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“Le dolcezze di Alice” è il bar più inclusivo dell’Est Veronese

Caffè, tisane, pasticcini… ma nessuna bevanda alcolica. Attente e rispettose, Anna ed Elisa stanno prendendo molto sul serio – com’è giusto che sia – il loro nuovo lavoro di bariste e cameriere. “Le dolcezze di Alice” è il nuovo bar-pasticceria di Prova di San Bonifacio che sta realizzando nei fatti l’inclusione sociale e l’autonomia lavorativa di persone con disabilità.

Anna, 17 anni, ed Elisa, 22 anni, sono due ragazze di San Bonifacio con la sindrome di Down. Entrambe, dopo la scuola dell’obbligo, hanno frequentato l’istituto alberghiero perché il loro sogno è quello di lavorare nella ristorazione. Anna si sente portata per la cucina, mentre ad Elisa piace di più muoversi fra i tavoli in sala. Mentre Elisa è riuscita a terminare i cinque anni di scuola superiore, per Anna il percorso è stato molto più accidentato, anche a causa della pandemia.

Dopo il biennio iniziale a Soave, avrebbe dovuto trasferirsi a Caldiero per completare gli studi, tuttavia alcune “Le dolcezze di Alice” è il bar più inclusivo dell’Est Veronese vicende familiari piuttosto gravi e la presa di coscienza da parte di mamma Giuseppina che «ultimamente, a scuola, mia figlia non era né seguita né stimolata a sufficienza », hanno convinto la famiglia a fare una scelta diversa. Anziché seguire le lezioni seduta sul banco, Anna avrebbe potuto mettersi in gioco direttamente nel mondo del lavoro. Serviva però un’attività che fosse alla sua portata. «Stavamo pensando, assieme ad altri genitori, di dar vita ad un progetto lavorativo per i ragazzi, però l’iniziativa è ancora in divenire, perciò ho deciso di muovermi da sola, almeno per il momento», racconta la signora.

di Paola Bosaro

continua su AREA3news di dicembre 2022

Auguri agli scout per i primi 100 anni di vita

Alla scoperta dello scoutismo sambonifacese. Quest’anno si celebra il primo secolo di vita del movimento educativo che prese il via dalle proposte e dai valori definiti da lord Robert Baden-Powell

Due sono i gruppi a San Bonifacio, a cui va ad aggiungersi il movimento degli adulti scout. Abbiamo ripercorso le tappe fondamentali della storia scoutistica sambonifacese.

Quando è nato lo scautismo a San Bonifacio e per opera di chi? «Lo scoutismo sambonifacese fu fondato nella primavera del 1922 da don Pietro Zampieri e da Pietro Mosele. La prima uscita in pubblico era con tre squadriglie, composte da sette scout ciascuna. Nel 1924 gli esploratori erano già ottanta, mentre altre cinquanta richieste di iscrizione giacevano nel cassetto dei capi».

Come si è sviluppata l’attività nel corso dei decenni? «Nel corso degli anni lo scoutismo sambonifacese è cresciuto talmente tanto che intorno agli anni 2000 è nato un secondo gruppo. Le attività hanno seguito l’andamento sociale, economico e culturale della città perché, alla base di tutto, c’è un progetto educativo che parte dai bisogni dei ragazzi, delle famiglie e del territorio. Il progetto viene aggiornato solitamente ogni quattro anni».

Quali sono state le figure importanti per il vostro movimento? «Una delle figure più importanti degli ultimi cinquant’anni è stata Luisa Bertagnin che, oltre ad avere avuto l’occasione di conoscere la moglie del nostro fondatore, ha partecipato ad eventi mondiali, come i Jamboree. Anche altre persone sono state preziose per il nostro percorso, perché hanno contributo a mantenere viva per tutti questi anni l’attività educativa proposta dalla nostra associazione».

di Paola Bosaro

Continua su Area 3 news n 135 di Novembre 2022

Stop al degrado: demolite vecchie fabbriche divenute ricettacolo di sbandati

Via le brutture, via il degrado, via il rifugio di disperati che vivono in condizioni igienico-sanitarie disastrose.

