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Filippo Lussana vola a Seul per brillare nel firmamento della danza

di Paola Bosaro

Ha solo 19 anni ma è già lanciato nell’Olimpo della danza. Filippo Antonio Lussana di San Bonifacio è partito il 20 gennaio scorso alla volta di Seul, dove entrerà a far parte della Universal Ballet, la più importante compagnia di ballo nazionale coreana e una delle più apprezzate a livello mondiale. I contatti con la Universal Ballet sono stati allacciati grazie ad un suggerimento della fisioterapista del ragazzo, impegnato fino al dicembre scorso nel balletto di Stato di Monaco di Baviera. La donna ha rivelato al giovane ballerino che a Seul sono molto richieste due qualità che lui possiede, ovvero la tecnica e la fisicità. Lussana ha inviato un cd con prove di ballo ed esercizi. È stato subito contattato dalla compagnia e ha ricevuto il contratto. È l’unico ballerino italiano alla Universal Ballet.
Com’è nata la passione per la danza?
«La passione per la danza è iniziata quando avevo 10 anni, dopo che avevo visto per un po’ di tempo le coreografie di alcuni ballerini di un camping che si esibivano per i villeggianti d’estate. Nel 2007 mi sono iscritto al Centro studi danza Attitude, diretto da Antonella Pagin, San Bonifacio. Nel 2010 sono partito per Milano, dove ho studiato per un anno all’accademia Teatro alla Scala. Dal 2011 al 2014 ho fatto parte de Il Balletto di Castelfranco Veneto, poi sono passato al Bayerisches Staatsballett di Monaco, nella compagnia junior».
Hai partecipato a corsi di perfezionamento?
«Sì, certo. Sono stato alla Royal Ballet School di Londra, all’American Ballet Theater di New York, all’Harid Conservatory di Miami. Ho inoltre seguito lezioni con coreografi e direttori di fama internazionale. Da un anno svolgo pure attività di manager nella More Dance Solutions, un’associazione che ho fondato con la pianista Irina Sorokina, ed organizzo eventi per la danza, soprattutto in Italia».
Hai qualche altro interesse al di fuori della danza?
«Una delle mie passioni è l’informatica. Fin da piccolo mi sono dedicato alla realizzazione di siti web e di tutto ciò riguardasse la programmazione e l’informatica in generale».
Quando è avvenuto il primo salto di qualità?
«Il primo vero salto di qualità è stato l’ultimo anno alla scuola Il Balletto, dove ho vinto sia concorsi nazionali che internazionali, guadagnando borse di studio per diverse scuole in Europa e America e la possibilità di entrare presso la compagnia junior del Bayerisches Staatsballet di Monaco. Il principale riconoscimento è stato il secondo posto in Europa, nel concorso Youth America Gran Prix (Yagp) di Bruxelles, una competizione riservata ad allievi di scuole di danza di tutte le nazionalità. Grazie a questo piazzamento ho avuto la possibilità di presentarmi alla finale di New York».
In quali teatri prestigiosi hai ballato e quali sono state le coreografie più significative che hai affrontato?
«Ho ballato nei teatri di Monaco, Berlino, Riga, Stoccarda, Praga, Tel Aviv, Cannes, Bruxelles, Milano, Udine e Verona. Ho avuto occasione di confrontarmi con danzatori e coreografi professionisti, interpretando molti ruoli ed affrontando diversi balletti di repertorio, come Paquita con il Bayerisches Staatsballett, Allegro Brillante di Balanchine, il Concertante di Hans Van Manen e Jardi Tancat di Nacho Duato».
Che cosa pensa Filippo della danza?
«Per me la danza è un modo di esprimersi senza l’uso delle parole, è motivo di gioia e libertà».
Chi sono i tuoi miti? A che cosa aspiri in futuro?
«Tra i miei miti ci sono Carlos Acosta del Royal Ballet, Vadim Muntagirov, sempre del Royal Ballet, Daniil Simkin dell’American Ballet Theater. In futuro vorrei continuare la mia carriera ancora in grandi compagnie e, ovviamente, provare a diventare solista».

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