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Dopo 100 anni di scuola parrocchiale nasce la fondazione “Polo dell’infanzia”

BRENDOLA -A fine marzo 2021 è nata la Fondazione “Polo dell’Infanzia”, costituita dal Comune di Brendola insieme alla Parrocchia di San Michele per gestire la Scuola paritaria dell’Infanzia. Il Sindaco, Bruno Beltrame, ha dichiarato: «L’amministrazione Comunale, dopo aver verificato le sempre maggiori difficoltà nella gestione della scuola dell’infanzia paritaria, ha deciso insieme alla Parrocchia di costituire una Fondazione al fine di garantire continuità di servizio per i nostri bambini e le famiglie. Visto che il Polo dell’Infanzia è l’unica scuola materna presente nel Comune ed è paritaria, con la Fondazione la manteniamo tale, garantendone la storia, il servizio fondamentale per i bambini e la comunità, nonché tutti i posti di lavoro dei dipendenti».

«La contribuzione da parte del Comune – spiega l’Ass. alle finanze Giuseppe Rodighiero – è diventata negli anni essenziale per consentire lo svolgimento del servizio educativo erogato dalla scuola parrocchiale. Il Comune non si è mai sottratto a questo supporto, e lo farà anche in futuro ma con uno strumento diverso, cioè la costituzione di una Fondazione idonea all’erogazione del servizio pubblico di educazione all’infanzia, dove possano convergere sforzi pubblici e privati». Pertanto, per costituire la Fondazione…

di Graziana Tondini

(segue su AREA3news3 n120 giugno 2021) 

Inferno a Brendola

Paura e preoccupazione in un vasto territorio


Isello Vernici – Brendola

Brendola come Roma? Forse peggio, se si considerano i danni e la pericolosità di quanto avvenuto alle 11,45 di martedì primo luglio 2019. Una data che i brendolesi come l’intero Vicentino, ricorderà bene per l’emergenza vissuta. Una colonna di fuoco e fumo nero, si è levata per ore dall’incendio alla Isello Vernici nella zona industriale di Brendola, leader in Italia per la produzione di sostanze chimiche vernicianti. 

Per i residenti è stata l’apocalisse, con decine di squadre di Vigili del Fuoco impegnati a spegnere quello che si è mostrato subito come uno degli incendi industriali più gravi degli ultimi decenni. L’allerta sanitaria è passata repentina attraverso i social, con una fase iniziale d’incertezza gestita dalle autorità sanitarie, mentre il dilagare della cortina di fumo si spingeva ben oltre il Vicentino. Tanto da mostrarsi visibile anche dalle foto satellitari. Dalla prima emergenza di spegnimento, con i cittadini invitati a non uscire di casa e non consumare acqua o prodotti dell’orto, l’Arpav solo dopo parecchie ore, ha fornito dati e pareri rassicuranti: «Con l’assenza di valori significativi di diossine e furani nell’aria». 

Dati che però non sono bastati a rasserenare i residenti e contermini. Giornata di fuoco, non solo per la temperatura esterna già alta, ma per il grande disagio che si è venuto a creare con la chiusura dell’autostrada A4 fino a sera. Lo sgombero di tutte le attività industriali limitrofe all’incendio. La sospensione di tutte le attività sociali nel circondario, fino ai concerti previsti a Vicenza nella stessa serata. 

Ciò che però non è stato fugato anche dopo lo spegnimento del rogo avvenuto in tarda serata, sono le ricadute ambientali. Ricadute che ci sono state e continueranno esserci, aggravate il giorno seguente da un violento temporale che ha sbaragliato ogni tipo di precauzione adottata dalla Protezione Civile per evitare il dilagare dei contaminanti nelle acque dei corsi d’acqua. 

di Antonio Gregolin

(segue su #AREA3news n°99 lug-ago 2019)

Brendola: Settembre con la Pro Loco

Due interessanti itinerari guidati sono nel calendario degli eventi della Pro Loco per il mese di settembre:

– 02/09 dalle ore 10.00 alle 12.00 visita all’Oratorio Revese;

– 16/09 dalle ore 14.00 alle 17.00 visita alla casa natale di Santa Bertilla e alla via dei Carri.

L’oratorio Revese fu commissionato intorno al 1490/92 dalla famiglia Revese ad Alvise Lamberti da Montagnana, anche se prove certe sulla datazione e la paternità non ci sono. L’attribuzione viene fatta in base allo stile, simile al Santuario di Santa Maria dei Miracoli di Madonna di Lonigo e di San Michele nel Cremlino di Mosca.

