Skip to main content

Giancarlo Marinelli “11” e lode

Giancarlo Marinelli, regista, editorialista e scrittore, Direttore Artistico del Teatro Comunale Città di Vicenza, del Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico e del Circuito Regionale Multidisciplinare Arteven, è stato proclamato, sabato 18 novembre 2021, vincitore del Premio letterario nazionale “I Sassi”, a Matera, per “11”, l’ultimo romanzo pubblicato per La nave di Teseo, dedicato alla tragedia dell’11 settembre, rivissuta attraverso le storie dei protagonisti celebri e sconosciuti.
Il Premio, giunto alla seconda-terza edizione (la seconda non si è svolta causa Covid) nasce come riconoscimento alla Città di Matera, dopo la straordinaria esperienza di Capitale Europea della Cultura nel 2019, per continuare il percorso di crescita e rigenerazione attraverso la cultura e confermare la validita’ del modello intrapreso.

di Lorenza Arzenton

Continua su AREA3news n126 di gennaio 2022

Matteo Pajola è il nuovo sindaco

Al primo turno elettorale Roberta Gallana, la prima cittadina uscente si era aggiudicata più del 47% di preferenze che non sono però bastate, al ballottaggio tale risultato è stato completamente ribaltato e il candidato civico sorpassa balzando da poco più del 20% al 53,6 il 46,4 della rivale con un distacco di più di 500 voti. Matteo Pajola è il nuovo sindaco. Sostenuto dalle liste civiche Pajola con 3822 voti (53,60%) ha battuto la sindaca uscente, Roberta Gallana, sostenuta da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e tre liste civiche, che si è fermata a 3309 voti (46,40%). Centrodestra sconfitto, dunque, per 513 voti dal movimento civico di Este (appoggiato, senza apparentamenti ufficiali, dal Pd). I votanti sono stati 7.277, con un’affluenza del 52,86%. Matteo Pajola è un volto noto nella politica cittadina è stato consigliere comunale dal 2006 al 2011 e dal 2011 al 2013, ricoprendo poi dal 2013 al 2016 il ruolo di assessore alle Attività produttive nella giunta di Giancarlo Piva. Ha frequentato…

di Matteo Pigazzo

continua su area3NEWS n124 di novembre 2021

Sette donne nella cultura, nel lavoro e nell’attivismo

Premio a sette donne che, nel corso dell’anno, si sono distinte per avere affrontato sfide o problemi con una particolare sensibilità femminile o per avere agevolato o riconosciuto con azioni concrete e costruttive la figura della donna nel mondo del lavoro, del sociale, della cultura. A ricevere il riconoscimento, Paola Fontana, Antonella Pajola, Nori Sandrin, Micaela Faggiani, Anna Paola Giacomin, Erica Polonio e Lucia Fanin.

 

di Arianna Lorenzetto

continua su Area3News di Settembre

 

Antonella Ruggiero: una voce nel Duomo

Il Festival delle Basse ha portato Antonella Ruggiero nel duomo di Borgo Veneto. 

In un sabato di giugno le vibrazioni prodotte dalle corde vocali di Antonella accompagnate dalle melodie dell’organista Roberto Olzer, hanno raggiunto livelli di grande emozione. 

Il repertorio proposto era composto da canti in onore della Madonna e al termine Antonella Ruggiero ha regalato al pubblico presente l’interpretazione di “Cavallo bianco” una delle prima canzoni eseguite con i Matia Bazar. Antonella Ruggiero è la voce indimenticabile che ha fondato e reso famosi i Matia Bazar in Italia e nel mondo…

continua su Area3news di luglio-agosto n.121

di Arianna Lorenzetto

BacktoPlay al Manfredini: insieme per darci una mano!

