Il sindaco Pretto: «Questa è una data storica»

Lungo la provinciale Riviera Berica da Noventa in direzione Vicenza, una strada che scorre lungo il fiume Bisatto per quasi tutta la sua lunghezza, si incontrano realtà comunali che per la loro dimensione e dislocazione geografica si prestano alla fusione. Anzi pare proprio che la legge regionale tanto caldeggiata dal presidente del Consiglio Regionale, Roberto Ciambetti, sia stata scritta e pensata dopo aver esaminato le geografia di quello che un tempo si chiamava Basso Vicentino ed ora viene individuato come Area Berica. Se non ci fossero atavici problemi di campanile tutti i comuni che si trovano lungo la Riviera Berica, da Agugliaro a Castegnero, potrebbe benissimo essere conglobati sotto un unico comune visto che la distanza che li separa ora è quanto mai ridotta dopo l’entrata in funzione dell’A31 con relativi caselli di uscita: quasi uno per ogni paesino. Conoscendo da anni la realtà della zona siamo altrettanto convinti che un’operazione di mega fusione è del tutto improponibile. Siamo stati tra i primi cronisti a titolare, trent’anni orsono, “la guerra dei Ponti” per mettere in evidenza i contrasti esistenti tra comuni capoluogo e frazioni (separate appunto dai ponti sul Bisatto). “Eppur qualcosa si muove” avrebbe soggiunto Galileo Galilei. Se in val Liona siamo alle battute finali per la fusione dei Comuni di Campiglia dei Berici e Grancona, qualche passo significativo è stato fatto in tal senso anche tra Barbarano e Mossano. Per comprendere i motivi di una fusione che si avvia sulla giusta strada abbiamo visitato nei giorni scorsi il Comune di Mossano che in precedenza non avevamo mai visto. Presa la strada subito dopo l’abitato di Barbarano, abbiamo faticato non poco a raggiungere Mossano collocato in una posizione panoramica stupenda che domina la sottostante pianura e che ci ha portato alla mente il paesaggio “antico” dei paesini sparsi in Istria…

di Rino Boseggia

(segue su AREA3 n°74 – marzo 2017)