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Dramma nella Lega Nord: Mondardo estromesso tenta il suicidio

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La Lega veneta, ad un mese esatto dal tentato suicidio del suo segretario provinciale Antonio Mondardo, è ancora sotto choc tanto che non siamo riusciti a raccogliere pareri in merito. Nella notte tra martedì 26 e mercoledì 27 luglio dopo essere rincasato dalla riunione del direttivo regionale che l’aveva sfiduciato, Antonio Mondardo, 51 anni, tesoriere del partito e segretario provinciale uscente di Vicenza, ha tentato il suicidio tagliandosi le vene: soccorso (grazie al provvidenziale intervento a distanza della moglie in vacanza ), trasferito all’ospedale e operato d’urgenza, l’esponente leghista – di professione consulente tributario – è ora fuori pericolo ma, affetto com’era da un “blocco psicotico”, è rimasto ricoverato in osservazione al nosocomio di Noventa Vicentina. Attualmente si trova nella sua casa di Grancona.

Una vicenda drammatica che ha letteralmente sconvolto quanti a Lonigo e dintorni lo conoscono personalmente sia per la sua attività politica che per quella di consulente finanziario che svolge nello studio Giarolo. L’elezione del sindaco di Lonigo Luca Restello tra le fila del Carroccio, avvenuta lo scorso anno, è da attribuire anche al lavoro condotto dall’allora segretario provinciale Mondardo. La notizia del tentato suicidio…

(segue su AREA3 n°68  – settembre 2016)

di R.Boseggia

Concorso per il XXV anniversario dell’Ufficio IRC: menzione speciale alla scuola secondaria

Scuola Grancona IMG_4370Quest’anno l’Ufficio Diocesano di Vicenza, in occasione del suo venticinquesimo anno di vita, ha indetto un concorso tra gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Veniva richiesta la realizzazione di un cartellone in cui inserire uno slogan o poche parole che rappresentassero il pensiero di ogni alunno o di un gruppo di studenti riguardo all’insegnamento della religione cattolica, all’influenza che essa ha avuto ed ha nella scuola. I circa 260 cartelloni sono stati valutati da una giuria, i cui membri sono stati presentati al momento della premiazione, avvenuta domenica 12 maggio 2016 a Villa San Carlo a Costabissara. Tre le categorie previste: quella degli alunni della scuola primaria, quella degli studenti della scuola secondaria di primo grado e quella degli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Tra gli invitati, finalisti e vincitori, vi erano anche alcuni studenti della classe 2a B della scuola secondaria di primo grado di Grancona dell’Istituto Comprensivo Val Liona – Sossano. Giada Danese, Mattia De Grandi, Chiara Dresseno ed Eva Bertesina, con l’insegnante di religione Pierluigi Volpiana, pur non essendo arrivati tra i vincitori della loro categoria, hanno ricevuto una menzione speciale, una ricompensa che ha premiato il loro lavoro e il messaggio che hanno voluto trasmettere attraverso il loro cartellone intitolato “IRC, una finestra sul mondo”. La giuria ha apprezzato le tecniche di tridimensionalità ottenute giocando con materiali diversi che creano continuità d’immagine aprendo concretamente una finestra che si affaccia sul mondo. L’evento si è svolto in una cornice particolare, quella di Villa San Carlo, eretta su un piccolo colle e circondata da un parco, che ha dato maggiore importanza alla manifestazione stessa, accompagnata dalla melodia di alcuni musicisti e da un ricco buffet. La partecipazione di studenti, genitori e docenti ha contribuito a rendere l’evento un momento di condivisione, riflessione e arricchimento personale. Eva Bertesina, Giada Danese, Mattia De Grandi, Chiara Dresseno

La terza “A” di Grancona sul Pasubio

Di Francesco Dalla Libera

La classe terza A dell’Istituto Comprensivo Val Liona Sossano, sede di Grancona, racconta la gita scolastica sul Monte Pasubio, dalla Strada degli Eroi alla cima del Dente italiano-austriaco e… l’insolita esperienza di una notte al rifugio