Il Lamberti era noto nel Veneto come costruttore di tombe, perciò lo Zar Ivan III lo chiamò a Mosca per una tomba: San Michele è il suo mausoleo. Forse la famiglia Revese, che nel 1500 era una delle più ricche di Brendola, aveva chiesto al Lamberti un mausoleo, poi diventato oratorio.

di Marcella Poggiato

(segue su #AREA3news n°88 lug-ago ’18)

Festa di San Patrizio in sala, con “Folk Studio A” e “Sirmione”

BRENDOLA – Dalla Gran Bretagna alla Spagna, dall’Argentina all’Italia e Irlanda, si è concluso il viaggio musicale di “Vò on the folks” 2018.

Come da tradizione, la serata finale è dedicata alla festa di San Patrizio, patrono d’Irlanda e anche un po’ della Sala, visto che la musica celtica riscuote sempre grande successo di pubblico.

di Marcella Poggiato

(segue su AREA3news n°85 aprile 2018)

Il sindaco sfiduciato: «Sono stato tradito dalle mie persone»

Dopo la sfiducia al sindaco Renato Ceron, a Brendola da qualche giorno si è insediato in comune il commissario prefettizio Luigi Vitetti, che traghetterà Brendola fino alle prossime elezioni, presumibilmente tra maggio e giugno

Abbiamo chiesto all’ormai ex sindaco di Brendola come si è arrivati al commissariamento: “Il discorso che ci siamo trovati in difficoltà non è un discorso amministrativo, voglio chiarirlo, è solo ideologico. E’ venuta meno la fiducia e quindi da li è iniziata tutta una serie di cause, concause e momenti di difficoltà per l’amministrazione, mai sotto l’aspetto amministrativo però, solo ideologico: quindi gender, profughi… io direi che l’amministrazione è caduta per ideologia partitica. Io sono un civico, volevo stare civico, non volevo sentirmi tirare la giacca da nessuno e quindi il mio modo di operare continuava ad essere quello che ho iniziato nel 2008 e volevo terminarlo nel 2018”.

Il suo dispiacere più grande?

«Quello di essere stato tradito dalle mie persone, che erano le persone con cui io avevo il massimo del rapporto. I primi cinque anni di amministrazione sono andati abbastanza lisci, senza contrasti. E’ cominciato subito nel 2013 il problema, io avevo creato una squadra forte, volevo far capire che per amministrare un paese non c’è bisogno del partito politico, c’è bisogno delle persone, e queste persone non devono essere a servizio dei partiti, ma dei cittadini. Amministrare in un paese così vuol dire essere a disposizione ogni giorno della settimana. Non ho mai detto che ho fatto io, ma ha fatto l’amministrazione di cui io ero sindaco… però non puoi se oggi mi guardi negli occhi dicendomi una cosa, domani andare sul giornale e dirmi esattamente il contrario. Se io ho sbagliato a fare determinati passaggi, in giunta si battono i pugni e poi quando si è terminato di battere i pugni, stretta di mano e si lavora, ma sempre con la testa alta e guardandosi negli occhi. Io sono abituato a guardare sempre le persone negli occhi e questo è stato il mio modo di governare. Non è andato bene a chi mi ha sfiduciato, ma a tantissimi brendolani è andato bene. A maggio vedremo…».

di Massimo Abate

(segue su AREA3 n°73 – febbraio 2017)

Ferruccio Marzari: la leggenda di un aviatore d’altri tempi

Ferruccio Marzari, un aviatore originario di Brendola e morto a soli 27 anni non in battaglia durante il primo conflitto mondiale ma per un incidente di volo, è uno di quei personaggi che sono avvolti nella leggenda. E Brendola, per ricordarlo, ha allestito una Mostra con una ricchezza di immagini incredibili in occasione della celebrazione del 4 Novembre. Ma chi fu veramente Ferruccio Marzari, questo temerario “airone” dei cieli, amico di D’Annunzio tanto da seguirlo nel suo incredibile progetto di partecipare al raid Roma- Tokyo? Prima di tutto fu un asso dei cieli della prima Guerra Mondiale, un conflitto che immortalò e fece conoscere aviatori mitici come Francesco Baracca che presero il posto di eroi del Risorgimento come Enrico Toti che lanciò la sua stampella contro le schiere nemiche essendo rimasto senza armi. Con i loro rudimentali aerei i piloti dell’aeronautica italiana seminavano il panico e vittime sganciando bombe sulle trincee austriache, e qualche volta per sbaglio anche su quelle italiane. Di enorme importanza strategica era inoltre il rilevamento fotografico della posizione delle truppe nemiche. Ferruccio Marzari venne premiato con una medaglia d’argento al valore militare per una ricognizione in Germania. Marzari, un cognome diffuso nella zona di Brendola – Sarego Marzari nacque a Brendola in una casa tuttora esistente nella via che porta il suo nome. Un cognome, quello di Marzari, comune non solo nel comune brendolano, dove vive ancora una sua nipote, ma anche a Meledo: un Marzari fu sindaco anni fa proprio di Sarego. Come si può vedere dalle foto era uno scricciolo di uomo, alto poco più di 1 metro e sessanta e decisamente mingherlino.

di M.Abate

( segue su AREA3 n°71 – dicembre 2016)

Inaugurata la nuova bretella di Alte. Fra tre anni il nuovo casello?

