Mostra “Mondocleto” a Villa Pisani di Bagnolo: un’occasione per parlare di turismo

Due edifici: uno di città, il Palazzo Chiericati di Vicenza, uno di campagna, la Villa Pisani Bonetti di Bagnolo di Lonigo, sono i luoghi che accolgono al loro interno il lavoro antologico di Cleto Munari. Nato a Gorizia, ma vicentino di adozione (il nonno infatti acquistò prima la Rotonda, rivenduta un anno dopo per la presenza degli spiriti, e poi villa Eretenia in centro a Vicenza, primo palazzo di città di Palladio), Munari iniziò la sua attività di designer negli anni ’70 grazie agli incontri con alcuni personaggi importanti del mondo dell’architettura, tra cui Carlo Scarpa ed Ettore Sottsass, da cui nacque la sua grande passione per l’arte e il design. Posate, gioielli, tappeti e vasi sono i segni distintivi della produzione di Cleto Munari. Fino al 10 giugno a Villa Pisani Bonetti è possibile apprezzare una preziosa collezione di “Vasi Veronese” nella loggia centrale, di arredi nelle sale laterali e l’ultimo gioiello del designer, omaggio alla Villa di cui prende le forme. Le opere sono inserite tra gli spettacolari elementi architettonici curati dall’architetto Diego Peruzzo con la collaborazione artistica della padrona di casa Manuela Bedeschi, i quali hanno creato un divertissement palladiano ispirandosi ai primi disegni della Villa del Palladio, in cui era presente una finestra termale per captare la luce del sud e diffonderla negli interni. Hanno così dato vita all’illusione di quella finestra termale nel salone centrale. Villa Pisani ospita da molti anni mostre di arte contemporanea e in questi mesi si è spinta un po’ più in là con la proposta del design. Secondo Manuela Bedeschi: «Ciò è dovuto innanzitutto per l’amicizia che ci lega a Cleto Munari e poi per l’originalità della sua produzione, che mescola esuberanza, fantasia, inventiva e qualità di esecuzione».

di Chiara Ballan

(segue su AREA3 n°76 – maggio 2017)