Il 10 e l’11 luglio si torna a giocare a basket nella magica location dell’Istituto Salesiano Manfredini di Este. Un nuovo evento che unisce basket e volontariato perché condividere lo sport vuol dire anche darsi una mano. Questo il messaggio dei giovani atestini del gruppo “BacktoPlay” organizzatori dell’evento. Li contattiamo in una calda domenica di giugno e subito veniamo travolti da un grande entusiasmo…

continua su Area3news di luglio-agosto n.121

di Arianna Lorenzetto

Storia di barche, di fiumi e di miracoli: il Tresto

ESTE/OSPEDALETTO – Si è da poco conclusa l’Antica Fiera del Tresto, che quest’anno è stata inondata dal sole e purtroppo anche dalla pioggia.

Ma oltre agli eventi, agli spettacoli, alle bancarelle e alle attrazioni, forse non tutti conoscono la storia singolare di questa manifestazione.

La sagra del Tresto ricorre la quarta domenica di settembre, in onore di San Matteo e in ricordo dell’apparizione della Madonna al barcaoiolo Giovanni Zelo o Zielo da Ponso, avvenuta il 21 settembre 1468. L’antica sagra è iniziata nel primo anniversario dell’apparizione della Madonna, quale ricorrenza religiosa da esaurire in un sol giorno.

Dal 1868, ricorrendo il IV centenario del fatto miracoloso, la sagra è stata prolungata a tre giorni. Comunemente chiamata la sagra de San Matìo (di S. Matteo) o déla Madòna del Trèsto o anche la sagra del Trèsto, dal 1989 si svolge per più giorni.

di Arianna Lorenzetto

(segue su #AREA3news n°80 – ottobre 2017)

Museo e cultura per lo sviluppo del territorio

 

Nuovo bando per la selezione di sei giovani che saranno impiegati in attività di promozione cultuale presso il Museo Nazionale Atestino e il Comune di Este. Durata del servizio: dodici mesi per trenta ore settimanali. Compenso mensile netto € 433,80. Scadenza per la presentazione delle candidature al Comune di Este: 10 febbraio 2017.
Per poter partecipare alla selezione occorre innanzitutto essere iscritti al Programma Operativo Nazionale “Iniziativa Occupazione Giovani” (Garanzia Giovani) ed aver sottoscritto il Patto di servizio con il Centro per l’impiego (CPI) e/o Servizio competente e successivamente inviare la documentazione per presentare la propria candidatura.
La domanda di ammissione e la relativa documentazione va presentata al Comune di Este a mezzo PEC o Raccomandata, oppure consegnata direttamente al Polisportello entro le ore 14:00 del giorno 10 febbraio 2017 (per le raccomandate, non fa fede il timbro postale ma l’ora e la data di effettivo arrivo al Protocollo del Comune); moduli scaricabili dal sito web del Comune di Este.
Il Progetto nasce con l’intento di porre l’attenzione necessaria sul bisogno di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio storico – culturale rappresentato dal Museo Nazionale Atestino, sito nel comune di Este, a pochi km da Padova, fulcro di innovazione e animazione culturale.
A tal fine, il progetto mira, attraverso….

di Arianna Lorenzetto

(segue su  AREA3 n°73 – febbraio 2017)

