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Torna il Carnevalon dopo due anni di pandemia

È maggio, la primavera è già iniziata da un po’, ma la voglia di portare nelle strade musica, sorrisi e ironia non sono cambiate. 

La sfilata notturna del Carnevalon de l’Alpon, edizione 72, è stata quasi una liberazione dalla schiavitù. La schiavitù dei divieti, della paura, della sofferenza. 

D’altro canto il carnevale è proprio questo, una festa per esorcizzare il dolore. Prima della Quaresima, si viveva un periodo in cui era lecito lasciarsi andare, liberarsi da obblighi e impegni, per dedicarsi allo scherzo e al gioco. Visto il biennio cupo che abbiamo vissuto, niente di meglio di un coloratissimo e rumoroso Carnevalon dell’Alpon per ritrovare la voglia di gioire e ridere in compagnia. 

La sfilata è stata organizzata dalla Pro loco lo scorso 14 maggio. Ha visto la partecipazione del papa del Gnoco, mai stato presente fino a quest’anno a Monteforte, e delle altre maschere veronesi, come il Sior Carnevalon, il Re del Torbolin, Simeon de l’Isolo, Il Conte de la Bra, Re del Magnaron, Mastro Sogar e Lo Tzigano. 

Musica a tutto volume, coreografie coinvolgenti e voglia di giocare con il pubblico presente lungo le vie. Le più celebri compagnie della provincia che realizzano carri allegorici hanno voluto essere presenti come di consueto. 

Il Gruppo carnevale di Quinzano ha proposto le “Donne di Attila”, i Bei sensa schei di San Gregorio di Veronella, guidati dal motico Ape car d’ordinanza, hanno sfilato con 45 fate. Da Monteforte la classica sfilata della banda musicale in maschera, le 12 Mary Poppins del gruppo I Vilani, gli immancabili Butei dei Locara, che hanno ricordato il compianto Graziano Giusti e hanno portato un gruppo di Tarzan selvaggi, il gruppo Imperadur ha sfilato con il carro sormontato da una maestosa testa da re. Presenti anche i Buteo dell’Alpo, il Te Maco Team e i Pecorando, questi ultimi vestiti da pecore che facevano impazzire il pastore. 

Una splendida performance anche per i 50 ragazzi gemelli diversi dei Måneskin…

continua su AREA3news n131 di giugno 2022

Prima edizione della “MonteforCane”

MONTEFORTE D’ALPONE – La giornata di Pasquetta quest’anno a Monteforte ha “battezzato” la prima edizione della MonteforCane, la prima marcia dedicata ai cani e ai loro amici. Manifestazione voluta ed ideata da Vito Di Lorenzo, appoggiata dal Comune, Pro Loco, La città dei Bambini, dal Gruppo Sportivo Dilettantistico Valdalpone-DE Megni e dall’Enpa, Canile di Arzignano (a cui è andato il ricavato della lotteria benefica), che ha visto una massiccia risposta di pubblico. Ci siamo fatti raccontare da Vito Di Lorenzo.

Come è nata l’idea e un bilancio di questa prima edizione?

«La MonteforCane è nata praticamente quasi per gioco, nel senso che io volevo mettere assieme, tre, quattro famiglie e una decina di cani per fare una passeggiata tra i colli di Monteforte e Soave. Ho lanciato l’idea sui social network e con i passaparola e poi con grande stupore la cosa è piaciuta a più persone e quindi da semplice camminata giocoforza è diventata una manifestazione. E’ nata quasi da sola diciamo, io ho dovuto correre dietro a quelle che erano tutte le varie tappe organizzative perché ad un certo punto quando si comincia a superare un certo limite di persone diventa manifestazione, quindi servono le concessioni e tutto l’iter burocratico».

