L’ombra del Coronavirus sull’economia locale e nei pregiudizi

Anche l’economia, però, comincia a risentire dell’effetto coronavirus. Tanto per cominciare, si sono fermati i flussi turistici da e per la Cina, con ripercussioni importanti. Gli effetti maggiori, però, si vedono già negli aspetti industriali e commerciali: la Cina, la cosiddetta fabbrica del mondo, ha gli stabilimenti chiusi, per misura di sicurezza. Abbiamo parlato con imprenditori del settore della pelle e della mec- canica, che esportano nei mercati asiatici, ricevendo conferma che i container sono fermi sulle banchine dei porti, la merce non viene ritirata perché non viene lavorata. Una situazione di stallo che può pesare in maniera consistente, specie sulla miriade di piccole e me- die imprese che nel Nordest hanno da molti anni una vera e propria vocazione all’export e che può portare a crisi di liquidità.

Non sta meglio neppure chi, invece, importa dalla Cina componen- tistica, prodotti e altro: il fermo delle industrie cinesi fa sì che fatica- no ad arrivare semilavorati, schede, minuteria, elementi in plastica, eccetera. Il rischio, se la situazione si dovesse prolungare, è che an- che le nostre industrie si vedano costrette a rallentare o a fermare la produzione, per la mancanza di pezzi. Potrà sembrare curioso, ma un imprenditore che importa penne, gadget e souvenirs (da temp0…..

(segue su AREA3news n° 106 marzo 2020)

di Gianluigi Coltri