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Boom dei tatuaggi

Per molti è una sicurezza, “qualcosa che resterà con loro per sempre”. Oltre a ciò, i tatuatori sono tra le poche attività a non aver chiuso per periodi prolungati

Il balzo in avanti è quasi del 30%. Secondo gli addetti ai lavori nel 2021 il business dei tatuatori potrà contare su entrate aumentate del 25%. Le ragioni di questa impennata sono soprattutto di carattere psicologico. Innanzitutto pare che la crisi legata al coronavirus abbia contributo ad allentare le inibizioni. L’altro fattore, invece, è legato alla necessità che molti hanno sentito di sigillare con il rito di un disegno indelebile, la fine dell’incubo. Gli artisti dell’inchiostro, infatti, sottolineano come quella del tatuaggio sia una esperienza tutto sommato terapeutica. Analizzando il fenomeno, la rivista Time ha parlato di un irrobustimento durante la pandemia della cosiddetta “mentalità YOLO”, acronimo per “you only live once”, ovvero si vive una volta sola. C’è però da aggiungere anche un dettaglio fondamentale e cioè il fatto che gli studi dei tatuatori rientrano tra le pochissime attività commerciali a non aver chiuso per periodi prolungati. La pandemia ha messo in ginocchio tutto il settore dei consumi e moltre altre categorie. Al contrario, ha rinvigorito straordinariamente comparti specifici come quello appunto dei tatuaggi. Non solo tatuaggi. Si registra anche un significativo aumento delle richieste di piercing. Per molti di loro vale l’idea di possedere sul proprio corpo qualcosa che nessuno al mondo potrà toglierle, qualcosa che resterà loro per sempre. Soprattutto in tempi incerti come quelli attuali.

continua su area3NEWS n.124 di novembre 2021