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Shooting fotografico tra i vigneti di Montebello

Per un giorno i vigneti di Montebello e la cantina Menti sono diventati il set fotografico per un modello di Savona, Matteo Rizzo.

Un vero e proprio “shooting”, cioè una serie di foto originali fatte in una particolare ambientazione, i vigneti di Selva di Montebello, destinati a finire nel book fotografico del modello savonese.

Per conoscere come si è svolto lo “shooting”, sentiamo Michela Menti, titolare con il fratello Nicola della cantina di famiglia:….

 

di Marcella Poggiato

(segue su #AREA3news n°89 sett. ’18)

I 95 anni del Gruppo Alpini di Montebello


MONTEBELLO VICENTINO – ll gruppo alpini di Montebello Vicentino ha 95 anni e il modo migliore per festeggiare questo importante traguardo è stata la rievocazione storica della Grande Guerra attraverso i canti e le storie dei suoi eroi. Teatro di quest’avvenimento di sabato 20 maggio è stato il  palazzetto dello Sport. Il ricco programma musicale è stato eseguito dal coro A.N.A Gramolon  diretto dal maestro Massimo Martinelli e dagli alunni della scuola secondaria di primo grado Arrigo Pedrollo diretti dal professore Marilino Bortolamai. Emozionanti sono state le esecuzioni del canto  Signore delle cime e della musica di Schindler’s List.Durante la serata alla parte musicale si sono alternate testimonianze orali, quella del nipote di un reduce, e scritte le lettere del tenente Luigi Tonelato morto a Caporetto, medaglia d’argento al valor militare, nelle quali racconta l’inizio delle ostilità tra l’Italia e l’Austria-Ungheria,

di Maria Elena Dalla Gassa

ph. Massimo Abate

 

(segue su #AREA3 n°77 – maggio 2017)

48a festa dei vini D.O.C. di Gambellara: una festa per tutti

MONTEBELLO VICENTINO – Come ormai da tradizione consolidata, il lunedì di Pasquetta a Selva di Montebello si è tenuta la Festa dei Vini D.O.C. di Gambellara, giunta quest’anno alla 48° edizione, con un programma che dal 15 al 24 aprile ha accontentato tutta la famiglia alla ricerca dei piatti della tradizione, del buon vino, protagonista assoluto della manifestazione, ma anche del divertimento per tutti. Una festa, che all’epoca si chiamava “Fiera” che inizia il lunedì di Pasqua del 1970 per valorizzare il prodotto tipico della zona, con vigneti di “viti nostrane” di cui già si parlava nel 1400. Della vite “garganega” a Selva di Montebello e colline limitrofe già si parlava negli antichi documenti di quell’epoca. La garganega, sempre amabilmente curata, nei secoli superò le carestie, la peste, le guerre… il vino prodotto, un vino “bianco e puro d’eccellenza”, fu tramandato di generazione in generazione, fino ad arrivare ai giorni nostri ad essere conosciuto e valorizzato nel mondo. La Festa del Vino D.O.C Gambellara come dicevamo, nasce per valorizzare questo prodotto e nel corso degli anni si è arricchita di un concorso tra i vini Doc di Gambellara, ma anche di incontri rivolti al settore vitivinicolo, cultura, tradizione, storia e momenti di svago. Anche quest’anno il programma è stato molto variegato, iniziando con un anticipazione legata alla mu..

di Massimo Abate

(segue su AREA3 n°76 – maggio 2017)

Andrea Zenari

 

GAMBELLARA – Si sente sempre più spesso parlare di legno, di ecologia sostenibile, del tocco di “calore” che può dare il materiale legno, però raramente si pensa a come viene scelto e lavorato, agli artigiani che ci sono e che ogni giorno lavorano per valorizzarlo. Un bell’esempio di casa nostra è quello di Andrea Zenari, che della sua passione per il legno ne ha fatto un lavoro. Lo abbiamo visto all’opera durante le feste natalizie a Montebello, dove degli alberi tagliati sono diventati sotto gli occhi di tutti panche e tavoli e a Gambellara, ad insegnare a grandi e piccini come si possono costruire giocattoli con il legno. La curiosità per approfondire l’argomento ci ha portato a casa sua per farci raccontare la sua “vita con il legno”. 

