Proteste contro la scelta di tenere Abram come segretario comunale

ARCOLE – La vicenda del segretario comunale Paolo Abram fa discutere le forze politiche e la cittadinanza di Arcole. Il 17 gennaio l’uomo è stato condannato in primo grado per peculato e frode, in merito ad una vicenda accaduta quand’era segretario-direttore alla casa di riposo di Albaredo d’Adige, nel 2013. Ad Arcole Abram continua comunque a ricoprire l’incarico di segretario, anche se le opposizioni sono nettamente contrarie.

IL GRUPPO DI MINORANZA 

“NUOVA ARCOLE”

Il gruppo guidato da Anna Ferraro non ha partecipato per un mese alle sedute del consiglio comunale in segno di protesta. «Vogliamo in primis sottolineare e ribadire che lasciare l’aula è stato un evidente gesto di protesta», spiegano. «Come abbiamo chiarito più volte, sappiamo benissimo che questa è una condanna in primo grado ma ci saremmo aspettati sia dal segretario, responsabile della trasparenza e anticorruzione del Comune, che dal sindaco delle prese di posizione immediate: una temporanea autosospensione del primo, approvata ed apprezzata.

Ma nulla di tutto ciò è accaduto. Anche se il sindaco sostiene che per la scelta del segretario i Comuni si attengono esclusivamente alle indicazioni fornite dall’Albo nazionale è noto che nello stesso Albo sono di certo presenti dei segretari che non hanno una condanna in primo grado. Ricordiamo al sindaco che è lui responsabile della correttezza e legalità dell’amministrazione nel nostro Comune, perciò potrebbe prendere posizione a prescindere da quanto deciso da Venezia. Molti sindaci cambiano i segretari per motivi ben più banali di quello che ci vede coinvolti. Purtroppo questo è il modo in cui la maggioranza eletta prende posizione nel nostro Comune in merito ad un fatto che noi consideriamo molto grave. Ribadiamo la nostra totale contrarietà in merito alle posizioni prese. Scriveremo per questo all’Autorità nazionale anticorruzione e al prefetto e continueremo a smuovere l’opinione pubblica di fronte a questo atteggiamento a nostro avviso poco responsabile».

di Paola Bosaro

(segu su AREA3news n°85 aprile 2018)