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Cologna Veneta: Lavori straordinari a campanile e campane

Sono terminate le manutenzioni straordinarie al campanile e alle campane di Cologna. Si è concluso nelle scorse settimane l’intervento di sostituzione del portello che conduce dalla scalinata interna alla sommità del campanile del Duomo di Santa Maria Nascente, uno dei più alti d’Italia grazie ai suoi 82,70 metri.

La nuova botola in metallo, costituito da una doppia anta, risolve una volta per tutte il problema del passaggio di volatili all’interno della torre, responsabili della sporcizia che si deposita sui gradini. E proprio dalla necessità di rimuovere i numerosi escrementi dei piccioni, sia sul pavimento della cella campanaria che sulle rampe di scale in pietra del campanile, sono iniziate le valutazioni da parte del Consiglio Affari economici su altre parti della torre che andavano sistemate, prima fra tutti la realizzazione di una botola.

«Le scalinate interne al campanile non venivano pulite da alcuni anni e i colombi riuscivano tranquillamente ad introdursi nel campanile, passando per i buchi della vecchia rete che fungeva da separatore fra la torre e la cella campanaria», ha spiegato il parroco don Daniele Vencato. La pulizia è stata eseguita dai ragazzi dell’Operazione Mato Grosso, un’associazione che si dedica al volontariato, al lavoro manuale e ai poveri.

All’impresa “Fagan Campane snc” di Torri di Quartesolo (Vicenza) sono stati invece affidati i lavori di costruzione del nuovo sportello in metallo e la sistemazione del perno di aggancio della campana principale, il RE, dedicata alla Natività di Maria Vergine e fusa nel 1885. «Ci eravamo accorti che una delle cinque campane, la più grande, non suonava molto bene», ha ricordato don Daniele, «abbiamo chiesto a dei tecnici di controllare e ci hanno riferito che il cuscinetto e il perno di sostegno si erano danneggiati e andavano sostituiti». La sostituzione è stata…

continua su AREA3news n136 di dicembre 2022

“Le dolcezze di Alice” è il bar più inclusivo dell’Est Veronese

Caffè, tisane, pasticcini… ma nessuna bevanda alcolica. Attente e rispettose, Anna ed Elisa stanno prendendo molto sul serio – com’è giusto che sia – il loro nuovo lavoro di bariste e cameriere. “Le dolcezze di Alice” è il nuovo bar-pasticceria di Prova di San Bonifacio che sta realizzando nei fatti l’inclusione sociale e l’autonomia lavorativa di persone con disabilità.

Anna, 17 anni, ed Elisa, 22 anni, sono due ragazze di San Bonifacio con la sindrome di Down. Entrambe, dopo la scuola dell’obbligo, hanno frequentato l’istituto alberghiero perché il loro sogno è quello di lavorare nella ristorazione. Anna si sente portata per la cucina, mentre ad Elisa piace di più muoversi fra i tavoli in sala. Mentre Elisa è riuscita a terminare i cinque anni di scuola superiore, per Anna il percorso è stato molto più accidentato, anche a causa della pandemia.

Dopo il biennio iniziale a Soave, avrebbe dovuto trasferirsi a Caldiero per completare gli studi, tuttavia alcune “Le dolcezze di Alice” è il bar più inclusivo dell’Est Veronese vicende familiari piuttosto gravi e la presa di coscienza da parte di mamma Giuseppina che «ultimamente, a scuola, mia figlia non era né seguita né stimolata a sufficienza », hanno convinto la famiglia a fare una scelta diversa. Anziché seguire le lezioni seduta sul banco, Anna avrebbe potuto mettersi in gioco direttamente nel mondo del lavoro. Serviva però un’attività che fosse alla sua portata. «Stavamo pensando, assieme ad altri genitori, di dar vita ad un progetto lavorativo per i ragazzi, però l’iniziativa è ancora in divenire, perciò ho deciso di muovermi da sola, almeno per il momento», racconta la signora.

di Paola Bosaro

continua su AREA3news di dicembre 2022

Auguri agli scout per i primi 100 anni di vita

Alla scoperta dello scoutismo sambonifacese. Quest’anno si celebra il primo secolo di vita del movimento educativo che prese il via dalle proposte e dai valori definiti da lord Robert Baden-Powell

Due sono i gruppi a San Bonifacio, a cui va ad aggiungersi il movimento degli adulti scout. Abbiamo ripercorso le tappe fondamentali della storia scoutistica sambonifacese.

