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Autore: maurizio pilon

Dalla materna “Rodari” un contributo per ricostruire i sentieri dell’Altopiano di Asiago

LONIGO Dalle piante l’ossigeno e dall’ossigeno la vita. Per conoscere gli alberi, la natura e quali sono le azioni da “mettere in campo” per rispettarli e salvaguardarli, le docenti della scuola dell’infanzia comunale «Rodari» stanno lavorando dallo scorso settembre con i bambini della scuola ad un progetto molto significativo e ambizioso: “Io come un albero”. Nell’ambito di questo progetto, si è inserita lo scorso 21 marzo l’iniziativa “Alberi, sentieri e vita”. Su proposta delle docenti e delle rappresentanti dei genitori, si è deciso di stanziare 500 euro del fondo cassa della scuola al CAI (Club Alpino Italiano) di Asiago, per ripristinare i sentieri distrutti dal forte vento che ha sferzato le montagne venete il 29 ottobre 2018. Le maestre e le rappresentanti dei genitori hanno invitato a scuola tre carabinieri forestali di Lonigo impegnati nella tutela ambientale e faunistica: Elia Guerra, Alessandro De Taddei e Pietro Di Leo. Dopo i saluti del dirigente scolastico Luca Saggioro, che ha ricordato ai bimbi di «avere cura della casa dove abitiamo tutti, che è il pianeta terra», la coordinatrice di plesso Stefania Lunardi ha presentato a tutti i 160 alunni riuniti in salone i presidenti del CAI di Lonigo Giovanna Ceretta e del CAI di Asiago Antonio Paganin. I bambini sono rimasti stupiti ed incuriositi dalle divise dei militari che, a loro volta, hanno dimostrato una grande disponibilità e capacità di attrarre l’attenzione dei piccoli.

Successivamente gli alunni, suddivisi per età e accompagnati dalle rispettive maestre, si sono trasferiti nell’aula multimediale dove hanno potuto vedere con i loro occhi la devastazione avvenuta nell’Altopiano dei 7 Comuni e le attività svolte dai carabinieri del Comando della Tutela forestale, al fine di liberare quanto prima le aree colpite dagli alberi caduti. I carabinieri hanno invitato i bambini a salvaguardare l’ambiente, ricordando l’importanza degli alberi nella tutela dell’ecosistema. Paganin del CAI ha riferito che «gli alberi divelti sono stati più di 300 mila, pari al 5 per cento del patrimonio boschivo dell’Altopiano». Una delle cause della distruzione dei boschi «è stata la scelta poco oculata compiuta sessant’anni fa di piantare un’unica specie, gli abeti», hanno rivelato i carabinieri. «Adesso staremo molto più attenti a differenziare le tipologie di piante». Paganin ha ringraziato la scuola per la donazione e ha subito inserito sulla pagina Facebook del CAI di Asiago la foto del finto assegno disegnato dai bambini di Lonigo. «Abbiamo già ripristinato 12 dei 32 sentieri di Asiago sui quali facciamo regolarmente la manutenzione», ha riferito Paganin. «Grazie a questa vostra offerta di denaro potremo andare avanti con i lavori, di pari passo con lo sgombero delle piante cadute, svolto da ditte specializzate». Il CAI di Asiago invierà nelle prossime settimane alla scuola dell’infanzia le foto del ripristino effettuato grazie alla somma donata dalla “Rodari”. La lezione dei carabinieri è terminata con la divertente “misurazione del tronco dei bambini” mediante il cavalletto dendrometrico, calibro forestale usato per misurare il diametro degli alberi. Il secondo appuntamento con l’iniziativa “Alberi, sentieri e vita” è stato lunedì 15 aprile. L’educatrice ed esperta ambientale di Asiago Consuelo Morello è venuta a Lonigo per proporre dei laboratori creativo-manipolativi con materiali naturali che provenivano dalle montagne vicentine. 

Nel frattempo, già da un mese, in tutto il plesso si era deciso di rinunciare alle salviette di carta per asciugarsi le mani alla toilette e di utilizzare invece un asciugamano personale per evitare lo spreco di carta e l’accumulo di rifiuti.

di Paola Bosaro

Campionato Regionale Veneto “Danze di Coppia”

BRENDOLA I Campionato regionale di danze di coppia è tornato al Palasport di Brendola. Il 30 e 31 marzo si sono svolte le gare, in cui hanno fatto ottima figura alcuni ballerini della nostra area. A farci da guida nella manifestazione due campioni di danze standard, Erica Bressan e Salvatore Amico della scuola di danza “Love for dance” di Veronella e Cologna Veneta. Erica e Salvo, campioni agonistici, nel 2018 si sono classificati 8° al Campionato Italiano assoluto, 11° nel 2019, nella categoria Internazionale AS, la più alta. 

