Luciano Cecchetti: il curatore dei giardini Vaticani

di Gianella Galuppo

Giardini Vaticano stemma DSC_0301Luciano Cecchetti giardiniere e curatore dei giardini del Vaticano e di Castelgandolfo, nella rassegna Este in fiore 2016, ha raccontato le sensazioni e la passione che lo hanno guidato nella cura dei giardini storici del Vaticano fino al 2013. Luciano Cecchetti ha ereditato conoscenza ed esperienza dalla sua famiglia che di padre in figlio si sono tramandati l’amorevolezza per il mondo dei fiori e delle piante. Appena ventisettenne Luciano ha intrapreso il ruolo di capo giardiniere dei giardini Vaticani, un ruolo che ha trasformato completamente la sua vita e quella della sua famiglia trasferendosi nella Città del Vaticano. La casa del giardiniere e degli addetti alla manutenzione dei giardini vaticani, si trovava nei pressi del Boschetto un’area lasciata intenzionalmente allo stato naturale per avere l’illusione di trovarsi in spazi aperti, dove all’interno del boschetto, scorrono ruscelli, piccole cascate, fontane e la bellissima fontana dell’Aquilone. Il lavoro non si presentò facile per Luciano, in quanto a ogni proposta di cambiamento o rinnovamento si doveva scontrare con una burocrazia rigida e l’abituale pensiero radicato del: «…si è sempre fatto così!». Piano piano Luciano alcune innovazioni è riuscito a introdurle, dopo che un albero malato è caduto sbarrando un viale, ha scoperto che altri alberi erano malati e si dovettero abbattere quelli irrecuperabili, mentre quelli che avevano ancora la possibilità di essere salvati riuscì a risanarli. Nelle scarpate brulle dove l’erba veniva tagliata, Luciano fece piantare fiori cespugli e graminacee arricchendo di colore e vivacità, quei lati che erano tristi. Il capo giardiniere presentò una serie di foto inedite, scattate personalmente da lui con cui fece vedere alcuni viali di piante scelte in base alla colorazione ricorrendo anche a piante stagionali per mantenere quell’unico colore. Il giardiniere raccontò che a Papa Paolo VI non piaceva passeggiare lungo i viali dei giardini e si fece ristrutturare un giardino pensile sopra al suo appartamento. Papa Giovanni Paolo II che era uno sportivo, amava nuotare in piscina così i giardini vennero chiusi al pubblico per renderli sempre disponibili per il pontefice. Benedetto XVI, che amava passeggiare in mezzo al verde, si soffermava sempre a pregare dinanzi alla Grotta di Lourdes, circondato dal candore di fiori unicamente bianchi.

(segue su AREA3 maggio 2016 n°65)