Quando è nato lo scautismo a San Bonifacio e per opera di chi? «Lo scoutismo sambonifacese fu fondato nella primavera del 1922 da don Pietro Zampieri e da Pietro Mosele. La prima uscita in pubblico era con tre squadriglie, composte da sette scout ciascuna. Nel 1924 gli esploratori erano già ottanta, mentre altre cinquanta richieste di iscrizione giacevano nel cassetto dei capi».

Come si è sviluppata l’attività nel corso dei decenni? «Nel corso degli anni lo scoutismo sambonifacese è cresciuto talmente tanto che intorno agli anni 2000 è nato un secondo gruppo. Le attività hanno seguito l’andamento sociale, economico e culturale della città perché, alla base di tutto, c’è un progetto educativo che parte dai bisogni dei ragazzi, delle famiglie e del territorio. Il progetto viene aggiornato solitamente ogni quattro anni».

Quali sono state le figure importanti per il vostro movimento? «Una delle figure più importanti degli ultimi cinquant’anni è stata Luisa Bertagnin che, oltre ad avere avuto l’occasione di conoscere la moglie del nostro fondatore, ha partecipato ad eventi mondiali, come i Jamboree. Anche altre persone sono state preziose per il nostro percorso, perché hanno contributo a mantenere viva per tutti questi anni l’attività educativa proposta dalla nostra associazione».

di Paola Bosaro

Continua su Area 3 news n 135 di Novembre 2022

Sagra di Casetta rinviata a novembre. Sarà in “esilio” a Veronella

A Casetta si celebra la messa ma non si organizza l’annuale sagra di Santa Teresa. Grande partecipazione, lo scorso 3 settembre, alla celebrazione solenne per la patrona della località fra San Gregorio ed Arcole, Santa Teresa. 

È stato un momento di aggregazione importante per la comunità e un modo per i volontari dell’associazione “Area verde” di fare il punto sulla situazione sagra, temporaneamente in stand by, fintanto che il gruppo non avrà i mezzi per tornare nel cuore del quartiere ad accogliere le famiglie desiderose di incontrarsi e di divertirsi in compagnia. 

Ad agosto l’area verde di Casetta, vero polmone e centro nevralgico della località, è stata rimessa a nuovo dal Comune con la realizzazione di una nuova zona per il fitness di giovani ed adulti. Grazie ad un investimento di 28.500 euro, di cui 20mila erogati dalla Regione, la ditta «Stebo Ambiente» di Gargazzone (Bolzano) ha collocato cinque postazioni per esercizi ginnici, tra cui le parallele, una bicicletta da palestra, un attrezzo per trazione e una canoa per addominali. Inoltre, è stata risistemata la piastra del campetto da basket con nuovi tabelloni e nuovi canestri. 

Nessuna struttura, però, è stata montata dal Comune per ospitare una sagra. 

E i volontari di Casetta hanno spiegato chiaramente ai loro concittadini di non avere le forze – soprattutto economiche – per mettere in piedi da soli una manifestazione.

Per spiegare meglio i motivi della mancata organizzazione della sagra di Santa Teresa, il gruppo di volontari della Casetta ha distribuito un volantino casa per casa. L’associazione ha preso in causa l’amministrazione comunale. Una delle difficoltà maggiori, infatti, è imputata dal gruppo di volontariato all’assenza di un luogo fisso dove poter collocare attrezzature e materiale necessari per la cucina e l’accoglienza dei visitatori. «La demolizione da parte del Comune della nostra sede, che avrebbe dovuto essere messa a norma, ha generato grosse difficoltà», hanno scritto i volontari. 

Torna il Carnevalon dopo due anni di pandemia

È maggio, la primavera è già iniziata da un po’, ma la voglia di portare nelle strade musica, sorrisi e ironia non sono cambiate. 

La sfilata notturna del Carnevalon de l’Alpon, edizione 72, è stata quasi una liberazione dalla schiavitù. La schiavitù dei divieti, della paura, della sofferenza. 

D’altro canto il carnevale è proprio questo, una festa per esorcizzare il dolore. Prima della Quaresima, si viveva un periodo in cui era lecito lasciarsi andare, liberarsi da obblighi e impegni, per dedicarsi allo scherzo e al gioco. Visto il biennio cupo che abbiamo vissuto, niente di meglio di un coloratissimo e rumoroso Carnevalon dell’Alpon per ritrovare la voglia di gioire e ridere in compagnia. 