Un bilancio di questa prima edizione? «Abbiamo avuto iscritti 145 cani e quasi 200 persone. E’ stata una manifestazione  rispettosa ed educata, e questo mi ha sorpreso tantissimo perché mettendo assieme così tanti cani e così tante persone qualche tafferuglio me lo aspettavo, e invece so..

di Massimo Abate

ph. Angelo Dal Cero

(segue su AREA3 n°76 – maggio 2017)

Una Montefortiana da record

Annata da record quella di quest’anno della Montefortiana, organizzata dal “Gruppo sportivo dilettantistico Valdalpone – De Megni”, giunta alla 42a edizione con una partecipazione alla due giorni di gare che va sui 24 mila partecipanti, portando la Montefortiana tra le prime gare al mondo per numero di presenze. Edizione, quella 2017, baciata dal sole e dall’entusiasmo, dalla gioia di vivere e dello stare insieme.
Una due giorni quella di Monteforte, che come ogni anno incorpora diverse marce per tutte le età e per tutti i gusti anche alla riscoperta del meraviglioso territorio di Monteforte D’Alpone. Si va dalla “Passi nel tempo”, giunta alla nona edizione, che ha portato i partecipanti nel cuore del Soave classico tra Monteforte, Soave e Montecchia di Crosara, mettendo in rilievo quelli che sono i luoghi meno conosciuti ma ricchi di tradizione e storia locale, alla marcia “Per il sorriso dei bimbi”, che si svolge il sabato mattina e con lo sport sensibilizza i ragazzi alla solidarietà, infatti ogni anno il ricavato della marcia va a beneficio delle organizzazioni che aiutano le popolazioni in difficoltà. C’è il Gran Premio Pedrollo Giovani promesse, competizione per giovanissimi giunta alla nona edizione; altra gara che troviamo all’interno della due giorni della Montefortiana è l’Ecomaratona, giunta alla sesta edizione. 44 chilometri di percorso che offrono al podista che vi si cimenta paesaggi incantevoli tra le colline della Val D’alpone, Val D’Illasi, Castelcerino, Montecchia, Cazzano e Soave.
Ormai storica la Maratonina Falconeri, la 21 chilometri del Soave come sempre salutata in partenza da tre colpi di cannone dei “Pistoleri dell’Abbazia”, mentre giovanissima è l’Ecorun Collis, che porta il nome del nuovo vino frizzante di Monteforte e un po’ riprende il percorso dell’Ecomaratona. Fino ad arrivare alla carica del 19 mila della domenica mattina. ..

di Paola Bosaro

(segue su AREA3 n°73 – febbraio 2017)

Ciak For Kids: il cinema insegnato ai ragazzi

monteforte_cinemascuola1C’è un progetto dedicato alla magia del mondo del cinema che si sta svolgendo a Monteforte D’Alpone con protagonisti i ragazzi delle scuole medie che ci ha fortemente incuriositi e per saperne di più abbiamo chiesto a Diego Carli, autore e regista, di parlarci del progetto “Ciak for Kids”.
«è partito tutto due anni fa con un progetto che era legato ad un percorso sull’alimentazione, abbiamo iniziato a fare un cortometraggio che si chiamava “La cena perfetta”. Cortometraggio che quest’anno ha vinto il concorso Ciak Junior 2016 su più di 1700 video inviati. Sulle ali di questo entusiasmo e dopo aver prodotto un lungometraggio horror “Il caso Anna Mancini”, che sta andando piuttosto bene in festival nazionali e internazionali, abbiamo deciso di proseguire quest’anno insieme ai miei collaboratori con “Ciak for kids” che è il cinema insegnato ai ragazzi. Quindi una decina di appuntamenti dove noi spieghiamo cos’è il linguaggio del cinema, dai primi linguaggi fino ai piani sequenza, come funziona il cinema, l’uso della macchina, il colore, la recitazione e il montaggio, perché la parte finale del corso prevede di produrre un cortometraggio di una decina di minuti, così gli allievi hanno anche in mano un prodotto finale che testimonia la partecipazione, una cosa divertente».
Nei ragazzi come vedi l’interesse sul mondo del cinema?
«Io faccio anche corsi di teatro con i ragazzi delle medie. Quest’anno però c’è stato il boom di iscrizioni al corso di cinema, ai ragazzi la cosa piace molto. Probabilmente molto più del teatro, ma è anche un fattore culturale immagino, il cinema è una cosa con la quale conviviamo tutti i giorni, perché i ragazzi ok vanno al cinema, ma basta semplicemente accendere la televisione e si vedono i film, per cui c’è un interesse particolare per vedere storie, sentirsi raccontare storie, magari essere anche protagonisti di storie. E in questo caso nel corso si è sia protagonisti della storia, ma anche scrittori della storia stessa. Che sia grande o piccola, anche in minima parte come la nostra, riproduce esattamente come può essere il mondo del cinema e loro sono molto contenti, gli piace molto questa cosa».
Hanno già scelto il soggetto per il lungometraggio?
«Si, praticamente il primo incontro è stato un po’ esplicativo per quanto riguarda un’infarinatura sulla storia del cinema, in modo da non annoiare e siamo passati subito al soggetto. Abbiamo fatto quattro gruppi di lavoro dai quali sono usciti fuori quattro soggetti che abbiamo unito in uno solo e adesso siamo nella fase della sceneggiatura. Come scrivere una sceneggiatura, i dialoghi, gli spostamenti di macchina. Abbiamo già provato a vedere come si può mettere in scena un film e stiamo andando avanti per gradi».