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Il 21 luglio 2016 resterà una data storica nella viabilità dell’Ovest Vicentino con l’inaugurazione della Bretella, attesa da circa 20 anni, che collega la rotatoria tra Montebello e Alte Ceccato, con il casello dell’autostrada A4 di Montecchio Maggiore. Fin dalle prime ore dall’inaugurazione è stato evidente il calo del traffico all’interno dell’abitato di Alte, con viabilità molto più scorrevole alla rotatoria del cavallo dove in particolare è stato tolto il traffico pesante di mezzi superiori alle 7.5 tonnellate che d’ora in poi obbligatoriamente dovrà servirsi della nuova strada. Nei giorni successivi all’inaugurazione però è risultato evidente per tutti anche l’urgenza di spostare il casello dell’A4 dell’uscita di Montecchio, perché le code, soprattutto nei momenti delle ore di punta, si sono spostate sulla bretella da Montebello e Brendola verso Montecchio. L’opera, denominata “variante alla Strada Provinciale 500 in direzione est”, che collega la variante alla strada provinciale 246 con la strada del Melaro creando una vera e propria tangenziale di Montecchio, è la realizzazione di una storia lunga vent’anni, che ha trovato finalmente svolgimento grazie ad anni di un lavoro di squadra tra amministratori dei comuni limitrofi, associazioni di categoria e parti sociali. Un’infrastruttura della lunghezza di un chilometro e mezzo, larga circa quattro metri per corsia, con un viadotto di oltre cento metri che oltrepassa la rete ferroviaria e che prevede già un accenno di rotatoria che porterà in un prossimo futuro al nuovo casello di Montecchio, che verrà spostato verso Montebello. Casello che, come abbiamo visto passando più volte in orari diversi in queste settimane e sentendo anche i pareri di molti utenti della strada, diventerà fondamentale per completare i collegamenti e soprattutto per smaltire le lunghe code che prima erano alla rotatoria del cavallo in centro ad Alte, si parla di una mole di 30 mila tra auto e mezzi pesanti al giorno, che adesso si sono spostati in parte verso il casello creando disagi per chi arriva da Brendola che si trova costretto a dare la precedenza al traffico che esce dallo svincolo. Traffico che comunque risulta più scorrevole come tempi di percorrenza e di attesa.

Il sindaco Cecchetto: «Oggi si volta pagina»

Al taglio del nastro, giovedì 21 luglio, il sindaco di Montecchio Maggiore Milena Cecchetto era palesemente emozionata. «Ci saranno due date – ha esordito – che nella mia vita di amministratrice rimarranno impresse per sempre: quella dell’11 novembre del 2011, data in cui alla presenza di ben 16 sindaci e di tutte le categorie economiche, si è formalmente ufficializzato il via ai lavori della bretella e quella odierna.

(segue su AREA3 n°68 – settembre 2016)

di M. Abate e R. Boseggia

Il sindaco Ceron: «Su punto nascite voterò la sfiducia al presidente della Conferenza dei sindaci»