La sfilata è stata organizzata dalla Pro loco lo scorso 14 maggio. Ha visto la partecipazione del papa del Gnoco, mai stato presente fino a quest’anno a Monteforte, e delle altre maschere veronesi, come il Sior Carnevalon, il Re del Torbolin, Simeon de l’Isolo, Il Conte de la Bra, Re del Magnaron, Mastro Sogar e Lo Tzigano. 

Musica a tutto volume, coreografie coinvolgenti e voglia di giocare con il pubblico presente lungo le vie. Le più celebri compagnie della provincia che realizzano carri allegorici hanno voluto essere presenti come di consueto. 

Il Gruppo carnevale di Quinzano ha proposto le “Donne di Attila”, i Bei sensa schei di San Gregorio di Veronella, guidati dal motico Ape car d’ordinanza, hanno sfilato con 45 fate. Da Monteforte la classica sfilata della banda musicale in maschera, le 12 Mary Poppins del gruppo I Vilani, gli immancabili Butei dei Locara, che hanno ricordato il compianto Graziano Giusti e hanno portato un gruppo di Tarzan selvaggi, il gruppo Imperadur ha sfilato con il carro sormontato da una maestosa testa da re. Presenti anche i Buteo dell’Alpo, il Te Maco Team e i Pecorando, questi ultimi vestiti da pecore che facevano impazzire il pastore. 

Una splendida performance anche per i 50 ragazzi gemelli diversi dei Måneskin…

continua su AREA3news n131 di giugno 2022

È Soave il borgo più bello d’Italia 2022

Per la prima volta un paese veneto si aggiudica il prestigioso titolo di “Borgo dei Borghi” del programma Rai 3 Kilimangiaro 

Una meritata vittoria quella di Soave, perla del veronese per natura, paesaggi, l’eccellente vino ed il suo castello: il suo borgo è, per l’edizione 2022 del concorso di Kilimangiaro, il più bello d’Italia. 

Il paese si è aggiudicato il titolo del noto programma di turismo e viaggi condotto da Camila Raznovich, battendo sul “podio” Millesimo (Savona) e Castelnuovo Piandiscò (Arezzo). Erano 20 i borghi in gara. 

Nel video che ha permesso a Soave di vincere Andrea D’Angelo, Maddalena Peruzzi della cantina di Soave, la storica d’arte Marianna Ambrosini, la guida equestre Lorenzo Costa e la sommelier Perla Soriato: in chiusura il bacio di una coppia di soavesi che ha festeggiato il proprio 52° anniversario di matrimonio. 

«Soave ha ora un riconoscimento prestigioso che ci impegna tutti ancora di più nella conservazione e valorizzazione del nostro meraviglioso borgo, per noi che ci viviamo e per i turisti che vengono a visitarlo» afferma Gaetano Tebaldi, Sindaco di Soave. Il paese è infatti esempio di convivenza ed equilibrio di bellezze storiche e paesaggistiche e produzione vitivinicola di qualità. 

di Giuliana Corsino

continua su AREA3news n130 di maggio 2022

Stop al degrado: demolite vecchie fabbriche divenute ricettacolo di sbandati

Via le brutture, via il degrado, via il rifugio di disperati che vivono in condizioni igienico-sanitarie disastrose.

I mesi di maggio e giugno hanno determinato l’inizio di un percorso virtuoso che l’amministrazione comunale vuole portare a termine il prima possibile: l’abbattimento delle strutture private fatiscenti e abbandonate da anni che sono diventate un problema di decoro, sicurezza e ordine pubblico per il Comune. «Purtroppo, nonostante il continuo controllo e la vigilanza sulle aree abbandonate da parte dell’ente pubblico, non siamo riusciti ad impedire che alcuni capannoni e vecchi caseggiati residenziali diventassero ricettacolo di persone senza fissa dimora e, in qualche caso, di pregiudicati con precedenti per spaccio», racconta il sindaco Giampaolo Provoli. «Ringrazio polizia locale e carabinieri che hanno col-
laborato in questi anni per controllare e sgomberare in più occasioni questi edifici, anche se a volte la frustrazione è stata tanta. Le persone, infatti, tornavano già il giorno dopo essere state sgomberate. Sembrava quasi di svuotare il mare con un cucchiaino».

