Ridurre l’uso di antibiotici si può. Lo dimostra lo studio di una giovane farmacista colognese


Donne colognesi alla ribalta nazionale ed internazionale. Dopo i prestigiosi risultati ottenuti a livello mondiale dalla ricercatrice e docente universitaria Pamela Danese, nel campo del lean management, un’altra giovane si fa notare nel firmamento delle eccellenze italiane. È la neolaureata in Farmacia Chiara Rossi, 24 anni, recentemente premiata per una ricerca che potrà avere un impatto davvero significativo nella cura delle malattie. La ventiquattrenne residente in località San Sebastiano, dopo gli studi classici al liceo «San Benedetto» di Montagnana, ha scelto una strada diversa, la Facoltà di Farmacia dell’università di Padova. Una volta passato il test di ingresso e iniziati i corsi universitari, Rossi si è subito appassionata e ha affrontato con impegno ed entusiasmo il percorso universitario quinquennale, fino alla sospirata laurea conseguita il 12 dicembre del 2016.  Prima di discutere la tesi, Rossi aveva sostenuto un tirocinio di un anno nell’Unità operativa di Farmacia ospedaliera di San Bonifacio, diretta da Vito Albanese.  «Ho svolto un tirocinio nella farmacia del nosocomio sambonifacese e ho pensato di raccogliere dati per proporre una tesi sperimentale», rivela la ventiquattrenne colognese. «In un primo momento, assieme al direttore Albanese, avevamo pensato di svolgere una ricerca sui vaccini, poi invece ci siamo orientati verso il problema della resistenza antibiotica». Come ribadito da numerose riviste del settore negli ultimi anni, la medicina potrebbe trovarsi entro breve tempo di fronte ad una fase critica, paragonata ad una sorta di medioevo della sanità. A causa del diffondersi di super batteri in grado di respingere l’azione degli antibiotici, le infezioni per le quali in futuro non avremo farmaci a disposizione potrebbero arrivare a uccidere centinaia di migliaia di persone nel mondo.

di Paola Bosaro

(segue su AREA3  n°75 – aprile 2017)