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Montegalda: il ritorno Montegaldella dal fronte di due soldati

Un ritorno con tutti gli onori, quello dei due caduti in guerra del 1943-1944 di Montegalda.

È quanto è stato celebrato lo scorso 12 novembre con la cerimonia in armi per il ritorno in patria delle spoglie del fante Francesco Tadiello, partito per la guerra nel 1941, fatto poi prigioniero dai tedeschi e internato in un campo di prigionia a Fallingbostel (Germania), dove morirà per malattia in un ospedale nel luglio del 1944 e sepolto nel cimitero militare italiano di Amburgo, dove ha riposato fino a qualche settimana fa, prima che i famigliari, tuttora viventi a Montegalda, ne richiedessero l’espatrio per la sepoltura nel suo paese di origine.

La data del suo ritorno a casa è stato in concomitanza con la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, e un’altra restituzione richiesta dai parenti di Ado Borgato, partito nel ’41 per la Russia con la spedizione CSIR e qui disperso l’anno seguente e mai recuperato. Non è rimasta che la sua onorificenza, la Croce al Merito di Guerra che è stata donata al Comune dai famigliari perché sia custodita nella chiesetta degli eroi – Tempio della Vittoria. Cerimonia iniziata a Montegaldella con la deposizione di una corona al monumento ai caduti, alla presenza del presidente Consiglio regionale, Roberto Ciambetti e l’assessora Elena Donazzan, per poi giungere in Piazza Marconi a Montegalda, con la sfilata di decine di alpini a rappresentare altrettante sezioni del Basso Vicentino.

L’ammassamento per gli onori ha qui visto la partecipazione di un picchetto in armi della 32maRGT Trasmissioni di Padova, con la partecipazione dei sindaci di Laghi, con cui Montegalda è gemellata, Montegaldella, Castegnero, e le rappresentanze dei comuni di Longare, Nanto, Pojana maggiore, Grisignano, Camisano, con i fanti di Longare e Associazione Carabinieri in congedo e in armi, della Croce Rossa, e della caserma americana Setaf con il capitano Josef Hart. Commovente…

di Antonio Gregolin

continua su AREA3news n136 di dicembre 2022

L’ultimo speziale – farmacista centenario

speziale centenario a montegaldaCognome quello dei Pietrogrande, inscindibile dal simbolo del caduceo e dalla storia del paese nativo, Montegalda, distintivo di una professione e tradizione, passata attraverso tre generazioni, che continua ancora come una saga. 

Tra i Pietrogrande, infatti, longevità, professionalità e mitezza sono questione di sangue, che straripa dallo spirito di Giovanni, primo di sette fratelli, che sa raccontare ancora la sua storia con distinta misura. Unica richiesta espressa dal centenario Giovanni è stata una messa di ringraziamento da condividere il giorno del suo compleanno, il 18 agosto, nella parrocchiale di S.Giustina di Montegalda con molti compaesani accorsi a festeggiare il farmacista di una vita. 

Nessun discorso ufficiale per l’occasione, ma solo una predica del parroco don Silvano, che è bastata per far dire a Giovanni: «Che vedere, vedere l’affetto che i miei compaesani ancora anno verso di me è una delle cose più belle della mia vita!». 

Eppure, di ricordi Giovanni ne serba tanti, data la sua lunga vita professionale che l’ha portato a togliersi il camice bianco a 80 anni – era il 2001 –, chiedendo di poter essere cancellato dall’Ordine dei farmacisti soltanto nel 2009. «Ho iniziato preparando le medicine secondo le miscele impartite da mio padre utilizzando il mortaio e l’acqua calda. Era la prima cosa che facevo appena mi svegliavo». 

Poi l’incalzare dei tempi e della tecnologia ha ribaltato il mondo, ma non il suo spirito: «Non trovo nulla di straordinario in questo, se non l’aver compiuto al meglio il mestiere per cui ho studiato durante la Seconda Guerra mondiale. Resto uno che è passato dalla penna e calamaio, al computer moderno!». Così nella sua casa in via Cattaneo a Montegalda, dove dal 1968 si trova ancora la farmacia, non c’è un angolo dove non vi sia un segno della professione generazionale di questa famiglia. Mobili, vasi speziali e bilancine usati come arredo, e un tavolo di quercia lungo tre metri, provengono tutti dall’antica farmacia ottocentesca rilevata del capostipite Giovanni Battista nativo di Este (Pd), ultimo di 14 figli, rimasta aperta al di là del ponte fino al 1968. 

di Antonio Gregolin

continua su AREA3news di ottobre 2022