I mesi di maggio e giugno hanno determinato l’inizio di un percorso virtuoso che l’amministrazione comunale vuole portare a termine il prima possibile: l’abbattimento delle strutture private fatiscenti e abbandonate da anni che sono diventate un problema di decoro, sicurezza e ordine pubblico per il Comune. «Purtroppo, nonostante il continuo controllo e la vigilanza sulle aree abbandonate da parte dell’ente pubblico, non siamo riusciti ad impedire che alcuni capannoni e vecchi caseggiati residenziali diventassero ricettacolo di persone senza fissa dimora e, in qualche caso, di pregiudicati con precedenti per spaccio», racconta il sindaco Giampaolo Provoli. «Ringrazio polizia locale e carabinieri che hanno col-
laborato in questi anni per controllare e sgomberare in più occasioni questi edifici, anche se a volte la frustrazione è stata tanta. Le persone, infatti, tornavano già il giorno dopo essere state sgomberate. Sembrava quasi di svuotare il mare con un cucchiaino».

Nel 2016 è stato raso al suolo l’hotel Gran Viale: il primo grande intervento in questo senso. Adesso si procede con nuove aree a rischio.

di Paola Bosaro

Continua su AREA3news n132 di luglio-agosto 2022

Al Best Western: tre camere d’albergo per i profughi

Tre camere d’albergo gratis a chi scappa dalla guerra. L’hotel Best Western di San Bonifacio ha messo a disposizione tre stanze d’albergo, con pensione completa, per tre nuclei familiari in fuga dall’Ucraina dilaniata dalla guerra.
Il titolare dell’hotel, Fulvio Soave, non è nuovo ad iniziative di beneficenza. Da anni la cucina del suo albergo fornisce alla Casa della Giovane di San Bonifacio pasti gratuiti a pranzo tutti i giorni. Alla cucina di Mamma Anna possono accedere tutte le persone che non hanno la possibilità di acquistare del cibo o, in ogni caso, di fare un pasto dignitoso nell’arco della giornata. Da qualche tempo Fulvio Soave collabora pure con la onlus “BiSogni Speciali”, che si occupa di bambini con patologie particolarmente gravi e invalidanti.

Ogni qualvolta ci siano famiglie che vengono da lontano e partecipano a percorsi riabilitativi a San Bonifacio, Soave offre gratuitamente stanze per le famiglie.

Le persone in fuga dalla guerra che verranno ospitate – «per tutto il tempo che serve, senza limiti di tempo», ha precisato l’albergatore – al Best Western potranno fare colazione e cena e accedere alla mensa di Mamma Anna per il pranzo.

Purtroppo, gli ultimi due anni sono stati molto difficili per Soave, e per gli albergatori in generale. Il Covid ha messo in ginocchio sia il settore business che il settore turistico, proprio i due ambiti dove opera il sistema alberghiero. «Non ci siamo ancora ripresi e non vedo spiragli di un ritorno imminente di clienti, anche se le Fiere sono tornate», ha commentato Soave,«tuttavia questo non è il momento di piangersi addosso, bensì quello di rimboccarsi le maniche e aiutare».

di Paola Bosaro

Continua su AREA3News n129 di aprile 2022

Mazzi di lavanda dai ragazzi di Pressana per ringraziare medici ed infermieri

Un regalo inaspettato a fine luglio nei reparti dell’ospedale “Fracastoro” di San Bonifacio. I bambini del centro estivo di “Campagna Grande”, a Pressana, hanno offerto profumatissimi bouquet di lavanda al personale dell’ospedale. Nel durissimo anno e mezzo di epidemia, medici, infermieri ed operatori socio-sanitari sono stati impegnati in prima linea non solo per fronteggiare la malattia, ma anche per cercare di far sentire meno soli i pazienti che sono stati completamente isolati dal mondo per settimane, se non addirittura per mesi. Per ringraziarli del sacrificio…

di Paola Bosaro

continua su Area3News  n.122 di settembre

Teatroprova in sostegno alle donne

SAN BONIFACIO – attraverso l’assidua frequentazione delle ospiti che ha incontrato, ha raccolto ed elaborato le loro confidenze. Per dare risalto e voce alla testimonianza di queste donne, ha deciso di presentare il suo racconto al concorso “Lingua Madre” di Torino. «Noi di Teatroprova», spiega Michele Teatin «abbiamo voluto dare il nostro piccolo contributo
per far giungere ancora più forte e lontana la voce di queste donne che, purtroppo, sono spesso ‘senza voce’».