Nel 2016 è stato raso al suolo l’hotel Gran Viale: il primo grande intervento in questo senso. Adesso si procede con nuove aree a rischio.

di Paola Bosaro

Continua su AREA3news n132 di luglio-agosto 2022

Al Best Western: tre camere d’albergo per i profughi

Tre camere d’albergo gratis a chi scappa dalla guerra. L’hotel Best Western di San Bonifacio ha messo a disposizione tre stanze d’albergo, con pensione completa, per tre nuclei familiari in fuga dall’Ucraina dilaniata dalla guerra.
Il titolare dell’hotel, Fulvio Soave, non è nuovo ad iniziative di beneficenza. Da anni la cucina del suo albergo fornisce alla Casa della Giovane di San Bonifacio pasti gratuiti a pranzo tutti i giorni. Alla cucina di Mamma Anna possono accedere tutte le persone che non hanno la possibilità di acquistare del cibo o, in ogni caso, di fare un pasto dignitoso nell’arco della giornata. Da qualche tempo Fulvio Soave collabora pure con la onlus “BiSogni Speciali”, che si occupa di bambini con patologie particolarmente gravi e invalidanti.

Ogni qualvolta ci siano famiglie che vengono da lontano e partecipano a percorsi riabilitativi a San Bonifacio, Soave offre gratuitamente stanze per le famiglie.

Le persone in fuga dalla guerra che verranno ospitate – «per tutto il tempo che serve, senza limiti di tempo», ha precisato l’albergatore – al Best Western potranno fare colazione e cena e accedere alla mensa di Mamma Anna per il pranzo.

Purtroppo, gli ultimi due anni sono stati molto difficili per Soave, e per gli albergatori in generale. Il Covid ha messo in ginocchio sia il settore business che il settore turistico, proprio i due ambiti dove opera il sistema alberghiero. «Non ci siamo ancora ripresi e non vedo spiragli di un ritorno imminente di clienti, anche se le Fiere sono tornate», ha commentato Soave,«tuttavia questo non è il momento di piangersi addosso, bensì quello di rimboccarsi le maniche e aiutare».

di Paola Bosaro

Continua su AREA3News n129 di aprile 2022

Verso la “Cittadella della Salute”

Per evidente necessità dei servizi socio-sanitari offerti dalla prossima Casa della Salute (o Comunità) si rende necessaria e indispensabile l’acquisizione al patrimonio del Comune dell’edificio delle ex scuole elementari insistente su un’area di oltre 4000 mq.

CASE DI COMUNITÀ O MEGLIO DI SANITÀ
Con richiamo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nell’intento di perseguire una migliore medicina di prossimità, il sottoscritto medico di medicina generale, da circa 40 anni operante nel distretto 2 di Montecchia di Crosara, si propone di caldeggiare la seguente posizione: che eventuali indicazioni da parte dei responsabili della ULSS 9 alla Regione Veneto per le nuove ubicazioni delle cosiddette “case della salute e/o della comunità”, valutino opportunamente le potenzialità
offerte dall’ente territoriale Comune di Montecchia di Crosara, da sempre sede di un distretto socio-sanitario ben dotato di funzionali aree parcheggio e in attesa di trasferimento in nuovo sito (ex Scuole Medie).

di Cesarino Dal Cero

Sara Dal Molin è semifinalista a Miss Mondo Italia

Vive a Gazzolo d’Arcole una delle ragazze più belle d’Italia. È Sara Dal Molin, ha 15 anni, ma un fascino da modella già affermata. Lo scorso 3 ottobre, ad Abano Terme (Padova), la bellissima adolescente che frequenta il terzo anno del liceo sportivo «Roveggio» di Cologna ha conquistato la fascia di semifinalista di “Miss Mondo Italia 2022”. A maggio del prossimo anno, nella tappa di Gallipoli (Lecce), la più bella del Veneto e del Trentino Alto Adige dovrà contendersi assieme ad altre 24 ragazze da tutta Italia l’unico posto disponibile per rappresentare il nostro Paese al concorso di Miss Mondo. Una giuria di rappresentanti del mondo dello spettacolo, della televisione, dell’imprenditoria, della bellezza e di giornalisti di settore, ha giudicato Sara Dal Molin la più bella tra le 21 giovani nate tra il 1996 e il 2006, provenienti da tutto il Veneto e dal Trentino che hanno sfilato ad Abano. Sara, nonostante fosse la più giovane in passerella, ha ostentato sicurezza…

di Paola Bosaro

continua su area3NEWS n124 di novembre 2021