ospedale di valdagno«Con l’Azienda Zero voluta dal Governatore Zaia, i Sindaci conteranno sempre meno in tema di sanità. Quello che sta accadendo con il punto nascite di Valdagno potrebbe accadere sempre più frequentemente”. Lo sostiene la Consigliera regionale Cristina Guarda alla vigilia del Consiglio regionale in cui si è parlato appunto della riforma sanitaria regionale e dell’Azienda Zero. “Valdagno è l’esempio eclatante di come le conferenze dei Sindaci non avranno più senso di esistere e saranno ridotte a semplici aule di consultazioni di opinioni, senza nessuna voce in capitolo. Il vero rischio è che il territorio non avrà più voce. E per territorio si intende anche tutta la fascia che va da Brendola a Sarego e Lonigo. Particolarmente preoccupati sono tutte le mamme e i cittadini dei sei Comuni che gravitano attorno a Valdagno e che chiedono a gran voce che il punto nascite rimanga al San Lorenzo, perché l’ospedale esiste per servire una popolazione che vive in una valle montana. Preoccupazione che si estende anche in tutti gli altri comuni dell’Ovest Vicentino in quanto concentrare il punto nascite ad Arzignano significa creare disagi per la maggiore affluenza in un unico ospedale. Una posizione netta hanno preso anche quasi tutti i sindaci dell’Ovest Vicentino in particolare contro il presidente della conferenza dei sindaci Ulss 5 Martino Montagna. «Non capisco perché il nostro presidente- ha dichiarato alla stampa con la solita franchezza il sindaco di Brendola Renato Ceron- si sia schierato da un’altra parte. Alla prima riunione sarò il primo ad alzare la mano e dire che non ci rappresenta più. Ci siamo sempre confrontati con franchezza ma se lui decide di allontanarsi dalle nostre scelte si sfiducia da solo». Sulla stessa linea si sono schierati anche altri sindaci come quello di Arzignano. Il diretto interessato ha replicato che non c’è nulla di ufficiale. «Per giustificare la chiusura del servizio a Valdagno e lo spostamento temporaneo ad Arzignano – precisa Cristina Guarda in un comunicato stampa-, il Governatore Zaia scarica il barile sul Governo che ha fissato a 500 il numero delle nascite minime per tenere aperto un reparto natalità (un atto firmato, tra l’altro, nel 2010 dal Governo Berlusconi e Lega), ma si dimentica che si può e si deve indicare il San Lorenzo come ospedale di montagna, come è accaduto per Asiago e Pieve di Cadore, il che consentirebbe di tenere aperto il punto nascite”. «Una volta spostato, difficilmente il punto nascite tornerà al San Lorenzo: – continua la Consigliere – tagliare i servizi costa meno di garantirli e Venezia l’ha imparato da tempo, visto che preferisce recuperare i fondi della sanità per finanziare i continui Project Financing sanitari».

di Rino Boseggia

Fattoria Massignan: un progetto per tutti

di Chiara Ballan

La fattoria didattica Massignan è uno dei pochi e preziosi esempi nel nostro territorio di impegno solidale verso diverse categorie. Nell’azienda agricola concessa in comodato d’uso gratuito per venticinque anni dal signor Paolino Massignan converge il lavoro di numerose cooperative e associazioni: tra le altre, Cooperativa 81, Piano Infinito e Calimero non esiste. Esse sono tutte accumunate da una particolare sensibilità verso le disabilità, la produzione sostenibile e un approccio più autentico alla socialità.
Il nucleo fondativo di tutti questi progetti è appunto la Fondazione Famiglia Paolino Massignan “Dopo di noi”, sorta nel 1997 con l’obiettivo principale di offrire una casa famiglia ad adulti disabili. Negli anni esso si è arricchito con la Fattoria Didattica Integrata, grazie alla quale non solo è diventato possibile l’inserimento lavorativo di persone disabili, ma anche si possono trovare originali modalità terapeutiche come l’ortoterapia l’ippoterapia, la pet-therapy e altre attività assistite con gli animali. Nella struttura della fattoria è inoltre possibile per tutti i bambini compiere visite didattiche e partecipare ai centri estivi. grazie al progetto ortoterapia si coltivano frutta e ortaggi con metodi naturali. Tutti i prodotti di stagione offerti dalla terra della fattoria sono disponibili nel punto vendita ed è pure possibili ordinarli. Le uve dei vigneti permettono anche di produrre ottimi vini. Il punto forte del programma integrato è quello riguardante i cavalli.
La fattoria dispone infatti di una scuderia con paddoks e di una tensostruttura dove si tengono lezioni di volteggio e dove in occasione delle feste hanno luogo varie esibizioni.
I cavalli sono indispensabili anche per operare la rieducazione equestre, una modalità terapica adatta a migliorare disabilità sia psichiche sia fisico-motorie, e i corsi di equitazione per tutti. Questi corsi sono tenuti da professionisti. Nella fattoria anche la presenza dei cani è importante: oltre a varie attività cinofile, infatti, con il migliore amico dell’uomo si mette in atto la pet-therapy per dare una marcia in più all’aspetto psico-relazionale dei riabilitati.
Alla Fattoria Massignan hanno luogo molti eventi rivolti alle famiglie e a tutti quelli sensibili ai temi della solidarietà e della sostenibilità. Noto è il Festival Abilitante che ormai da qualche anno apre le porte all’estate brendolana. Questo grande progetto, così importante per il territorio, avrebbe tutto il merito di allargare i propri orizzonti.

Fattoria Massignan

BRENDOLA: IL SINDACO SFIDUCIA L’ASSESSORE STEFANI

Alessandra Stefani non è più assessore. Ad annunciare il ritiro della delega è il sindaco Renato Ceron al termine dei sette giorni dalla consegna della notifica. «Alessandra Stefani non è più assessore con delega al sociale, al sanitario e ai rapporti con le associazioni – dichiara Ceron -. È venuta meno la fiducia che avevo riposto in lei, e per questo sono deluso e amareggiato.