“Orti a cucchiaio”

Intervista a Michel Barbaud Agronomo francese, ingegnere, fitobiologo, agrobiologo, esperto di biodinamica, naturopata Ideatore del Metodo “Organic Forest”, creatore di moderne tecnologie di agricoltura naturale e degli “Orti a cucchiaio”

Michel Barbaud IMG_9567L’alimentazione è alla base della salute» diceva Ippocrate. Nei vini troviamo pesticidi in quantità molto inquietanti, fino a 300 microgrammi/litro. Anche i cereali di consumo umano e animale sono contaminati dai pesticidi. Non parliamo della frutta che presentiamo ai nostri bambini… Nei sistemi di agricoltura industrializzata a cosa servono dei rendimenti-ettaro record? Servono solo a creare problemi di salute con cause dirette. è veramente questo che vogliamo offrire ai nostri figli? L’agricoltura deve produrre alimenti sani, senza contaminanti né metalli pesanti. Questo è possibile se ci riappropriamo delle conoscenze e dei sapori che abbiamo perso». A parlare è Michel Barbaud, agronomo- naturopata – specializzato in bioelettronica umana e agronomica, già collaboratore di scienziati che hanno fatto la storia delle scienze del Nuovo Mondo, depositario delle ricerche e del lavoro svolto con Jeanne Rousseau, impegnato nella ricerca agronomica per determinare il metodo naturale Organic Forest, attualmente vive in Italia dove sta creando l’azienda pilota per l’applicazione e dimostrazione di tale metodo. «Per effettuare un’agricoltura naturale – sostiene Michel Barbaud – occorre mettere in atto una serie di pratiche per ottenere un suolo sano, cioè privo di molecole chimiche e ricco di micro-flora e micro-fauna. Per arrivare a questo è necessario avere la conoscenza profonda delle leggi della natura, cioè le leggi chimico-fisiche e biologiche dell’ecosistema in cui si opera. Bisogna anche capire – aggiunge Michel Barbaud – che molti problemi che ci sono oggi nascono sotto i nostri piedi; solamente avendo più attenzione e cura per le radici delle nostre piante possiamo risolvere veramente questi problemi. La chimica agraria degli ultimi settant’anni, seppur sostenuta da basi scientifiche, ha distrutto i suoli coltivati. Attraverso questo metodo si ristabilisce l’equilibrio perduto e si ricava la sanità delle piante». L’idea di Michel Barbaud nasce dalla riconsiderazione degli ecosistemi forestali con i loro meccanismi auto-regolati di gestione della fertilità ai fini del rinnovamento sostenibile delle pratiche agricole. Una semplice osservazione: i terreni agricoli con fertilità durevole nel tempo sono stati ricavati a spese di foreste di latifoglie dei climi temperati. In queste aree, se l’uomo abbandona un terreno agricolo sfruttato si insedia nel giro di breve tempo una cenosi (insieme di individui vegetali o animali appartenenti a specie diverse che coabitano nello stesso ambiente) che evolve in foresta. Dopo qualche decina d’anni, a seconda delle condizioni di degrado iniziali, si ristabiliscono i livelli di fertilità elevati tipici dell’ecosistema forestale. Questo fa pensare che il lavoro dell’uomo nell’attuale agricoltura “industrializzata” sia in realtà in direzione contraria a quella che la Natura ha raggiunto nell’equilibrio omeostatico, degli ecosistemi forestali. Le attuali pratiche colturali stanno spingendo come non mai verso un allontanamento da qualsiasi ipotesi di equilibrio. Si combattono sintomi di malattie, di carenze, ecc., con metodi che non solo non risolvono le cause ma le peggiorano, in una spirale perversa e pericolosa. Le pratiche agronomiche consigliate da Michel Barbaud sono di abbandonare la monocoltura e favorire le rotazioni.