Il Campionato regionale prevede tre discipline della danza sportiva: liscio unificato (mazurca, valzer viennese e polca), danze standard (valzer lento, valzer viennese, tango, slow fox e quick step), latino americano (samba, cha cha, bachata, rumba, paso doble e jive).  A Brendola, tantissime le coppie iscritte. «La categoria più affollata probabilmente è quella dai 45/54 anni, in cui hanno vinto dei ballerini da noi allenati: in pista c’erano 23 coppie!», spiega Erica. «La danza è per tutti» gli fa eco Salvo. «Sono di altissimo livello i ballerini over 70, esprimono grande esperienza ed energia di coppia!».

Un fattore che si nota subito è la bellezza degli abiti per gli adulti, più semplici quelli dei ragazzi, per un motivo: «In base alla categoria di appartenenza, gli atleti devono indossare una certa “divisa”. I più giovani, i maschi portano un pantalone con maglia nera…

di Graziana Tondini

(segue su #AREA3news n°97 maggio 2019)

Asfaltature e nuovi progetti per migliorare la sicurezza stradale

SAN BONIFACIO Con l’arrivo dei mesi caldi apriranno numerosi cantieri in città. È l’assessore alle Manutezioni e ai Lavori pubblici Antonio Verona ad illustrare il ricco programma previsto, specie per quanto riguarda la sistemazione delle strade deteriorate. «Prima di elencare i lavori previsti per quest’anno ritengo corretto fare un excursus sugli interventi già terminati e molto attesi dalla popolazione», spiega l’assessore.

ASFALTATURE GIÀ ESEGUITE E IN CORSO D’OPERA

«Nel mese di novembre sono iniziate le asfaltature relative al progetto del 2018 a partire da via Roma, via Zampieri,piazza Costituzione e via Camporosolo fino all’incrocio con via Verdi e viale Trieste». 

Con quest’ultimo intervento è stata sistemata anche la piazzetta adibita a parcheggio e al mercoledì mattina al mercato del pesce che si trova alla fine di viale Trieste. Sono ripresi da poco, complici le temperature più miti, i lavori sospesi per la stagione invernale, che riguardano il completamento di via Camporosolo…

di Paola Bosaro

(segue su #AREA3news n°97 maggio 2019)

La chiesa di San Fidenzio diventa Duomo di Borgo Veneto

BORGO VENETO il 31 maggio ci sarà un grande evento a Megliadino San Fidenzio di Borgo Veneto, voluto per festeggiare il passaggio della chiesa arcipretale a Duomo. Infatti, con un decreto vescovile del marzo scorso, la chiesa e stata elevata “in perpetuo” alla dignità di Duomo dedicato alla Beata Vergine Maria.

La storia di questo luogo di culto è davvero singolare. Nel 970 il corpo del terzo vescovo di Padova, San Fidenzio, morto nel 168, viene traslato, per volere dell’allora capo della curia patavina Gauslino Trasalgardo, da Polverara, piccolo centro della provincia patavina, a Megliadino. L’allora cappella longobarda, dedicata a San Tommaso, fu riedificata, eretta ad arcipretale e intitolata a San Fidenzio…

di Arianna Lorenzetto

(segue su #AREA3news n°97 maggio 2019)

La rinascita di Parco Kennedy. Sistemate le piante e valorizzati i percorsi pedonali

L’Assessore al Verde Laura Valbusa

COLOGNA VENETA Parco Kennedy si lascia alle spalle gli anni dell’abbandono e dei danni dei vandali e risorge a nuova vita. I primi mesi del 2019 sono stati caratterizzati da un intervento radicale nell’enorme area verde (ampia 8.000 metri quadri) ad est del centro storico, a ridosso della provinciale Serenissima. L’amministrazione comunale ha speso finora 25 mila euro per lavori di taglio, pulizia, costruzione di recinzioni e valorizzazione di percorsi pedonali. Altri soldi verranno investiti per creare un percorso salute e cambiare le panchine molto vecchie e scrostate.