 

«Allora, partiamo dagli aspetti più tecnici, raccontatemi a che ora siete partiti… quanto è durato il viaggio..dove siete arrivati… chi vi accompagnava…
Chi mi vuole rispondere?». Silenzio.
Olimpia, su invito della professoressa, timidamente risponde: «Siamo partiti alle otto, siamo arrivati verso le nove e mezza a Pian delle Fugazze, c’accompagnavano due prof, due mamme e l’alpino Dino di Pozzolo». Silenzio.
Intendo subito che non sarà facile estrapolare informazioni dai diciannove visi che mi scrutano di fronte, diversamente da come avevo immaginato.
La classe terza A dell’Istituto Comprensivo Val Liona Sossano, sede di Grancona, mi sta studiando, prima di decidere se concedermi il racconto della gita scolastica sul Monte Pasubio, avvenuta nei giorni 23  e 24 ottobre, rimasta in loro, comprenderò poi, esperienza preziosa da custodire. Non mi do per vinta, incalzo con le domande e, poco a poco, il racconto comincia a prendere forma: «Scesi dal pulmino, siamo andati a visitare l’ossario, dal nostro arrivo avevamo con noi la guida Gino che ha saputo spiegarci molto bene i luoghi che abbiamo visitato…».
Ma la gita scolastica di una classe di ragazzi di tredici anni, sul Monte Pasubio, con la salita a piedi della Strada degli Eroi, la notte trascorsa al rifugio Achille Papa, il sole riflesso sulla neve..sono certa abbia lasciato di più di qualche informazione tecnica. Ed ecco che, chiedendo cos’avessero provato durante la salita a piedi di quella strada dove cento anni prima si stava combattendo una guerra mondiale, iniziano ad emergere quelle sensazioni elaborate dentro, dopo aver visto o sentito qualcosa che scuote l’animo.
«Io provavo dispiacere..mi sentivo quasi in colpa per la fortuna che avevo rispetto a quei ragazzi che avevano combattuto lì, poco più grandi di me…» dice Olimpia,  «Provavo rispetto per quei luoghi… abbiamo rispettato il silenzio quando siamo passati per la zona Sacra…(zona del massiccio teatro dei combattimenti in prima linea, ndr)» spiega Vincenzo, «Pensavo al fatto che dei ragazzi fossero stati trasportati lì, senza che loro avessero coscienza di cosa avrebbero dovuto aspettarsi…», dice Gloria. Raccontano poi che in seguito alle spiegazioni della guida rispetto ad alcuni punti della Strada particolarmente significativi per il valore storico, riflettevano tra sé e sé.
Dopo la salita, durata quasi quattro ore, l’arrivo al rifugio Achille Papa, con una breve sosta di ristoro, per poi ripartire alla volta del cimitero all’aperto, «Abbiamo visto dei panorami bellissimi! Non ci importava di avere la neve dentro agli scarponi!
Era bello camminare sulla neve con il sole che splendeva…», racconta Clarissa.
Anche la notte trascorsa in rifugio si è trasformata in qualcosa di più di una semplice nottata fuori casa, «Il professor Volpiana, con la sua esperienza da capo scout, ci ha proposto dei giochi di gruppo, che non solo ci hanno fatto divertire molto, ma, per quanto mi riguarda, credo ci abbiano anche maggiormente uniti come classe!» testimonia Veronica.
Ormai sciolti dall’iniziale imbarazzo e orgogliosi di raccontare questa significativa esperienza, descrivono quello che per la maggior parte di loro ha rappresentato il momento più intenso della gita, la deposizione di una corona di fiori tra il Dente italiano e il Dente austriaco. «Filippo e Veronica hanno deposto la corona, mentre in sottofondo da uno dei nostri cellulari avevamo fatto partire la musica del silenzio, in seguito ha parlato il professor Volpiana, il quale, commuovendosi, ci ha invitati a pensare intensamente a ciò che era accaduto in quei luoghi e ad impegnarsi per non dimenticare!» continua Olimpia.
Il ritorno poi, con una scorciatoia che attraversa le trincee: «Passare attraverso le trincee mi dava una sensazione di paura..di prigionia…» afferma Luca, «Pensavo a quanti soldati erano rimasti lì al freddo, con la neve, sicuramente con vestiti meno pesanti dei nostri… provavo tristezza».
Alla fine, resa ormai partecipe delle forti emozioni provate da questi ragazzi, chiedo cosa si siano portati a casa da quest’uscita, ed emergono le tante immagini diverse rimaste nelle menti di ciascuno, «I paesaggi mozzafiato!», «I tramonti…», «L’onore ai caduti», «L’esperienza in sé, indimenticabile!», «Un maggiore legame con la mia classe», «La consapevolezza che ragazzi poco più grandi di noi hanno combattuto molti anni fa anche per noi!».
Per i due professori accompagnatori, Pierluigi Volpiana e Gianfranco Ceola, l’impatto emotivo non è stato da meno: «Tra tutte le gite fatte nella mia carriera – afferma Ceola – per una serie di fattori particolari, i panorami, il valore dei luoghi visitati, la classe responsabile e matura… questa gita mi ha dato sicuramente un’emozione diversa rispetto alle altre». Anche per il professor Volpiana, mente organizzativa dell’uscita, questa gita ha lasciato il segno: «Appena mi è venuta l’idea di questa meta, mi sono messo in moto per realizzarla e a maggio avevamo già tutti i permessi pronti! Le Amministrazioni comunali di Grancona e San Germano si sono rese da subito disponibili ad offrire il trasporto, un grande gesto. Poi, per motivi meteorologici abbiamo dovuto rinviarla per ben tre volte! Anche per questo, come hanno raccontato i ragazzi, non ho saputo trattenere la commozione nel momento in cui abbiamo deposto la corona..in quel momento mi son tornate in mente le peripezie succedutesi prima di avere l’ok definitivo alla partenza, e mi veniva da pensare a quanto ne era valsa la pena!».