di Paola Bosaro

(segue su AREA3new n°118 aprile 2021)

L’Associazione Calcio Sambonifacese compie 100 anni

Il Covid non rovinerà la festa che sarà festeggiata entro fine anno

SAN BONIFACIO – È toccata anche alla più storica piazza dell’est veronese raggiungere il traguardo delle 100 candeline. Un lungo secolo in cui lo sport veronese ha saputo anche essere rappresentato da una piazza così prestigiosa come San Bonifacio. Un secolo di sport che ha attraversato la storia di una realtà sorta e retta grazie alle aziende che l’hanno resa così inossidabile nonostante la crisi e nonostante il periodo più buio della propria nascita.
Una storia calcistica passata per due guerre mondiali, poi la ricostruzione, il
boom economico, la crisi, fino ad arrivare ai giorni nostri in tempo di Covid.
«Spegnere 100 candeline è un traguardo che merita un palcoscenico degno di questa piazza», spiega Alberto Castagnaro, storico dirigente degli anni d’oro e fautore di un comitato sorto in questi mesi proprio dedicato ai festeggiamenti. Festeggiamenti che verranno, per circostanze di cose, rimandate a quando si potrà.

di Federico Vaccari

(segue su AREA3news n°117 marzo 2021)

Lavori pubblici al via per il capoluogo e le frazioni

Deliberato durante l’ultimo consiglio comunale, il 29 luglio il programma di interventi per il prossimo triennio. Attualmente in corso una serie di lavori pubblici nel territorio del capoluogo e delle frazioni. 

La riqualificazione della zona lungo il ponte della Motta, già iniziata alla fine del mese scorso ed interrotta per la sagra di Sant’Abbondio è terminata proprio pochi giorni fa. Dopo i lavori di recupero del parco, anche la strada si è rifatta il look con la posa del nuovo porfido in entrambi i marciapiedi e la collocazione di ventidue pilottini salva pedoni per impedire alle auto di salire sui nuovi marciapiedi. È stato pavimentato anche il tratto di venticinque metri nell’incrocio tra l’ingresso del parco e via Castello. Il costo complessivo dell’intervento…

di Valentina Carlassara

(segue su #AREA3news n°100 settembre 2019)

Ciao Lele, non ti dimenticheremo mai

«Tu sei stato per noi un tifoso, un amico e il padre di una grande famiglia, Purtroppo, come un soffio di vento te ne sei andato, lasciando un vuoto enorme». È solo una parte del saluto commosso, smarrito, tristissimo che i giocatori della prima squadra hanno rivolto durante le esequie del 12 luglio a Daniele “Lele” Billo, uomo tuttofare del Locara calcio, «cuore pulsante, esempio vivo di valori quali il sacrificio, la gioia e il rispetto». Lele è mancato all’improvviso per gli effetti di un grave attacco d’asma – malattia di cui soffriva da tempo ma della quale non si era mai lamentato in pubblico – il 6 luglio, ad un mese dal ritiro con la squadra che lui considerava la sua vacanza. Perché sebbene Lele avesse una famiglia che amava, il padre Giocondo e i fratelli Davide e Michela, la sua seconda famiglia era il campo da calcio in via Negri, a Locara. Saliva in auto e si recava al campo tutti i pomeriggio, una volta tornato dal lavoro. Tagliava l’erba…

di Paola Bosaro

(segue su #AREA3news n°100 settembre 2019)

La solidarietà de “I Quaderni di Coalonga”

Pesentato l’ultimo volume de “I Quaderni di Coalonga”. La storica pubblicazione è arrivata sabato 27 luglio al Chiosco di Coalonga a presentare il numero 30.2. 

I Quaderni di Coalonga da trentadue anni raccolgono testimonianze e ricordi dei sambonifacesi. Ogni anno il volume è atteso dalla cittadinanza che vuole rivivere, tra le pagine dei Quaderni, i suoi anni più belli, nei quali per essere felici…

di Valentina Carlassara

(segue su #AREA3news n°100 settembre 2019)