di.M.Abate

(segue su AREA3 novembre 2016)

Dai “Calici di Stelle” alla “Festa dell’Uva”

monteforte-04-palio-delle-contradeCon la vendemmia ritorna immancabile l’appuntamento annuale che festeggia il prodotto principale dell’agricoltura della zona: l’uva, che sarà festeggiata a Monteforte D’alpone dal 9 all’11 settembre. Col presidente della Pro Loco di Monteforte, Giampaolo Ghiotto, abbiamo parlato della festa e dell’importanza di viverla insieme. La nostra è una cultura molto legata alla terra, alla vigna e al suo prodotto, il vino. Da poco è passato “Calici di Stelle” e ci si sta preparando per la festa dell’uva: parliamo di calici di Stelle, com’è andata quest’anno? “E’ andata molto bene, c’è stata una grande affluenza di persone. Particolarmente apprezzato quest’anno l’aver addobbato anche il cortile delle scuole elementari con delle piante, con delle palme per renderlo più fresco, più armonioso ed elegante. La gente ha recepito bene, in tanti sono venuti anche per questo.” Per la festa dell’uva quali sono le novità di quest’anno? “Novità grosse non ce ne sono, anche perché è una festa che funziona benissimo da tantissimi anni. Continuiamo per la serata del venerdì con “Ogni griglia vale”, una serata dedicata ai ragazzi disabili, e saranno loro a cucinare col barbecue la carne ai ferri. Quest’anno si punta ad arrivare ai 100 iscritti, lo scorso anno erano 50 circa. La faremo in via Dante, nella via principale del paese e ci saranno testimonial d’eccezione.” Festa del vino ma anche festa della cultura, del cibo e con gli stand “I sapori delle contrade” e con la 10° edizione de “La Tajadela fatta co la mescola” si parla proprio di cultura del cibo legata al territorio… “Esatto. Si cerca di mantenere il discorso della tradizione e della cultura contadina di Monteforte, si parla dei piatti tipici e la tajadela viene fatta con la mescola come ai tempi dei nostri nonni. Siamo arrivati alla decima edizione quest’anno, la cosa bella bella è la partecipazione anche di ragazze giovani che hanno la possibilità di imparare a fare questa tajadela con la mescola e portare avanti la tradizione. “I sapori delle contrade” è legato ai sapori delle tradizioni, i piatti tipici nostrani, sempre nelle vie centrali del paese.” All’interno della festa dell’uva troviamo anche la storica sfilata dei carri delle contrade domenica 11 settembre e il 29° palio delle contrade: come si svolge? “Intanto cosa importante è il mattino, quando ci sarà la messa con la benedizione del palio con le contrade presenti. Nel pomeriggio sfilerà la banda alpina, ci saranno i bambini con i vestiti tipici di una volta. Seguiranno gli sbandieratori e i tamburini di San Bonifacio e poi le contrade sfileranno con i loro carri, colorati o addobbati col tema dell’uva faranno la sfilata per il paese. Qualche carro sarà attrezzato per offrire prodotti tipici alle persone presenti e dopo ci sarà il famoso palio, molto bello perché riunisce tutte le contrade che si sfideranno in varie gare fino ad arrivare alla famosa pigiatura dove i concorrenti avranno tempo quattro minuti per pigiare a piedi nudi dentro al tino.” La serata della domenica poi sarà allietata da uno spettacolo teatrale con la compagnia Sale e Pepe, che presenterà la commedia brillante “Che affare la casa popolare”, di Loredana Cont per la regia di G.Magnabosco. Le persone si potranno sedere sugli scalini della chiesa Santa Maria Maggiore e godersi lo spettacolo gratuitamente. E poi finita la commedia ci saranno i fuochi d’artificio con il tradizionale incendio del campanile.” Monteforte è un paese molto attivo, dove c’è anche tanto divertimento: come si riesce a gestire le tante attività presenti nel territorio e quanto è importante la sinergia, la collaborazione tra persone, enti e associazioni? “Collaborare è la cosa principale sicuramente. Organizzare feste è sempre una cosa difficile, ed è bello essere sempre aperti per recepire nuove idee. Noi come Pro Loco ci troviamo ogni martedì sera in sede, aspettiamo anche molto volentieri tutte le persone che hanno voglia di proporre idee, qualcosa di particolare, la porta è sempre aperta a chiunque, di Monteforte o meno, soci o non soci, basta che ci sia la buona volontà.