Come è nata in te questa passione? 

«Per caso. Stavo studiano elettronica alle superiori e mi sono appassionato al legno. Ho cominciato a costruire piccoli giocattoli in legno, trenini e cose di questo tipo, e visto che mi piaceva la materia prima legno ho pensato di iscrivermi all’università per approfondire. Durante tutti gli anni di scuola il mio interesse, la mia passione, era proprio di capire perché da noi, in Italia, non si costruivano le case in legno, cosa che si fa normalmente nel resto del mondo, e perché nelle altre parti del mondo si utilizza moltissimo il legno locale mentre noi siamo i principali importatori di legno dall’estero. Questa ricerca mi ha portato poi a lavorare all’estero. Sono stato in Canada, in Russia, in Africa, in Camerun, vari posti del mondo sia nelle foreste che in carpenteria e segheria. In seguito a queste esperienze ho cercato di approfondire l’argomento, inizialmente lavorando nelle aziende e poi con una mia società, con la quale facciamo consulenze per aziende che utilizzano il legno.

Parallelamente a questo ho cominciato a fare parecchi corsi per progettisti e per carpentieri per dare nozioni su come utilizzare al meglio il legno nelle costruzioni ma anche nei giocattoli per bambini».

Come hai visto cambiare la cultura del legno in questi anni? 

«La cultura del legno non è cambiata, perché c’è ancora una scarsa conoscenza in materia. Si è diffuso molto il suo utilizzo nelle costruzioni tra gli anni ‘90; ora quasi tutte le case, per essere considerate “di pregio”, hanno un tetto in legno.

Solamente dal 2011 hanno cominciato a diffondersi le case in legno. Non tanto per motivi ecologici e di sostenibilità ma soprattutto per moda o perché in alcuni casi può essere più economico del cemento».

Stanno aumentando le costruzioni in legno? 

«Si, stanno aumentando tantissimo, purtroppo allo stesso tempo, stanno aumentando anche coloro che non hanno esperienza di costruzioni in legno».

di  Massimo Abate

 (segue su AREA3 n°75 – aprile 2017)

Simone Trentin la stella del pattinaggio. Dal podio iridato a Direttore artistico

Il pattinaggio artistico a rotelle non è mai stato uno sport molto popolare a Montebello Vicentino. La società del Pattinaggio Artistico a rotelle nasce nei primi anni Ottanta, ma è per merito di Simone Trentin se negli ultimi anni la piccola cerchia di appassionati si è allargata tanto da diventare un punto di riferimento in provincia.
Simone, ancora bambino, si appassiona al pattinaggio e grazie al suo talento e alla sua volontà è riuscito ad aggiudicarsi medaglie di ogni genere provinciali, nazionali, europee e mondiali. Un sogno gli è però rimasto nel cassetto, quello di coronare la sua carriera con una medaglia olimpica non per demerito ma in quanto il pattinaggio a rotelle non è una disciplina olimpica.
Appesi i pattini al chiodo Simone Trentin è entrato a far parte della società Pattinaggio Artistico a Rotelle di Montebello diventandone Direttore Artistico e allenando il gruppo spettacolo e il gruppo agonismo.
Quando ha cominciato a pattinare?
«Ho iniziato a pattinare a quattro anni. Mia mamma mia aveva portato ai campetti AICS E. Così ho avuto modo di vedere la squadra di pattinaggio che si stava allenando rimanendo colpito dalla loro bravura. Per accontentarmi mia mamma mi ha regalata i pattini piccoli quelli che si allungano . Così ho iniziato ad imitare gli atleti in pista. L’allenatore mi ha subito notato e mi ha chiesto di provare i pattini professionali. L’anno dopo la mamma mi ha iscritto ai corsi. Da lì è iniziata una grande passione per questo sport: ho smesso di gareggiare ventuno anni dopo.
Fino a 23 anni ho fatto pattinaggio singolo e dopo sono entrato nel gruppo spettacolo New Age di Trissino….