Porte chiuse per Cementizillo

Cementizillo protestaChe la crisi aveva investito il settore dei Cementifici è un dato di fatto, che già Italcementi nell’agosto del 2013 ha dovuto lasciare a casa circa 400 lavoratori ne era stata l’ulteriore conferma; ma nel vedere che anche Cementizillo di Este è costretto a chiudere i battenti rimane certo l’amaro in bocca. Il procedimento di messa in mobiltà, per gli addetti ai lavori, aveva avuto inizio nel mese di Aprile quando già da tempo si parlava di procedura di arresto degli impianti della unità produttiva di Este con la conseguente Cassa Integrazione per i 66 dipendenti. Cementizillo, rimane ora operativa solo con l’impianto di Monselice in Veneto, realtà acquistata dal gruppo Zillo nel 2010 e che ad oggi garantisce il lavoro ad 80 persone . Il forte calo di volumi nel settore cementiero con punte del 60%, ha fatto scattare l’inevitabile mannaia di licenziamenti, altro colpo quindi che colpisce in pieno il Basso Padovano. Gli stessi sindacati si vedono inermi al meccanismo di contrazione del sistema edilizio che da 10 anni ha investito il territorio mettendo in forte stato di crisi le realtà cementiere, basti pensare come solo nel Nord Est dei 12 impianti cementieri operativi ne sono rimasti solamente tre; 2 dei quali fanno capo al Gruppo Zillo. Ciò nonostante la sinergia tra i sindacati e l’impegno da parte della Amministrazione Comunale ha permesso di calmierare la situazione, cosi il primo cittadino di Este Giancarlo Piva “la situazione è stata seguita per diversi anni nel tentativo di trovare delle soluzioni alternative all’esito di procedura di mobilità per i 66 dipendenti ancora in data 22 gennaio, esuberi che sono calati a quota 32 grazie al frutto di lavoro importante che abbiamo fatto noi Amministrazione con i Sindacati. 18 posizioni sono state, infatti, recuperate internamente, delle quali 8 nello stabilimento di Monselice, 4 a Este e 6 a Fanna, un altro lavoratore è stato ricollocato esternamente alla azienda mentre entro il periodo di mobilità 7 dipendenti andranno in pensione e ulteriori 8 dipendenti raggiungeranno i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2020 e per questi ultimi è stato creato un incentivo ulteriore, il quale consente di pagare la contribuzione volontaria in modo da farli arrivare alla pensione, per i restanti 32 lavoratori c’è un incentivo all’esodo di 38 mila euro netti più un percorso di riqualificazione professionale di 12 mesi». A Este continuerà ad essere operativa la Direzione Generale del gruppo, la parte amministrativa e tecnica con 40 addetti ai lavori.

di Attila Pasi

Luciano Cecchetti: il curatore dei giardini Vaticani

di Gianella Galuppo

Giardini Vaticano stemma DSC_0301Luciano Cecchetti giardiniere e curatore dei giardini del Vaticano e di Castelgandolfo, nella rassegna Este in fiore 2016, ha raccontato le sensazioni e la passione che lo hanno guidato nella cura dei giardini storici del Vaticano fino al 2013. Luciano Cecchetti ha ereditato conoscenza ed esperienza dalla sua famiglia che di padre in figlio si sono tramandati l’amorevolezza per il mondo dei fiori e delle piante. Appena ventisettenne Luciano ha intrapreso il ruolo di capo giardiniere dei giardini Vaticani, un ruolo che ha trasformato completamente la sua vita e quella della sua famiglia trasferendosi nella Città del Vaticano. La casa del giardiniere e degli addetti alla manutenzione dei giardini vaticani, si trovava nei pressi del Boschetto un’area lasciata intenzionalmente allo stato naturale per avere l’illusione di trovarsi in spazi aperti, dove all’interno del boschetto, scorrono ruscelli, piccole cascate, fontane e la bellissima fontana dell’Aquilone. Il lavoro non si presentò facile per Luciano, in quanto a ogni proposta di cambiamento o rinnovamento si doveva scontrare con una burocrazia rigida e l’abituale pensiero radicato del: «…si è sempre fatto così!». Piano piano Luciano alcune innovazioni è riuscito a introdurle, dopo che un albero malato è caduto sbarrando un viale, ha scoperto che altri alberi erano malati e si dovettero abbattere quelli irrecuperabili, mentre quelli che avevano ancora la possibilità di essere salvati riuscì a risanarli. Nelle scarpate brulle dove l’erba veniva tagliata, Luciano fece piantare fiori cespugli e graminacee arricchendo di colore e vivacità, quei lati che erano tristi. Il capo giardiniere presentò una serie di foto inedite, scattate personalmente da lui con cui fece vedere alcuni viali di piante scelte in base alla colorazione ricorrendo anche a piante stagionali per mantenere quell’unico colore. Il giardiniere raccontò che a Papa Paolo VI non piaceva passeggiare lungo i viali dei giardini e si fece ristrutturare un giardino pensile sopra al suo appartamento. Papa Giovanni Paolo II che era uno sportivo, amava nuotare in piscina così i giardini vennero chiusi al pubblico per renderli sempre disponibili per il pontefice. Benedetto XVI, che amava passeggiare in mezzo al verde, si soffermava sempre a pregare dinanzi alla Grotta di Lourdes, circondato dal candore di fiori unicamente bianchi.

