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È Soave il borgo più bello d’Italia 2022

Per la prima volta un paese veneto si aggiudica il prestigioso titolo di “Borgo dei Borghi” del programma Rai 3 Kilimangiaro 

Una meritata vittoria quella di Soave, perla del veronese per natura, paesaggi, l’eccellente vino ed il suo castello: il suo borgo è, per l’edizione 2022 del concorso di Kilimangiaro, il più bello d’Italia. 

Il paese si è aggiudicato il titolo del noto programma di turismo e viaggi condotto da Camila Raznovich, battendo sul “podio” Millesimo (Savona) e Castelnuovo Piandiscò (Arezzo). Erano 20 i borghi in gara. 

Nel video che ha permesso a Soave di vincere Andrea D’Angelo, Maddalena Peruzzi della cantina di Soave, la storica d’arte Marianna Ambrosini, la guida equestre Lorenzo Costa e la sommelier Perla Soriato: in chiusura il bacio di una coppia di soavesi che ha festeggiato il proprio 52° anniversario di matrimonio. 

«Soave ha ora un riconoscimento prestigioso che ci impegna tutti ancora di più nella conservazione e valorizzazione del nostro meraviglioso borgo, per noi che ci viviamo e per i turisti che vengono a visitarlo» afferma Gaetano Tebaldi, Sindaco di Soave. Il paese è infatti esempio di convivenza ed equilibrio di bellezze storiche e paesaggistiche e produzione vitivinicola di qualità. 

di Giuliana Corsino

continua su AREA3news n130 di maggio 2022

Quando la cultura crea turismo

SOAVE – Anche quest’anno, per quattro giorni, Soave è stata “La città del libro e della cultura”, una manifestazione che ha portato nel borgo medioevale di Soave migliaia di appassionati della lettura e autori di rilevanza nazionale per presentare le loro nuove opere letterarie. Nomi di spicco come, tra gli altri, Veronica Pivetti, che ha presentato il suo libro “Mai All’altezza”, Don Antonio Mazzi, con la sua recente pubblicazione “Spinocchio”, Alan Friedman, Luca Bianchini, Mario Giordano, Vittorino Andreoli, Paolo Crepet, solo per citare alcuni autori che hanno partecipato alla quattro giorni letteraria organizzata dall’Associazione “Le Botteghe di Soave”. Abbiamo avvicinato un soddisfatto Luigino Mericiani, Presidente dell’associazione, per chiedergli un bilancio della manifestazione 2017.  «Bilancio molto positivo, nel senso che la manifestazione sta crescendo sempre di più, sta acquistando una visibilità ormai nazionale, abbiamo ricevuto i complimenti da tutti gli uffici stampa, da tutti gli autori che sono intervenuti, grande partecipazione di pubblico e quindi credo che siamo sulla strada giusta per andare veramente verso alti livelli per quanto riguarda le manifestazioni letterarie».

Anche quest’anno ospiti d’eccellenza: quanto è difficoltoso riuscire ad organizzare una manifestazione come questa che porta a Soave autori importanti accontentando tutte le fesce di età?

«è molto difficoltoso, perché non è una manifestazione che si protrae per giorni o un mese come fanno tanti… alcun…

di Massimo Abate

(segue su AREA3 n°76 -maggio 2017)

Il paese dei Presepi

Anche quest’anno grande partecipazione di pubblico fin dai primi giorni per la classica rassegna “Soave, il Paese dei Presepi”, che si terrà fino al 15 gennaio 2017. Molti sono i presepi che si possono ammirare lungo il centro storico, all’interno delle botteghe di Soave. Proseguendo in piazza Mercato dei Grani si trova il “Grande Natale dei Piccoli” della suola materna. Stupendo poi il “presepio della tenerezza” nella chiesa parrocchiale e l’installazione “Luce in famiglia” del gruppo Soave in arte nel cortile di Villa Scrinzi. Lungo via Castello, a pochi passi, all’interno della chiesa di Santa Maria dei Domenicani, da ammirare la mostra curata dalla Pro Loco con “Il Presepio nella cultura e nell’arte”, che raccoglie molte opere artigianali e quest’anno sono state coinvolte…

di Massimo Abate

(segue su AREA3  n°72 – gennaio 2017)

