I grandi marchi, tessuti sui Berici

AREA BERICA – Ci fu un tempo, non troppo lontano, in cui non vi era paese senza le sue “magliaie”. Generazioni di donne,
mogli e mamme, che dal dopoguerra fino agli anni ’90, formavano un piccolo esercito di lavoratrici alle prese
con telai, filati, tessuti tra i piccoli laboratori di casa. Di quel mestiere femminile tanto antico da evocare
la mitica Penelope dell’odissea, con la modernizzazione dei telai e l’avvento delle macchine elettriche
fino alle digitali di oggi, sopravvive a stento il ricordo. Dei grandi maglifici distrettuali che davano lavoro a
centinaia di massaie a cottimo, che arrotondavano così le magre entrate famigliari, ne rimane un esiguo
manipolo in tutta la provincia. Datate signore che non vogliono mollare la loro passione per il telaio, consce di non avere un futuro, cui affidare la loro esperienza. Che si stia per esaurire una importante economia manifatturiera “Made in Italy”, è cosa risaputa. La delocalizzazione la causa principale. Siamo andati così a incontrare le ultime “magliaie” superstiti, che ancora producono tessuti che poi ritroviamo sui banchi delle più prestigiose boutique mondiali…

di Antonio Gregolin

(segue su AREA3news n°117 marzo 2021)