FESTA DEL VINO IN CHIOSTRO

festadelvino_monteforte3 copiaRitorna la 47a edizione della Festa del Vino in Chiostro organizzata dalla Pro Loco di Monteforte. Quest’anno la festa popolare si è tenuta da giovedì 19 maggio 2016 a domenica 22. Una festa per celebrare il Soave, uno dei più importanti vini bianchi d’Italia. Il disciplinare di produzione identifica in Monteforte due zone: quella pianeggiante di circa 800 ettari di vigneto per la produzione di vino Soave Doc; e quella collinare di altri 800 ettari circa per l’ottenimento del Soave “Classico” Doc, un vino ancora più pregiato perché prodotto nella zona storica. Altre varietà prodotte sono il vino Soave Superiore Docg, di qualità appunto “superiore”; e il Recioto di Soave Docg, un delizioso vino ottenuto da uve passite. La festa del vino è iniziata giovedì 19 alle 18.30 con le degustazioni al Palazzo Vescovile, con successiva apertura degli stand enogastronomici in Piazza Salvo d’Acquisto. Nei giorni di sabato e domenica moltissime sono state le iniziative all’aperto e al Palaflaminio. È stata inaugurata anche la mostra “Chiostro in Arte”, esposizione artistica curata dalle Fabiola Carmelini e Santina Pellizzari, e dallo scultore Enrico Faccio. Nella splendida cornice del Palazzo Vescovile, hanno avuto luogo degustazioni dei vini di Monteforte e zone limitrofe, abbinati ai prodotti tipici locali e accompagnati dalle musiche del tempo dei Vescovi a Monteforte. Domenica, invece, il programma proponeva un’iniziativa, organizzata dalle guide di Equipe Natura, che hanno accompagnato i numerosi partecipanti tra i vigneti, oliveti e sulle colline dell’Est Veronese. Durante il percorso sono state trattate tematiche ambientali e culturali, osservando il primo paesaggio storico rurale italiano ed esaltando le tipiche peculiarità della zona. La promozione turistica è curata dall’’Associazione Strada del Vino Soave, che ha sede presso il Consorzio di Tutela dei Vini e dallo Iat Est Veronese e dal nuovissimo Iat Monteforte d’Alpone, Informazione e Accoglienza Turistica.

di Marco Ongaro