Cioccolato in festa e cultura

cioccolato-in-festa-soave-03Un week end all’insegna della dolcezza quello proposto da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2016 presso il borgo medievale di Soave, che anche quest’anno ospiterà maestri cioccolatieri di tutta Italia per l’edizione 2016 di “Cioccolato in festa”, che sarà accompagnato dal vino Recioto di Soave. Ricco il programma di manifestazioni che inizierà venerdì 7 ottobre alla Chiesa dei Padri Domenicani dove sarà aperta la mostra collettiva a cura del gruppo di artisti dell’associazione “Xearte” di Padova. Per tutto il giorno tra via Roma e Piazza Marogna, stands di esposizione e vendita di Cioccolato dai Maestri Cioccolatieri e dalle 19 in Piazza Mercato dei Grani apertura del chiosco degustazione vini a cura della Pro Loco di Soave. In serata a seguire concerto del corpo bandistico “Mons. L. Aldrighetti” di Soave, diretto dal Maestro Francesco Caliari. Il programma prosegue poi con la giornata di sabato 8 ottobre con le aperture degli stand dei Maestri Cioccolatieri già dalle 10 del mattino. Presso la Sala Civica si potrà ammirare la Mostra personale dell’artista Valentina Azzini a cura del Circolo Arci “Fuori Nota”, in collaborazione con Francesca Martinelli e il gruppo “Arte in Parco”. Nel pomeriggio ….

 

 di M.Abate

 

(segue su AREA3 n°69-ottobre 2016)

PRIMA BIENNALE DI SCULTURA “CITTÀ DI SOAVE”

Soave_1Biennale (3)L’estate è iniziata e a Soave è in arrivo un caldissimo luglio ricco di eventi: spettacoli di musica live e teatro gratuiti in piazza Mercato dei Grani, cinema all’aperto a Parco Zanella, mostre di pittura ed arte gratuite nella chiesa dei Domenicani e a Palazzo del Capitano. Tanto per cominciare, per un mese Soave diventa la capitale della scultura contemporanea e un laboratorio dell’arte scultorea di livello nazionale, con la presenza di nomi dell’intaglio, della fusione e dello scalpellino. La vulcanica associazione Botteghe di Soave, sempre pronta a lanciarsi in nuove avventure e proposte, promuove da oggi a domenica 17 luglio la prima Biennale di scultura «Città di Soave», che si svolgerà nel borgo medioevale. La cittadina murata sarà invasa da opere che si potranno ammirare nel cortile e nella Sala delle feste di Palazzo del Capitano (sede municipale), in via Camuzzoni, ma non solo. Alcune sculture saranno dislocate anche nelle cantine del centro storico per creare un percorso d’arte itinerante. Le cantine che collaborano al progetto e hanno concesso spazi espositivi sono: Cantina del Castello, Cantina Coffele e Cantina Pieropan. Le opere al loro interno saranno visibili nell’orario di apertura delle rispettive cantine. A Porta Verona inoltre, quale simbolo di questa prima biennale, sarà installata una grande scultura rappresentante un cavallo, opera della scultrice Sabrina Ferrari. Il nome di questa realizzazione è “Freedom”. Gli artisti partecipanti a questa prima biennale soavese sono: Alba Gonzales di Roma, presente con le sue sculture in marmo, in pietra, in bronzo con fusione a cera persa; Sabrina Ferrari di Verona, che porterà in mostra le sue opere in bronzo; Francesco Triglia di Milano, scultore di materiali diversi come il marmo, il legno e la fusione in bronzo e Sergio Capellini di Verona, presente a Soave con le sue sculture di tipo figurativo in bronzo e in altri materiali. Le grandi opere esposte nel cortile di Palazzo del Capitano saranno visibili tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30. Le opere collocate invece nella sala delle feste si potranno visitare di sabato e di domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. L’ingresso all’esposizione è libero. La biennale di scultura conta sui patrocini di Comune di Soave, Pro loco di Soave ed ufficio turistico Iat dell’Est Veronese, con il sostegno tecnico per le fusioni della Fonderia Artistica Guastini di Gambellara (Vicenza).

