Inferno a Brendola

Paura e preoccupazione in un vasto territorio

Isello Vernici – Brendola

Brendola come Roma? Forse peggio, se si considerano i danni e la pericolosità di quanto avvenuto alle 11,45 di martedì primo luglio 2019. Una data che i brendolesi come l’intero Vicentino, ricorderà bene per l’emergenza vissuta. Una colonna di fuoco e fumo nero, si è levata per ore dall’incendio alla Isello Vernici nella zona industriale di Brendola, leader in Italia per la produzione di sostanze chimiche vernicianti. 

Per i residenti è stata l’apocalisse, con decine di squadre di Vigili del Fuoco impegnati a spegnere quello che si è mostrato subito come uno degli incendi industriali più gravi degli ultimi decenni. L’allerta sanitaria è passata repentina attraverso i social, con una fase iniziale d’incertezza gestita dalle autorità sanitarie, mentre il dilagare della cortina di fumo si spingeva ben oltre il Vicentino. Tanto da mostrarsi visibile anche dalle foto satellitari. Dalla prima emergenza di spegnimento, con i cittadini invitati a non uscire di casa e non consumare acqua o prodotti dell’orto, l’Arpav solo dopo parecchie ore, ha fornito dati e pareri rassicuranti: «Con l’assenza di valori significativi di diossine e furani nell’aria». 

Dati che però non sono bastati a rasserenare i residenti e contermini. Giornata di fuoco, non solo per la temperatura esterna già alta, ma per il grande disagio che si è venuto a creare con la chiusura dell’autostrada A4 fino a sera. Lo sgombero di tutte le attività industriali limitrofe all’incendio. La sospensione di tutte le attività sociali nel circondario, fino ai concerti previsti a Vicenza nella stessa serata. 

Ciò che però non è stato fugato anche dopo lo spegnimento del rogo avvenuto in tarda serata, sono le ricadute ambientali. Ricadute che ci sono state e continueranno esserci, aggravate il giorno seguente da un violento temporale che ha sbaragliato ogni tipo di precauzione adottata dalla Protezione Civile per evitare il dilagare dei contaminanti nelle acque dei corsi d’acqua. 

di Antonio Gregolin

(segue su #AREA3news n°99 lug-ago 2019)