Nato come un parco giochi per bambini negli anni Settanta, è diventato una zona adatta agli incontri di ragazzi più grandi e di famiglie nei primi anni Duemila, quando l’allora amministrazione Vedovato decise di intitolarlo a John Fitzgerald Kennedy, nel quarantesimo anniversario della morte di uno dei presidenti degli Stati Uniti più amati. Purtroppo, negli ultimi tempi, la zona è stata presa di mira da adolescenti con poco rispetto per le piante e per gli arredi presenti. Non si contano gli episodi di vandalismi e danneggiamenti segnalati dagli abitanti del quartiere e dagli alpini che proprio al Parco Kennedy hanno la loro baita….

di Paola Bosaro

(segue su #AREA3news n°97 maggio 2019)

A Montegaldella la prima “Ciclabile del Saluto” d’Europa

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Sarà inaugurata domenica 12 maggio, per poi essere  “battezzata ufficialmente” come la prima “Ciclabile del Saluto “d’Europa, con un primato tutto vicentino. A Montegaldella, “Paese del Saluto” già dal 2003 con tanto di patrocinio del Senato della Repubblica, nasce così la nuova Ciclabile del Saluto, come segno di cultura e memoria, dato che il “saluto sta scomparendo dalla nostra civiltà” per citare il motto coniato dal giornalista e artista vicentino, Antonio Gregolin, autore dell’originale idea. Non bastava il primo monumento al “Ciao”, da oggi si aggiungono cinque chilometri di sentiero arginale “green” tra bellezze naturali e architettoniche, a cavallo di due provincie, che fungerà da ponte culturale per il circuito turistico sostenibile, che parte da Monaco di Baviera per arrivare al mare Adriatico, scendendo dal Brennero, poi Verona, Vicenza, passando per Montegaldella, fino a  Padova e Venezia. Non poteva che essere questo il passante ideale dove far scoprire le vere origini del “ciao” e del salutarsi nelle varie lingue: «Un luogo di transito pedonale o in bici, di sport e svago – commenta Gregolin -, che a d’uopo diventa uno strumento d’informazione, cultura e sensibilizzazione. è proprio in questo contesto di rilassatezza che le persone sono stimolate a salutarsi con maggiore spontaneità!». 

di Antonio Gregolin

Beppe Carletti racconta “I nomadi”

Sabato 6 aprile il “Nomadi Fan Club del Basso Vicentino” ha festeggiato 25 anni di fondazione, con una cena presso il ristorante “Da Franco” a Lovertino, insieme ad altri Fan Club del Veneto e alla Cover Band “Onda Nomade”. Ospiti d’onore della serata Beppe Carletti, tastierista e storico fondatore dei “Nomadi”, il chitarrista Cico Falzone e la nuova voce del gruppo, Yuri Cilloni

Fondato nel 1963 dal tastierista Beppe Carletti e dal cantante Augusto Daolio, il gruppo musicale italiano ha pubblicato fino al 2017 ottantuno album ed è una fra le più longeve band sia a livello nazionale che internazionale, avendo venduto complessivamente 15 milioni di dischi.

Il messaggio che sin dagli inizi i Nomadi trasmettono è di denuncia e impegno sociale, accostato ai temi dell’amore e dei sentimenti. Questo messaggio è trasportato in giro per l’Italia in maniera capillare, anche nei paesi più piccoli, dal momento che i “Nomadi” sono sempre in viaggio, in un tour quasi permanente. 

Caratteristica dei loro concerti sono i messaggi, gli striscioni e i regali mandati dal pubblico sul palco e letti tra una canzone e l’altra. Pur avendo cambiato, nel corso della propria storia, 23 componenti, i “Nomadi” sono sempre rimasti coerenti con il loro messaggio iniziale. Tra i loro brani più famosi si distinguono “Io vagabondo (che non sono altro)”, “Dio è morto (se Dio muore, è per tre giorni poi risorge)”, “Un pugno di sabbia”, “Crescerai”, “Ho difeso il mio amore”, “Canzone per un’amica”, “Io voglio vivere”, “Sangue al cuore” e “Dove si va”….

di Paola Totis

(segue su #AREA3news n°97 maggio 2019)


I veleni della A31 Sud

Ormai si tratta di un vero ciclone giudiziario, quello dei rinvenimenti di materiali nocivi interrati nel Vicentino. Non passa settimana che rivelazioni, scoperte e denuncie, con tanto d’intimidazioni verso i cronisti, trovino riscontro sulla stampa. Il vicentino nuova “terra dei fuochi”? 

