La storia di Venezia attraverso le sue monete

ARCOLE – Incontro organizzato dall’Associazione Fanti all’Alzana, la straordinaria storia della Serenissima Repubblica attraverso le sue monete. Quasi un centinaio di persone ha partecipato lo scorso 16 giugno ad una serata organizzata dall’Associazione Fanti di Arcole, guidata da Giuliano Danieli, nella suggestiva cornice del santuario di Santa Maria dell’Alzana. Dopo un momento conviviale nel verde del parco che circonda la chiesetta e il Museo contadino, il numismatico e storico leoniceno Luigino Rancan ha presentato la storia di Venezia sotto una luce inedita, quella delle sue numerose ed interessanti monete. La prima moneta conosciuta che riporta la scritta «Venecias» è datata 814 e riporta l’iscrizione di Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno. «È una moneta che attesta l’importanza commerciale di Venezia», ha spiegato Rancan. «Per i suoi affari in terraferma, la città spendeva una moneta dei Franchi, bene accetta dai partner commerciali». Per i conteggi, invece, Venezia utilizzava la moneta bizantina, a testimonianza della doppia anima – occidentale e orientale – della città. Per i successivi 200 anni, nei possedimenti veneziani si continua ad utilizzare monete che riportano nomi e volti degli imperatori tedeschi e austriaci, pur caratterizzando i soldi con la scritta Venezia o con l’immagine di San Marco. «Quando muore Enrico V, nel 1125, Venezia si sgancia dal potere germanico e inizia a rappresentare il proprio capo dello Stato, il doge», ha detto Rancan. Il primo doge ad apparire sulle monete di Venezia è Michiel II. Tra le monete più significative della storia della Serenissima vale la pena citare il «grosso d’argento», una “monetona” pesante e preziosa, che valeva 26 volte il soldo base. «Era una moneta con cui i mercanti veneziani conquistavano i mercati del Nord Africa e dell’Oriente, molto attenti anche all’estetica..

di Paola Bosaro

 

(segue su #AREA3 n°78 – lug/ago 2017)