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AREA BERICA. BUFERA SU UTILYA: TRE COMUNI SI STACCANO

Asigliano, Pojana Maggiore e Sarego hanno votato nei rispettivi Consigli comunali l´uscita da Utilya srl, società a capitale pubblico nata nel 2005 per la gestione dei rifiuti. L´occasione si è presentata con la proposta del nuovo modello organizzativo a capitale misto pubblico e privato. Secondo la proposta presentata ai dieci Comuni soci (oltre ai tre nominati, Alonte, Arcugnano, Grancona, Lonigo, San Germano dei Berici, Villaga, Zovencedo), Utilya aumenterà il capitale sociale da 64.900 euro a 100 mila, grazie anche all´apporto di privati. Asigliano e Pojana, l´una con voto all´unanimità, l´altra con 9 voti a favore su 14, hanno deliberato il recesso. «I Comuni dell´Unione, una volta entrata Sossano, smaltirebbero i rifiuti in due maniere diverse: Orgiano e Sossano direttamente, Asigliano e Pojana attraverso Utilya. A questo punto meglio uscire e consorziarci», ha sottolineato il sindaco di Asigliano Fabrizio Ceccato. «La qualità del servizio di Utilya – ha commentato il sindaco Gabriele Cavion di Pojana – non è in discussione. Sono i costi indiretti, quelli amministrativi, ad essere elevati. Usando il personale interno per coordinamento e gestione, appaltando la raccolta ad imprese esterne, risparmieremo sicuramente». Il Consiglio comunale di Lonigo ha deliberato,invece, di aprire ai privati l´accesso al capitale sociale di Utilya. La decisione è giunta dopo un serrato dibattito sull´opportunità della decisione e sulla qualità del rapporto tra il Comune e la società partecipata; la quota di cui Lonigo è titolare è del 36,9%. L´assessore all´ambiente Dario Fasolin ha spiegato che si intende offrire il 20% del capitale a soci privati, operatori nel settore della raccolta e del trasporto dei rifiuti. «Sono dunque dei soci provvisori – ha aggiunto – che saranno maggiormente partecipi dell´andamento aziendale. L´adozione di un partenariato pubblico-privato risponde inoltre a precise indicazioni di legge». Decisa la contrarietà delle forze di opposizione: «La sorpresa vera è Sarego. L´uscita da Utilya di Asigliano e Pojana era nell´aria: quella del Comune amministrato da Roberto Castiglion, no»: questo il parere espresso da Fabio Dani, presidente della società che cura il servizio di igiene ambientale per dieci comuni». «Con questa manovra, e cioè aprire ai privati l’accesso ad Utilya – precisa – adempiamo a precise indicazioni dell´Unione europea. Molte società del nostro settore svolgono in proprio l´attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti, non rispettando in tal modo la normativa comunitaria».

