A Piedi Con Il Santo

A piedi con il “Santo”

Il racconto di Giannino Scanferla di Monselice (Pd), che con i frati del Santo di Padova ha accompagnato a piedi dalla Sicilia a Padova la reliquia di S.Antonio

È stato uno dei protagonisti come veterano, dell’estate “pellegrina” organizzata dai frati Minori Conventuali della Basilica del Santo di Padova, con il nome “Antonio 20- 22” per ricordare lo sbarco del Santo portoghese nel 1220 a Milazzo in Sicilia, per iniziare poi da Forlì nel 1222, la sua predicazione che lo condurrà a Padova con la storia che tutti conosciamo. Un’esperienza “peregrina” quella di Giannino Scanferla, 65 anni ex-professore dell’Ipsia Bernardi di Padova e volto noto di Monselice come amministratore pubblico, oggi camminatore di lungo corso sui sentieri dello spirito. I numeri dell’impresa compiuta nel nome del Santo sono: 1843 i km compiuti a piedi da Capo Milazzo (Sicilia) dal 30 giugno, fino giungere a Padova il 9 ottobre con la reliquia del Santo. Nove regioni con decine di paesi e città attraversate. Novantadue tappe in cento giorni di cammino, decine di migliaia di metri di dislivello con una media giornaliera di 20 km, sei giorni su sette, “perché la domenica ci si fermava com’era consuetudine tra gli antichi pellegrini”.

Giannino, una grande fatica? «Diciamo che ora mi sto riposando! Non è stata una passeggiata, perché abbiamo camminato nel pieno di una estate torrida. Il mio fisico ha retto bene, sebbene fossi il più anziano del gruppo di pellegrini partiti da Capo Milazzo: Alberto Friso, Jorge Leitao (portoghese/spagnolo) e il sottoscritto, a cui si è aggiunta la staffetta del portatore della reliquia e a volte decine di camminatori giornalieri che si aggregavano lungo il cammino».

Un cammino spirituale però? «Pensato e voluto dai frati del Santo, coincidente per buona parte col Cammino di Sant’Antonio, lungo 1000 km, che oggi parte da Cassino (FR) e giunge a Padova. Io non mi considero un pellegrino in senso stretto, perché non ho avuto il dono dell’indubitabilità. Ecco perché il termine “camminante” o “peregrino”, ha per me il valore più concreto dell’umiltà francescana, lungo le antiche vie dello spirito per incontrare la bellezza del creato, dell’opera umana, e dello Spirito stesso!». Un percorso itinerante, con una presenza singolare: una reliquia del Santo che ha camminato con voi dentro uno speciale zaino! «Una falange del Santo che ha camminato con i nostri piedi: un segno, una reliquia, una presenza. Io non ho una fede granitica, se in prima battuta consideravo superstizioso l’approccio alla reliquia da parte della gente, col tempo e la strada ho dovuto riconsiderare questa mia visione. Ho maturato l’idea che il passaggio della reliquia facesse e abbia fatto del bene. Vedevo che questa “parte fisica del Santo”, donava serenità e speranza, con un riconoscimento della religiosità popolare che mi ha commosso! ».

di Antonio Gregolin

continua su AREA3news n135 di novembre 2022