 

di M.Abate

BUSKERFLOOR, IL FESTIVAL A SOSTEGNO DELL’AVIS

Bueker 2Baby dance e maghi, truccabimbi, bolle di sapone, giocolieria e danze, cabaret e musica, body painting e Madonnari e molto di più: in una parola Buskerfloor. Sabato 18 giugno il centro storico di Monteforte d’Alpone si è trasformato per la dodicesima volta nel palcoscenico degli artisti di strada che danno spettacolo per l’Avis, l’associazione dei donatori di sangue che con questa manifestazione promuove l’invito alla donazione. Al timone di tutto ciò c’è il giovane direttivo dell’Avis di Monteforte, con la collaborazione dell’Avis provinciale e l’Avis giovani, assieme a Comune, Pro loco, il patrocinio di Regione e Provincia assieme all’Ufficio di informazione e assistenza turistica di Soave ed un gruppo di sponsor privati. Tanti gli artisti che hanno animato le strade del centro a partire dalle 19:30 ed un’attesa particolare è stata per due coppie artistiche di Monteforte che trasformano in tele da dipingere due “supporti” particolari: da un lato Michela Bogoni e Federico Pillan che trasformano in dipinto l’asfalto delle città (sono Madonnari e pure coniugi) e dall’altro Michela Oliboni e Ottorina Danese che le loro opere pittoriche le hanno realizzate sulla pelle (sono infatti le note bodypainter Miki&Otty). Veronese è anche Riccardo Chiavenato, truccatore di Ronco all’Adige che è stato il maestro del truccabimbi per tutta la serata. Alle 19:30 hanno aperto i chioschi enogastronomici dell’Oasi del Gusto approntata nel cortile della scuola elementare “Anzolin”, luogo in cui è allestito il punto informativo Avis. Lungo via Dante c’erano gli spazi espositivi delle associazioni e degli hobbisti. Gli spettacoli saranno distribuiti tra il cortile della “Anzolin”, via Dante, via Matteotti, piazza Silvio Venturi. I protagonisti saranno i pisani del Duo edera, truccabimbi glitter, tattoos e palloncini di Modella Bili, In magia, Magica Malù (Vicenza), Compagnia Giocolareggio (Reggio Calabria), Mr. Coso (Torino), Compagnia Begherè (Viareggio), Compagnia Duomamè (Udine), Paolo Piludu (Vicenza), Riccardo Rosato (Torino), School of art (Colognola ai Colli): il programma ha previsto due spettacoli per ognuno a distanza di 45 minuti tra il primo ed il secondo. Ad aprire la serata, nel cortile della scuola elementare, è toccato ai ragazzi delle classi seconde della scuola media “Zanella” di Monteforte, i quali hanno presentato il piccolo dossier dedicato ad Avis che hanno realizzato per il giornalino scolastico.

