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“Antico Palio dei Mussi” la riscoperta delle tradizioni

Uno degli appuntamenti più sentiti dell’estate nella Val D’Alpone sicuramente è L’antico Palio Dei Mussi di Terrossa che anche quest’anno ha attirato tantissime persone da ogni dove. Un programma di tutto rispetto alla riscoperta delle tradizioni, degli antichi sapori e del divertimento per tutti

ronca-paoio-mussi-1Cinque giorni intensi che sono iniziati venerdì 22 luglio con la Disco Schiuma Party con Repino DJ e Voice Sama, proseguendo poi sabato 23 col raduno delle 500 nel pomeriggio, una riuscitissima serata enogastronomia organizzata dalle 13 contrade con la collaborazione delle strade del vino e l’animazione musicale dell’orchestra di Gianni Dego. Domenica 24 luglio è stata la giornata clou della manifestazione, giunta alla ventesima edizione, ospitata all’interno della festa di Santa Maria Maddalena: dopo la Santa Messa, immancabile la tradizionale sfilata dei carri delle contrade dedicati ai “veci mestieri” prima di dare il via all’Antico Palio dei Mussi”. Poi ancora musica in serata, con Mauro Levrini per portare a conclusione la serata. Lunedì 25 la festa è continuata con la serata musicale insieme a Rossella Ferrari e i Casanova e lo spettacolo pirotecnico per arrivare poi alla serata di martedì 26 luglio quando c’è stato il Palio della Val D’alpone in notturna, che ha visto cinque fantini dei comuni della vallata sfidare il vincitore del palio 2016. A conclusione della serata poi la musica col dj Memo. Un programma importante quello che ha festeggiato il ventennale dell’Antico Palio dei Mussi e abbiamo chiesto a Paolo Guarda, presidente dell’Antico Palio, un bilancio della manifestazione di quest’anno: “L’andamento è stato fantastico! Sabato sera per la proposta dei piatti tipici abbiamo anche allungato un po’ la via rispetto agli anni scorsi.” La serata del sabato infatti ha riportato i visitatori ai ricordi della Terrosa di una volta con un percorso creato per stimolare il gusto con i piatti tipici, ma anche per fare un tuffo nel passato con i vecchi mestieri e musiche e canti popolari che hanno riportato l’atmosfera festosa di un tempo. Ognuna delle 13 contrade ha portato in piazza il proprio carro, proponendo un piatto tipico della tradizione contadina: dall’antipasto fino al dolce e il caffè, il tutto abbinato al buonissimo vino locale, che per tradizione viene offerto gratuitamente all’ospite. Ospite che per affrontare tutto il percorso è invitato a munirsi del classico “pegnato”, che per l’occasione quest’anno si è presentato nero e oro per festeggiare il ventennale, decisamente da collezione. Il percorso è stato molto suggestivo, si entrava passando sotto alla grande porta che dava il benvenuto al visitatore e da li si iniziava con un tuffo nei sapori della tradizione: Contrà Gallo con le sue bruschette all’extra vergine di Terrossa e i vini di Sandro De Bruno; Contrà Grigio con polenta brustolà e soppressa, abbinata ai vini Dal Cero; Contrà Fossa dell’Olmo proponeva gli gnocchi della Lessinia e i vini I Stefanini. Proseguendo…

(segue su AREA3 n°68 – settembre 2016)

di M.Abate

“Il 1800 a Roncà”: un tuffo nel passato

Sabato 23 maggio, in occasione della tradizionale Festa del Vino, al teatro parrocchiale di Roncà è andato in scena uno spettacolo dal titolo: “Il 1800 a Roncà. Ritratto della dura vita quotidiana dei nostri avi. L’arte di sopravvivere tra povertà, guerre e privazioni”. Dopo un intenso, meticoloso lavoro di ricerca nell’archivio comunale e parrocchiale del paese, l’associazione culturale “Liberamente” ha deciso di realizzare questo spettacolo: una suggestiva lettura interpretata di documenti storici, in un continuo trascolorare di comico e tragico, sulle note di una fisarmonica. Un susseguirsi di situazioni e aneddoti realmente accaduti, per far rivivere allo spettatore la realtà paesana ottocentesca. Gli attori-lettori Paola Bressan, Alessandra Carlotto, Matilde Minieri, Sara Colacicco, Luigi Dal Bosco, Chiara Fattori, Mina Pace, Camilla Pelosato, Raffaella Pitton, Martina Righetto, Stefano Soprana, Marianna Tessari e Graziana Tonin, hanno formato una “compagnia” proprio in vista di questo spettacolo. Curata e originale la regia di Paola Danese, che si è avvalsa della collaborazione di Marco Prà, come tecnico audio e luci, e di Paolo Viola, alla fisarmonica. «Tutto è nato – spiega Paola Danese – perché in archivio ho trovato una vecchia carta tutta macchiata e praticamente illeggibile che mi ha incuriosita molto. Dopo averla decifrata, è emerso che si trattava di una lite avvenuta a Roncà nel 1842. Ho iniziato ad analizzare molti altri documenti e sono stata completamente catapultata in quel periodo storico, in una realtà di povertà e di ignoranza, in cui anche gli oggetti e le questioni più banali avevano un grande valore». «Ci fa piacere che l’associazione Liberamente sia presente alla nostra Festa del Vino – ha dichiarato il sindaco Roberto Turri – con questo spettacolo che merita doppi complimenti: per il grande lavoro d’archivio e per la successiva messa in scena. È molto interessante poter rivivere tutti insieme la realtà del 1800»

 

RONCA’. “IL REVISORE” OVVERO… L’ISPETTORE GENERALE

La commedia “L’ispettore Generale” (titolo originale: “Il revisore”) venne rappresentata per la prima volta a Pietroburgo nel 1836. Si tratta di una tragicommedia che ha le sembianze di uno specchio deformato, in cui vengono riflessi e amplificati dal gioco del teatro i vizi e i difetti dell’uomo. Andata in scena sabato 17 novembre al teatro parrocchiale di Roncà, a cura dell’associazione culturale “Liberamente” con la compagnia di prosa “La Soffitta” di Lonigo. La compagnia è composta da elementi veramente capaci e preparati, la rappresentazione affascina grazie alla grande presenza scenica degli attori. Uno spettacolo importante, perfettamente calibrato, ironico e suggestivo, ben recitato, davanti ad una platea coinvolta e divertita.