Quel giorno d’inferno a Ponte di Nanto

“L’inferno di Ponte di Nanto “ è diventato un libro ed è in libreria dal 25 di agosto, narra la drammatica vicenda vissuta dal benzinaio Graziano Stacchio nel corso di una rapina alla gioielleria di Roberto Zancan, sulla Riviera Berica, dove si era asserragliata una commessa terrorizzata dai fendenti dei banditi che tentavano di entrare

cover-stacchioè stato presentato venerdì 5 agosto a Nanto il libro “L’inferno di Ponte di Nanto” scritto dall’ispettore capo della squadra mobile veneziana Paolo Citran sul dramma vissuto dal benzinaio Graziano Stacchio in un drammatico pomeriggio del 3 febbraio dello scorso anno quando, armato di un fucile a pompa, ha affrontato un bandito che assieme a dei complici stava tentando di rapinare lo store di Roberto Zancan sulla Riviera Berica a Ponte di Nanto. Dopo aver scansato per puro miracolo i colpi sparati dal malvivente, un giostraio con una fedina penale lunga chilometri, il benzinaio di Ponte mira alle gambe del bandito che morirà dissanguato dopo pochi istanti e dopo essere stato abbandonato dai suoi complici. Una drammatica vicenda che ha attirato l’attenzione di tutti i media e dei politici che hanno approfittato del caso per montare una campagna elettorale per le imminenti elezioni regionali. Con lo slogan “Io sto con Stacchio” più di qualcuno ha cavalcato l’onda della protesta basata sulla legittima difesa per ricevere una valanga di voti. Per la vicenda il benzinaio finirà nel registro degli indagati per eccesso colposo di legittima difesa. L’archiviazione è giunta soltanto nel giugno di quest’anno, dopo un iter che è costato al diretto interessato decine di migliaia di euro, denaro che ha attinto dal conto in banca depositato dall’associazione nazionale dei Commercianti: una somma consistente e superiore agli 80 mila euro. Sulle prime sembrava che la faccenda si chiudesse in breve in considerazione del fatto che anche i video dimostravano che Graziano Stacchio aveva sparato per difendersi dai colpi sparati dal mitra del giostraio. Sembra che ad aggravare la sua situazione giudiziaria, così come trapelato dalla procura, sia stato il fatto che il benzinaio, per spaventare i banditi, ha sparato un colpo in aria: un gesto naturale che viene considerato un reato.

(segue su AREA3 n°68 – settembre 2016)

 di R.Boseggia