anzi. Non è vero che i cittadini di un comune dovranno spostarsi nell’altro per fare una carta d’identità. Ci sarà un “polisportello” ad Ospedaletto come c’è già oggi qui ad Este. E posso dire che la nostra gente si muoverà ancora meno da casa: con l’ampliamento dei servizi informatici, al cittadino basterà fare un clic direttamente da casa per ricevere un certificato. Le pratiche edilizie, per esempio, qui ad Este vengono già presentate via internet. Queste, in breve, alcune delle opportunità che si presenteranno nei nostri due territori in caso di fusione. Auspichiamo di poter giungere al referendum già nel 2014».

«Innanzitutto, è necessario rispettare la volontà popolare – sottolinea Battistella – qualunque essa sia. Ma bisognerebbe superare quelli che sono i “campanilismi” che, da sempre, sono presenti nelle comunità della Bassa padovana e che limitano lo sviluppo. Da uno studio universitario, abbiamo riscontrato che questa fusione ci porterà un notevole risparmio che va da un minimo di 350mila euro all’anno ad un massimo di 550mila. Inoltre, noi di Ospedaletto avremo quei servizi che finora ce li siamo solo potuti sognare. Per esempio, nel nostro Comune non abbiamo un ufficio ambientale, che invece è presente ad Este. Senza contare che, se va a buon fine questo progetto, diventeremo soci della Sesa, l’ente che gestisce lo smaltimento dei rifiuti anche nei nostri due Comuni e della quale, per il momento, è socio solo il comune estense. Per ciò che concerne il nome del futuro comune, che potrebbe essere “Atheste”, l’antico nome di questi territori, sarà oggetto di valutazione in un momento successivo».