Nanto-Castegnero: nessuna fusione in vista

Nanto è il Comune vicentino più conosciuto al mondo per la sua pietra: un bellissimo monumento davanti alla sede comunale lo testimonia. Castegnero invece viene classificato, e a ragione, il paese delle ciliegie. Tra i due comuni confinanti però, nonostante le peculiarità che potrebbero costituire un collante unico per attirare turisti da tutta Italia, pare non corra buon sangue. O almeno questo traspare con la vicenda della fusione, un nocciolo duro difficile da superare. A Castegnero e Nanto, infatti e a differenza di quanto sta accadendo in altre zone del Basso Vicentino, la fusione tra i due comuni non solo è in alto mare, ma pare ci siano barriere insormontabili per raggiungere un obiettivo che da tempo il presidente del Consiglio della Regione Veneto Roberto Ciambetti caldeggia, così come a suo tempo aveva dichiarato in un’intervista al nostro mensile. Eppure la gestione delle funzioni associate e della condivisione dei servizi rappresenta una necessità anche per i due comuni della Riviera Berica, una spinta propulsiva che è stata determinate per la fusione già in atto nei due comuni della Val Liona Grancona e San Germano dei Berici, esempio che sta per essere seguito anche dai comuni di Barbarano e Mossano, due amministrazioni che si trovano ad un tiro di schioppo da Nanto e Castegnero. Ma quali sono i motivi che hanno finora bloccato la fusione? Per il sindaco Luca Cavinato, così come dichiarato alla stampa, è giunto il momento di fare un passo verso la fusione. Per il sindaco Ulisse Borotto, invece, la fusione è qualcosa che ha in mente…

di Rino Boseggia

(segue su AREA3 n°74 – marzo 2017)