di Maria Elena Dalla Gassa

(segue su AREA3 n°73 – febbraio 2017)

Giuseppe Giorgio Nicoletti

«Sono vivo per miracolo: a Dongo ho rischiato di essere fucilato, ma la mitragliatrice si inceppò». Sulla lapide della sua tomba nel cimitero di Montebello, nonostante sia ancora vivo e vegeto, si può leggere: “Nicoletti Giorgio – Commissario di Polizia a Palazzo Venezia”

Giuseppe Giorgio Nicoletti classe 1916. Il 24 settembre ha compiuto 100 anni. è cosciente di essere un sopravvissuto della storia quella del Ventennio fascista e della Seconda Guerra Mondiale. Fu nella segretaria particolare di Mussolini e visse i momenti più tragici del ventennio fascista: dall’arresto di Mussolini il 25 luglio del ‘43 fino alla tentata fuga in Svizzera conclusa con una sventagliata di mitra. Ogni venerdì sera Nicoletti accompagnava il duce nella casa di Claretta Petacci, la sua amante, alla quale a fine di ogni mese consegnava una busta forse contenente soldi. Rimane ancora un mistero il giallo delle sei valigie piene di ori e diamanti (acquistati in Svizzera) e fatte sparire da un partigiano ex finanziere. Nicoletti è stato condannato da un tribunale di Padova per non aver saputo custodire “il tesoro di Dongo” che a suo dire è finito nelle mani dei partigiani che avevano arrestato il Duce assieme alla Petacci. Secondo il Commissario di Polizia a Palazzo Venezia, fu Pavolini, segretario della Repubblica Sociale di Salò e che finirà appeso a Piazzale Loreto, a tradire Mussolini.

La sua vita alla segreteria particolare del Duce

La sua vita si è, per così dire, fermata a quell’esperienza così unica e così drammatica che l’ha portato ad essere commissario di polizia di Palazzo Venezia di Benito Mussolini, a seguire il duce nell’ultimo atto del fascismo della Repubblica Sociale Italiana fino alle tragiche raffiche di Dongo dove si salvò miracolosamente. Nasce a Montebello Vicentino, Giorgio Nicoletti, da una famiglia di contadini possidenti e di sentimenti fascisti: uno zio è tra i fondatori del Partito Nazionale Fascista di Montebello. Frequenta la scuola di polizia di Roma dove è tra i migliori venti allievi destinati a prestare servizio a Palazzo Venezia nella segreteria particolare di Mussolini. Ha svolto incarichi…

di Maria Elena Dalla Gassa

(segue su AREA3 n°72 – gennaio 2017)

naugurato l’Hotel Fracanzana. La riscoperta della Corte Veneta

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Inaugurato a Montebello Vicentino sabato 24 settembre, l’Hotel Fracanzana. La nuova struttura alberghiera è un tipico casolare rurale veneto, edificato nel 1800, e completamente restaurato nel 2015 dall’attuale proprietario proprio in località Fracanzana, il tutto nel totale rispetto delle caratteristiche costruttive dell’epoca

AREA3, qualche giorno prima dell’inaugurazione ufficiale, alla quale hanno partecipato circa 400 invitati, ha avvicinato il proprietario Giordano Malfermo, a suo tempo titolare dell’azienda Eltra di Monticello di Fara, ma anche vice presidente dell’Associazione Industriali di Vicenza. La prima domanda, visto il passaggio dal settore industriale a quello alberghiero, è stata obbligatoria.

Da dirigente industriale alla gestione di un hotel: quali i motivi di questa scelta per molti versi inconsueta e di un ivestimento così impegnativo?

