crisi economica autunno

AUTUNNO AGITATO

IL RINCARO DELLE MATERIE PRIME APRE UNA NUOVA EPOCA DI CRISI ECONOMICA

Per le economie dei Paesi emergenti si prepara una raffica di shock mai vista dagli anni novanta. I disordini scatenati dall’aumento dei prezzi di generi alimentari ed energia stanno già colpendo pesantemente alcuni Paesi. E ora potrebbero trasformarsi in una crisi del debito più ampia, oltre che in una nuova minaccia in grado di compromettere la fragile ripresa dell’economia mondiale dopo la pandemia.

Si prospetta come l’autunno più caldo dell’ultimo ventennio (ad essere ottimisti), e non solo per questioni climatiche. Sono l’economia, la finanza, le risorse energetiche, il cibo, a mostrarsi come pedine in uno scacchiere internazionale. In realtà, la questione è antica quanto l’uomo, e queste sono sempre state le “pedine storiche” utilizzate dagli uomini contro gli uomini. Allora si dirà: “Niente di nuovo sotto il sole?”. Assolutamente no, visto che è questione non più locale, ma globale. E l’Italia? Non ci differenziamo, al punto da non stupirci nemmeno più se il pellet venduto fino a pochi mesi fa 4.5 euro al sacco, è schizzato oggi a 12 euro, con ulteriori aumenti previsti. Così, mentre la politica torna a discutere sul ponte sullo Stretto di Messina, il Pil mostra che l’inflazione è ormai tangibile su tutti i fronti. E dire che è lo stesso Ministro per la transizione ecologica, Cingolani, a dire che «si tratta il più delle volte di speculazione». Questo lo abbiamo capito tutti! Così dietro i rincari più o meno giustificati, c’è un mondo spesso opacizzato e indecifrato, con tutta una ricaduta a domino che parte dall’energia per arrivare dopo vari passaggi alle tasche dei compratori. L’esplosione stessa del costo del gas ha un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui con la siccità ha devastato i raccolti, con perdite stimate pari a 6 miliardi di euro, pari al 10% della produzione. Mix micidiale, che costerà nel 2022 alle famiglie quasi 9 miliardi di euro, come ci dicono le statistiche ufficiali. Soltanto per la spesa alimentare, a causa dell’effetto dell’inflazione, che colpisce soprattutto le categorie più deboli, sulla base dei dati Istat sui consumi degli italiani ci saranno cifre da brividi. A guidare la classifica c’è la verdura, che quest’anno costerà alle famiglie 1,97 miliardi in più, seguite da pane, pasta e riso, con un aggravio di 1,65 miliardi, e carne e salumi, per i quali si stima una spesa superiore di 1,54 miliardi rispetto al 2021. L’aumento dei costi poi colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne, dove più di un’azienda agricola su 10 è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività.

di Antonio Gregolin

continua su AREA3news n133 di Settembre 2022