Ferruccio Marzari: la leggenda di un aviatore d’altri tempi

Ferruccio Marzari, un aviatore originario di Brendola e morto a soli 27 anni non in battaglia durante il primo conflitto mondiale ma per un incidente di volo, è uno di quei personaggi che sono avvolti nella leggenda. E Brendola, per ricordarlo, ha allestito una Mostra con una ricchezza di immagini incredibili in occasione della celebrazione del 4 Novembre. Ma chi fu veramente Ferruccio Marzari, questo temerario “airone” dei cieli, amico di D’Annunzio tanto da seguirlo nel suo incredibile progetto di partecipare al raid Roma- Tokyo? Prima di tutto fu un asso dei cieli della prima Guerra Mondiale, un conflitto che immortalò e fece conoscere aviatori mitici come Francesco Baracca che presero il posto di eroi del Risorgimento come Enrico Toti che lanciò la sua stampella contro le schiere nemiche essendo rimasto senza armi. Con i loro rudimentali aerei i piloti dell’aeronautica italiana seminavano il panico e vittime sganciando bombe sulle trincee austriache, e qualche volta per sbaglio anche su quelle italiane. Di enorme importanza strategica era inoltre il rilevamento fotografico della posizione delle truppe nemiche. Ferruccio Marzari venne premiato con una medaglia d’argento al valore militare per una ricognizione in Germania. Marzari, un cognome diffuso nella zona di Brendola – Sarego Marzari nacque a Brendola in una casa tuttora esistente nella via che porta il suo nome. Un cognome, quello di Marzari, comune non solo nel comune brendolano, dove vive ancora una sua nipote, ma anche a Meledo: un Marzari fu sindaco anni fa proprio di Sarego. Come si può vedere dalle foto era uno scricciolo di uomo, alto poco più di 1 metro e sessanta e decisamente mingherlino.

di M.Abate

( segue su AREA3 n°71 – dicembre 2016)