(segue su AREA3 maggio 2016 n°65)

Dal silenzio orientale: “le meraviglie dello stato di chu”

di Gianella Galuppo

Per la prima volta in Europa una mostra archeologica sorprendente, le “Meraviglie dello Stato di Chu”; meraviglie salpate dalla città di Wuhan in Cina, e approdate sotto i cieli delle città di Este, Adria e Venezia. Dall’altra parte del mondo, nel Museo Archeologico della provincia di Hubei, nel 2017, volerà la grande storia della civiltà del Veneti antichi. Il lontano oriente scoprirà la nostra piccola regione dal paleolitico, percorrendo il mesolitico, il neolitico, l’età del bronzo, l’età del ferro, l’epoca romana. Due civiltà lontane, i Veneti e i Chu, cresciuti e prosperati nel millennio che precedette l’era di Cristo. Due avvenimenti straordinari, unici che superano in un baleno duemila anni di storia, pianificati da esperti del Museo Archeologico della provincia di Hubei e dall’equipe dell’amministrazione Comunale di Este i quali, esplorando il Museo cinese, scoprirono reperti risalenti al periodo degli Autunni e degli Inverni (dal 770 a. C. al 454 a. C.), dal fascino semplice e straordinario relativo alle piccole azioni quotidiane e, alla potenza dell’uomo guerriero nel Regno di Chu. Le esposizioni rimarranno a disposizione del pubblico fino al 25 settembre 2016 esposte in tre sedi museali del Veneto: “I suoni del fiume Azzurro” al Museo Nazionale Atestino di Este; “L’arte della guerra” al Museo Archeologico Nazionale di Adria; “La Finestra” ospitante alcuni manufatti dello Stato di Chu, a confronto con altri ritrovamenti cinesi di epoche successive, al Museo d’Arte Orientale di Venezia. Meraviglie imponenti di reperti archeologici che rivelano come la supremazia del Regno di Chu fosse culturale, prima ancora che militare: non solo armamenti, ma soprattutto bronzi cerimoniali, giade e lacche, attestazione della maestria raggiunta dagli artigiani Chu che, rappresentavano due punti estremi: l’egemonia terrena attraverso la guerra e il consenso celeste tramite l’offerta del bene più prezioso. Una cultura antichissima, proveniente dall’oriente del silenzio, laddove il culto degli antenati era alla base della cultura cinese e, in particolare nello Stato di Chu in cui, furono scoperte numerose tombe e arredi funerari nello stile dei popoli Ba e Yue, oggetti risalenti al Periodo dei Regni Combattenti (453 a. C – 221 a. C.). La cura delle tombe dei “padri” da parte dei “figli”, era molto radicata nella cultura Chu, i contenitori rituali, costituivano un elemento fondamentale per affermare il prestigio delle classi nobili, la loro potenza politica ed economica, distinguendosi dal popolo. I manufatti in bronzo, di elegantissima fattura e decorazione, erano suddivisi in due grandi categorie: vasi sacrificali e recipienti di uso comune. I primi, vasi ding, dou, fu, dui, zun e altri ancora, riservati ai riti in onore degli antenati o di divinità da placare; gli altri, chiamati genericamente yanqui, erano utilizzati per gli usi quotidiani e tra essi furono trovati anche bracieri, candelabri e diffusori d’incenso. Veniva allestita nella tomba una sorta di “tavola imbandita” a consolazione dei vivi, che accompagnavano verso l’Aldilà i propri cari con cibi e bevande e, al servizio dei morti che dovevano trovare nelle proprie dimore per l’eternità tutte quelle comodità e tradizioni che li avevano accompagnati in vita.

(segue su AREA3 mese di aprile n°64)

  • 1
  • 2