CAMPIONATO MARATHON: JURI RAGNOLI SUL PODIO

Divinus bike 2016Dopo quattro anni, Juri Ragnoli è ritornato sul gradino più alto del podio, in occasione della gara più importante della stagione, il campionato italiano marathon. Al termine della DivinusBike Clivus, ha avuto l’onore ed il merito di vestirsi per la seconda volta con la maglia tricolore che gli è stata consegnata dal C.T. della nazionale Hubert Pallhuber. Il top rider della Scott ha fatto la differenza sulla salita più dura della gara, rimasto nel finale con Tony Longo, lo staccava sulla penultima ascesa di giornata. Completava il podio Samuele Porro, il comasco era il detentore del titolo nelle ultime due edizioni (2014 e 2015). Valentina Frasisti con una bella rimonta nel finale, sorpassa Annabella Stropparo andando a vincere la maglia tricolore per il secondo anno consecutivo. Dopo un fine settimana con temperature quasi estive, le previsioni davano, forti piogge nel meriggio e rischio di brevi rovesci anche al mattino. Tutto sommato è andata bene, ha iniziato a scendere una leggera pioggia dopo circa un’ora di gara ma non è durata molto. Lo start è stato dato molto presto, alle 8.20, quando i trombini di Badia Calavena hanno sparato la tipica cannonata di apertura. Un rumore assordante e tanto fumo. Dietro alla marathon che assegnava le maglie tricolori è partito un secondo blocco di atleti, quelli degli Enti della Consulta. Molto più tardi alle 10.15 sono scattati coloro i quali avevano optato per il percorso Classic (42,5 km). La corsa aveva come primo obiettivo di giornata la scalata del “Vulcano” che si raggiungeva dopo una ventina di chilometri. A 25km dall’arrivo c’erano da affrontare ancora tre salite significative. Mensi non riusciva a tenere il passo di Ragnoli e Longo che si trovavano insieme a lottare per la maglia tricolore, sul penultimo strappo, ai 10km dal traguardo, il trentino a causa dei crampi, doveva alzare bandiera bianca. Era semaforo verde per Juri Ragnoli che affrontava l’ultimo strappo da solo ed emozionato si presentava da solo sul lungo rettilineo d’arrivo. Alzava gli occhi verso il cielo, dedicando la vittoria al suocero Walter, che da lassù in alto, oggi ha gioito con Juri.

(segue su AREA3-giugno 2016, n°66)

di M.R

FESTA DEL VINO IN CHIOSTRO

festadelvino_monteforte3 copiaRitorna la 47a edizione della Festa del Vino in Chiostro organizzata dalla Pro Loco di Monteforte. Quest’anno la festa popolare si è tenuta da giovedì 19 maggio 2016 a domenica 22. Una festa per celebrare il Soave, uno dei più importanti vini bianchi d’Italia. Il disciplinare di produzione identifica in Monteforte due zone: quella pianeggiante di circa 800 ettari di vigneto per la produzione di vino Soave Doc; e quella collinare di altri 800 ettari circa per l’ottenimento del Soave “Classico” Doc, un vino ancora più pregiato perché prodotto nella zona storica. Altre varietà prodotte sono il vino Soave Superiore Docg, di qualità appunto “superiore”; e il Recioto di Soave Docg, un delizioso vino ottenuto da uve passite. La festa del vino è iniziata giovedì 19 alle 18.30 con le degustazioni al Palazzo Vescovile, con successiva apertura degli stand enogastronomici in Piazza Salvo d’Acquisto. Nei giorni di sabato e domenica moltissime sono state le iniziative all’aperto e al Palaflaminio. È stata inaugurata anche la mostra “Chiostro in Arte”, esposizione artistica curata dalle Fabiola Carmelini e Santina Pellizzari, e dallo scultore Enrico Faccio. Nella splendida cornice del Palazzo Vescovile, hanno avuto luogo degustazioni dei vini di Monteforte e zone limitrofe, abbinati ai prodotti tipici locali e accompagnati dalle musiche del tempo dei Vescovi a Monteforte. Domenica, invece, il programma proponeva un’iniziativa, organizzata dalle guide di Equipe Natura, che hanno accompagnato i numerosi partecipanti tra i vigneti, oliveti e sulle colline dell’Est Veronese. Durante il percorso sono state trattate tematiche ambientali e culturali, osservando il primo paesaggio storico rurale italiano ed esaltando le tipiche peculiarità della zona. La promozione turistica è curata dall’’Associazione Strada del Vino Soave, che ha sede presso il Consorzio di Tutela dei Vini e dallo Iat Est Veronese e dal nuovissimo Iat Monteforte d’Alpone, Informazione e Accoglienza Turistica.

di Marco Ongaro

Ritrovati affreschi trecenteschi nella loggia del Palazzo Vescovile

I recenti lavori di restauro hanno portato alla luce, all’interno della loggia del Palazzo Vescovile, alcuni preziosi affreschi trecenteschi.

