La protesta delle mamme “No Pfas”

La presa di posizione contro la presenza dei Pfas nelle falde acquifere, un vero e proprio disastro ambientale secondo le parole del sindaco di Sarego, sta assumendo i connotati di una vera e propria sollevazione popolare. Ne sono un esempio la grande partecipazione di cittadini sia al convegno organizzato venerdì 12 maggio da Legambiente nella sala dell’Auditorium dell’Itas di Lonigo, sia alla marcia di protesta partita da Montecchio fino a raggiungere lo stabilimento della Miteni di Trissino la domenica successiva 14 maggio.

«Siamo sempre più incazzate e se quelli della Miteni non ci daranno ascolto siamo pronte ad incatenarci a quel tubo che scarica quella m…di Pfas in falda. Siamo disposte a tutto». E’ stato questo l’urlo gridato dai microfoni da alcune esponenti del comitato “Mamme no Pfas” presenti alla manifestazione “ la marcia dei PFiori” organizzata da Legambiente davanti allo stabilimento della Miteni a Trsssino domenica 14 maggio, festa della mamma.

Luigi Lazzaro presidente di Legambiente Veneto e Piergiorgio Boscagin portavoce del coordinamento Acque Libere da PFAS al termine della manifestazione hanno ribadito che bisogna applicare subito la legge sugli ecoreati che prevede fino a 15 anni di reclusione, la confisca dei beni degli inquinatori e la responsabilità giuridica delle aziende: chi inquina deve pagare. La Marcia dai PFiori a difesa dell’acqua e dei beni comuni ha visto la partecipazione di quasi 2000 persone tra mamme, bambini, genitori, cittadini attivi, associazioni, comitati e movimenti. La grande mobilitazione ha visto in prima fila soprattutto le mamme provenienti in particolare dalla zona rossa più contaminata dai Pfas, soprannominata la nuova terra dei fuochi ed in particolare da Brendola, Sarego, Lonigo, Pressana, Zimella, Cologna Veneta, Legnago, Roveredo di Guà, Montagnana. Avvicinate dal cronista quasi tutte si sono dette molto preoccupate perché nel sangue dei loro figli quattordicenni sono state trovate alte concentrazioni di Pfas. Di molto superiori a quelle minime previste dalla legge.

Dove sono gli assessori regionali?

«Ricordiamo  che la nota di ARPAV dell’ 11/07/2013  afferma che l’incidenza della contaminazione del corso d’acqua Fratta-Gorzone è prevalentemente dovuta alla presenza di sostanze perfluoro-alchimiche provenienti dallo scarico industriale della ditta MITENI che contribuisce per il 96,989 all’apporto totale di PFAS” – hanno precisato i vertici di…

di Rino Boseggia

(segue su AREA3 n°77 – giugno 2017)