Parrebbe così, tanto che dopo i Pfas quella dell’inquinamento da rifiuti speciali è diventata la nuova “guerra”locale dall’incerto futuro per i cittadini e i processi che ci sono o seguiranno. 

Mentre montano i sospetti e preoccupazioni, si è instaurato un clima di smarrimento generale che tange anche tra le stesse istituzioni preposte alla sicurezza della salute pubblica. 

Un esempio è quello di Montegaldella, unico Comune tra i sei dell’Area Berica toccato dalla Valdastico Sud a essersi costituito parte civile nel processo in corso per lo sversamento di materiale inquinante.

«Da mesi mi rivolgo alle autorità preposte come l’Arpav, chiedendo di effettuare analisi e monitoraggi urgenti per tutelare la salute pubblica. Mai una risposta, semmai un rimpallo di competenze che fa ipotizzare si voglia portare il tutto alla prescrizione dei fatti» spiega il sindaco di Montegaldella Paolo Dainese.

Per questo il primo cittadino di Montegaldella punta in alto, scrivendo una lettera al Ministro della Salute, Giulia Grillo, al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, al Prefetto di Vicenza e al Presidente di Regione e Provincia. 

di Antonio Gregolin

(segue su #AREA3news n°97 maggio 2019)


Una nuova casa per Victoria Basket

L’Amministrazione Comunale di San Bonifacio mantiene le promesse e anche al PalaSandri arrivano i lavori di ristrutturazione tanto attesi. (foto taglio nastro).  A marzo è arrivato il taglio del nastro alla presenza dell’amministrazione, degli sponsor e della famiglia Victoria Basket. Il solo rifacimento della pavimentazione e il nuovo colore alle pareti hanno fatto assumere una nuova luce ad un terreno di gioco che oramai gridava vendetta. 

Terreno di gioco, quello del Sandri, che quotidianamente ospita nella mattinata gli alunni delle primarie e nel pomeriggio gli atleti del Victoria Basket, centinaia distinti in più fasce d’età. Incontriamo l’allenatore Antonio Federico che finalmente può lavorare in una nuova casa: «Victoria Basket festeggia 10 anni di attività giovanile e l’attuale gestione presente dal 2013 raggiunge una tappa importante per il basket giovanile. Il duro lavoro svolto nelle scuole con la promozione ha visto lievitare gli iscritti da 40 ai quasi 300 tesserati attuali, divisi tra le diverse categorie. Ritrovare un Sandri a nuovo era doveroso per poter accogliere l’attività che svolgiamo giornalmente». E poi uno sguardo al basket femminile…..

(segue su #AREA3news n°96 aprile 2019)

Don Giuseppe: un prete che ci credeva

Grande partecipazione all’incontro che si è tenuto venerdì 22 marzo presso il piano nobile della Villa Comunale di Borgo Veneto, per la presentazione dell’ultimo libro di Don Antonio Bellotto “Un prete che ci credeva”: bellissimo testo sulla vita di Don Giuseppe Pavanello storico prete esorcista di San Salvaro dal 1967 al 2005 anno della sua scomparsa. 

Sono intervenuti don Antonio Bellotto autore della pubblicazione, don Adriano Vigolo, Parroco di San Salvaro, don Giuliano Miotto Parroco dell’Unità pastorale di Borgo Veneto e Michele Sigolotto, Sindaco di Borgo Veneto.

Don Giuseppe Pavanello nacque a Casale di Scodosia il 18 febbraio 1935. Entrato in seminario di Padova da ragazzo, dopo aver frequentato regolarmente tutti gli studi corrispondenti, venne ordinato sacerdote nel 1960 e destinato come cooperatore parrocchiale nel suo paese natale.

Nel 1967 fu designato parroco di San Salvaro di Urbana e nella piccola comunità vi è rimasto per ben trentotto anni, fino la morte. Di carattere risoluto e forte, ma allo stesso tempo sereno, sorridente e affabile. Insisteva molto sulla coerenza con i principi morali derivanti dalla fede. Ha offerto pienamente la sua vita alla sua comunità prima di tutto, curata…

di Arianna Lorenzetto

(segue su #AREA3news n°96 aprile 2019)