Sabato 3 maggio, presso il salone Ermolao Barbaro, il prof. Massimiliano Bertolazzi e il dott. Luca Fabbri, funzionario della Soprintendenza ai beni storici, artistici ed etnoantropologici, hanno presentato ai numerosi convenuti l’inestimabile ritrovamento.

«Gli affreschi – spiega il prof. Bertolazzi – sono stati rinvenuti all’interno della loggia trecentesca, al piano terra, si intende, perché il piano superiore venne aggiunto nel Cinquecento. La loggia faceva parte di un palazzo trecentesco di cui rimangono poche tracce: la cisterna che si trova proprio sotto il pavimento del chiostro, la torre mozzata che collega la loggia al palazzo attuale e ovviamente la loggia stessa. Il Palazzo Vescovile odierno fu fatto costruire nel Quattrocento dal vescovo Ermolao Barbaro, nobile veneziano con una spiccata propensione per l’edilizia: in parole povere era affetto dal cosiddetto “mal de la piera”. Nei secoli successivi il palazzo subì varie modifiche fino ad arrivare a noi, così come lo conosciamo. Nella loggia, prima del restauro, si trovavano le lapidi dedicate i caduti della Seconda Guerra Mondiale di tutta la Val d’Alpone». «Possiamo ragionevolmente  ritenere – dichiara il dott. Fabbri della Soprintenenza – che gli affreschi ritrovati nella loggia, mi riferisco a quelli che si trovano sulla parete sud (quella di destra, guardando la loggia), siano trecenteschi. Il ciclo, che ricopre del tutto la parete, è certamente opera di un ottimo artista, di cui purtroppo non conosciamo il nome. Accanto all’imponente figura di San Cristoforo, che porta il bambin Gesù sulle spalle e affonda i piedi nell’acqua, troviamo raffigurati quattro santi: uno di questi è senza dubbio San Benedetto, perché il nome è indicato nell’iscrizione soprastante. Difficile stabilire l’identità degli altri tre, uno potrebbe essere Sant’Ambrogio, mentre la figura femminile potrebbe essere Santa Giustina, ma non lo si può affermare con certezza. La quarta figura rimane un’incognita completa. Sulla parete est (la parete di fondo della loggia), invece, è stato ritrovato uno stemma riconducibile al vescovo Guido Memo che visse nel Quattrocento, di conseguenza riteniamo che gli affreschi di questa parete siano posteriori rispetto a quelli della parete sud». È stata certamente una scoperta notevole, nessuno poteva immaginare che alcuni strati di intonaco celassero questi bellissimi affreschi. È la storia che riaffiora, inaspettatamente, e ci parla, a distanza di moltissimi secoli.

 

MONTEFORTE. TEMPRAPRODUCTION: LA PARODIA IN VAL D’ALPONE È SERVITA

foro arena

Voyager e Mistero, sono due famosi programmi televisivi sugli eventi inspiegabili, ma ormai sono diventati più famosi per le parodie che per loro stessi. Quella più nota è Kazzenger di Maurizio Crozza ma ora nel web imperversa la Tempraroduction che con i suoi video molto professionali diverte il pubblico stanco di programmi troppo costruiti e finti. La Tempraroduction è una casa di produzione indipendente nata agli inizi del 2004 riunendo un gruppo di amici dell’est veronese con la comune passione per il cinema, che nel tempo libero, improvvisano piccoli sketch e cortometraggi demenziali. Sono Michele Comerlati (sceneggiatore e regista), Alessandro Trani (attore, sceneggiatore e direttore di produzione), Emiliano Verzè (effects designer specialist, direttore della fotografia e attore), Luca Montini (attore), Elena Dal Ceré (attrice e segretaria di produzione), Lorenzo Rubino (attore), Cinzia Valante (attrice), Enrico Gastaldo (attore), Leonardo Trani (attore), Daniele Bolzon (makeup specialist e attore), Valentina Brendolan (manufact designer) e Francesca Viperli (operatrice video).

 

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