Porte chiuse per Cementizillo

Cementizillo protestaChe la crisi aveva investito il settore dei Cementifici è un dato di fatto, che già Italcementi nell’agosto del 2013 ha dovuto lasciare a casa circa 400 lavoratori ne era stata l’ulteriore conferma; ma nel vedere che anche Cementizillo di Este è costretto a chiudere i battenti rimane certo l’amaro in bocca. Il procedimento di messa in mobiltà, per gli addetti ai lavori, aveva avuto inizio nel mese di Aprile quando già da tempo si parlava di procedura di arresto degli impianti della unità produttiva di Este con la conseguente Cassa Integrazione per i 66 dipendenti. Cementizillo, rimane ora operativa solo con l’impianto di Monselice in Veneto, realtà acquistata dal gruppo Zillo nel 2010 e che ad oggi garantisce il lavoro ad 80 persone . Il forte calo di volumi nel settore cementiero con punte del 60%, ha fatto scattare l’inevitabile mannaia di licenziamenti, altro colpo quindi che colpisce in pieno il Basso Padovano. Gli stessi sindacati si vedono inermi al meccanismo di contrazione del sistema edilizio che da 10 anni ha investito il territorio mettendo in forte stato di crisi le realtà cementiere, basti pensare come solo nel Nord Est dei 12 impianti cementieri operativi ne sono rimasti solamente tre; 2 dei quali fanno capo al Gruppo Zillo. Ciò nonostante la sinergia tra i sindacati e l’impegno da parte della Amministrazione Comunale ha permesso di calmierare la situazione, cosi il primo cittadino di Este Giancarlo Piva “la situazione è stata seguita per diversi anni nel tentativo di trovare delle soluzioni alternative all’esito di procedura di mobilità per i 66 dipendenti ancora in data 22 gennaio, esuberi che sono calati a quota 32 grazie al frutto di lavoro importante che abbiamo fatto noi Amministrazione con i Sindacati. 18 posizioni sono state, infatti, recuperate internamente, delle quali 8 nello stabilimento di Monselice, 4 a Este e 6 a Fanna, un altro lavoratore è stato ricollocato esternamente alla azienda mentre entro il periodo di mobilità 7 dipendenti andranno in pensione e ulteriori 8 dipendenti raggiungeranno i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2020 e per questi ultimi è stato creato un incentivo ulteriore, il quale consente di pagare la contribuzione volontaria in modo da farli arrivare alla pensione, per i restanti 32 lavoratori c’è un incentivo all’esodo di 38 mila euro netti più un percorso di riqualificazione professionale di 12 mesi». A Este continuerà ad essere operativa la Direzione Generale del gruppo, la parte amministrativa e tecnica con 40 addetti ai lavori.

di Attila Pasi