Sarego. Raccolta rifiuti e Acquedotto: si cambia

La rivoluzione “grillina”, da tempo attesa, si abbatte su due istituzioni fondamentali nella gestione di un comune: Utilya addetta alla raccolta delle immondizie e CVS (Centro veneto Servizi) che gestisce l’acquedotto. E’ stato lo stesso sindaco Roberto Castiglion ad annunciare i due importanti interventi nel corso dell’assemblea indetta nel centro parrocchiale di Meledo il 5 dicembre. «Abbiamo deciso di intervenire nella gestione di rifiuti –ha precisato- perché non intendiamo più avvalerci di intermediari prima di tutto per una questione di risparmio, e poi perché nella gestione di Utilya abbiamo registrato, in alcuni casi, poca trasparenza». Decisione che è stata approvata il giorno successivo in consiglio comunale con 6 voti favorevoli e due contrari. Il sindaco grillino Roberto Castiglion è stato chiaro: «L´ingresso del socio privato pone il problema del conflitto tra interesse pubblico e privato – ha esordito -. I costi sono stati valutati e obiettivamente quelli di Utilya sono buoni, ma quelli dei Comuni vicini sono comunque comparabili». Sostiene anche di essersi confrontato con le amministrazioni di Lonigo, Pojana, Asigliano ma di aver trovato riscontro solo nelle ultime due. «Pur essendo pubblica – ha aggiunto -, Utilya non ha mai dato la sensazione di essere aperta e trasparente. Abbiamo sempre avuto difficoltà ad acquisire informazioni». Castiglion non ha digerito l´accensione da parte di Utilya di un mutuo di 800 euro per l´acquisto del terreno vicino al biodigestore, avvenuta «senza informare i sindaci che erano entrati in carica da poco. Anche per quanto riguarda il CVS Castiglion ha posto l’accento sul fatto che è ora di cambiare gestore in quanti i cittadini di Sarego pagano l’acqua più cara rispetto ai comuni vicini. Un problema che anche il nostro mensile aveva evidenziato più volte in passato ricevendo come risposta che purtroppo si trattata di decisione prese in precedenza.

Orgiano. L’0pinione del sindaco Zecchinato

Utilya è una società del territorio al servizio del territorio e dei cittadini e, in quanto tale, gestisce opere e servizi affidate dai Comuni, che interessano un’area di circa 43.000 abitanti. Il Comune di Orgiano ha valutato la proposta di entrare a far parte della società, tuttavia ha sempre gestito la questione del sistema rifiuti, internamente, con i propri mezzi, avendo personale qualificato per farlo. Da un paio di anni, inoltre, avendo comunità di intenti con i Comuni di Sossano, Campiglia e Barbarano, è stata indetta una gara per l’affidamento dei servizi di raccolta, con notevole risparmio, continuando a gestire in economia gli aspetti amministrativi e contabili. Per quanto riguarda il Comune di Orgiano, attualmente conviene gestire in questo modo il servizio. Anche per il 2013 è stata mantenuta la Tarsu, ma per il 2014 il servizio sarà gestito in Unione dei Comuni con personale interno, mantenendo salve le forniture di servizi in essere.