In realtà di sorprendente o inconsueto c’è molto poco, in quanto intendo gestire l’hotel Fracanzana con le stesse logiche di mercato che regolano un’impresa. Come responsabile della Eltra (fino al 2008, un autentico gioiello comprato da un gruppo americano) ho appreso come va gestita la produzione, il mercato, il personale dipendente. Ho girato il mondo in lungo ed in largo, ad un certo punto ho deciso di fermarmi e dedicare tutte le mie energie a questa nuova attività con una base di partenza: un immobile tutto da ristrutturare, di proprietà di mia madre, un tipico casolare veneto costruito agli inizi del 1800, nel totale rispetto delle caratteristiche costruttive dell’epoca. Una ristrutturazione che mi è costata qualcosa come cinque milioni di euro. In effetti, appena entrati in questa bellissima corte, si ha come l’impressione di fare un tuffo nel passato, in quel Veneto che ormai è presente soltanto nei quadri dei pittori dell’800. L’immobile ha mantenuto il fascino di un…..

di R.Boseggia

(segue su AREA3 n°69 ottobre 2016)

Sport, solidarietà, aggregazione: Africa!

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Palasport di Montebello gremito all’inverosimile per uno spettacolo coinvolgente organizzato lo scorso 18 giugno con tema: Africa. Questo era il titolo della serata, organizzata dalla New Angels pattinaggio col patrocinio del comune e della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio. Ci siamo fatti raccontare da Elena Munaretto, allenatrice della società, com’è andata. Come nasce il tema “Africa”? «Da una mia sensazione, da un qualcosa che stavo costruendo con delle ragazze in pista, ritmi che avevo in testa… non volevo che l’Africa diventasse il nostro mezzo per fare il galà di pattinaggio, ma siamo diventati noi un mezzo per raccontare l’Africa. è stato un lungo lavoro di preparazione, prima di tutto per documentarsi. Possiamo dire che l’Africa è la culla da dove nasce un po’ tutto, soprattutto i ritmi musicali. La sinergia è stata fondamentale per affrontare questo tema, coinvolgendo anche chi l’Africa la conosce bene. L’inizio della serata lo abbiamo affidato a Florio Pozza e al suo didgeridoo, particolare strumento aborigeno. Questa è stata la partenza per ripercorrere la storia dell’Africa. C’è stata tanta danza anche e li dobbiamo ringraziare il maestro Denis Serge Kiminou, musicista e coreografo che ha insegnato alle ragazze le danze africane. Per creare questo “ponte” di comunicazione di racconto, abbiamo coinvolto a sorpresa anche i ragazzi del coro Gospel del Costo di Arzignano». Una situazione molto suggestiva…

 

(segue su  AREA3 n°68 – settembre 2016)

di M. Abate

Funerali dell’ ex socio suicida della Popolare di Vicenza: pochi paesani, centinaia i truffati

Montebello funerali 1Erano varie centinaia gli ex soci truffati della banca Popolare di Vicenza presenti sabato pomeriggio 17 giugno al funerale che si è svolto nella chiesa di Montebello Vicentino daranno l’ultimo saluto ad Antonio Bedin, morto suicida per la vergogna di aver perso tutti i suoi risparmi depositati nella Banca Popolare di Vicenza. Il pensionato, che aveva lavorato una vita negli stabilimenti della Ferroli, era riuscito a mettere da parte una bella cifra che si aggirava sui 480 mila euro. L’ex socio della Banca Popolare di Vicenza si è tolto non sopportando di aver visto crollare le sue azioni. Nel biglietto di addio Antonio Bedin aveva lasciato scritto che non voleva prediche in chiesa per i suoi funerali, di voler essere cremato e raccomandava la fratello, da buon cacciatore, di dare da mangiare ai suoi amati cani. Sulla Banca e su Zonin neppure una parola. Sul sagrato ad attendere la salma c’era un vero stuolo di giornalisti, di fotografi e di cameramen: pochi i compaesani. Ad invitare alle esequie tutti gli ex soci truffati dalla Banca alle esequie era stato l’avvocato di Malo Renato Bertelle, presidente dell’Associazione nazionale azionisti, attraverso una lettera. Dopo i funerali si è svolto un corteo pacifico diretto verso la villa dell’ex presidente della Popolare di Vicenza, Gianni Zonin. Qui si è tenuto un sit-it silenzioso con l’esposizione di manifesti e cartelli contro l’ex-dirigenza dell’istituto di credito. Al’esterno della chiesa qualcuno ha deposto un cero spento con l’immagine dell’ex presidente della Popolare Gianni Zonin. Rino Boseggia