di Marco Ongaro

Festa Medioevale con “el vin de lo feudo”

Soave festa vino2_16 copiaMedioevo e Vino esaltano all’unisono Soave, nel 3° fine settimana di Maggio. Con i giochi medievali gli arcieri, i cavalieri e gli sbandieratori, la rassegna sui mestieri antichi, il corteo in costume, l’investitura della Castellana nella storica roccaforte scaligera si fa sempre un tuffo nel passato. Un mirabile banchetto medievale tra musici e giullari regala emozioni d’altri tempi a Porta Verona durante l’inaugurazione delle numerose manifestazioni. “Le cure de salchi, trincianti, credenzieri, cappieri, cuochi, paggi et servitori” si offrono ai commensali per far loro gustare “antiche et speziale vivande cum sapiente et dosata degustazione de lo soavissimo vin de lo feudo”. L’arazzo medievale soavese si è impreziosito di altri momenti di festa sino alla suggestiva investitura delle Castellane e degli Spadarini dell’Imperial Castellania di Suavia, l’unica confraternita enoica femminile composta di illustri donne del mondo della cultura, dello spettacolo. La sera del venerdì è stato allestito il banchetto medioevale. Gli ospiti sono stati accolti dalle dame e dai signori di corte, con rulli di tamburi, spettacolari scenografie di mangiafuoco, intermezzi teatrali e musicali. Nella serata di sabato ha avuto inizio la vera e propria rievocazione storica, in via Roma: musici e giullari hanno aperto le danze, mentre figuranti e personaggi storici sfilavano per il centro di Soave dove si è potuto curiosare anche tra i banchi di artigiani e mestieri del mercato medioevale. Ad arricchire il programma altri spettacoli e attività per tutta la famiglia: dall’esibizione equestre ai numeri acrobatici, dalla gara di tiro con l’arco alle passeggiate a cavallo per la città. Le giornate della Festa medioevale sono state condite da gustose degustazioni di prodotti tipici del territorio, con la presenza dei migliori chef, e della produzione delle cantine vinicole sparse lungo la Strada del vino Soave. Il bianco nettare delle colline venete è stato protagonista indiscusso degli aperitivi, in vari momenti, con l’apertura della Fontana del Vino. Mostre ed esposizioni d’arte hanno completato le iniziative di questa grande celebrazione, insieme a laboratori e giochi per i più piccoli. Un altro momento clou della festa è stato l’antico Palio delle Botti, il pomeriggio della domenica: le contrade di Soave si sono sfidate in una emozionante competizione per conquistare la spada del “Protettore delle Terre del Soave”.

di Maurizio Pilon

SOAVE, CITTÀ DEL LIBRO E DELLA CULTURA

di Marco Ongaro

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In occasione della festa del libro e del diritto d’autore, l’associazione Botteghe di Soave, in collaborazione con il Comune di Soave e Pro Loco Soave, organizza la terza edizione della rassegna culturale “Soave Città del Libro e della Cultura”, al fine di divulgare la cultura e la passione per i libri e di rendere Soave un paese affascinante anche per questo aspetto. L’edizione 2016, che si è svolta dal 21 al 24 aprile, ha dedicato ai più giovani numerosi incontri con gli autori, laboratori didattici e animazioni alla lettura negli spazi appositamente dedicati presso Parco Zanella e Palazzo del Capitano (Sede Municipale). Agli adulti sono stati rivolti gli incontri con gli autori presso la Chiesa dei Padri Domenicani e piazza Mercato dei Grani. Durante la rassegna sono state riproposte la “Passeggiata degli Aforismi” lungo via Camuzzoni, e le “Soste Letterarie” lungo via Roma e corso Vittorio Emanuele II, grazie alle quali i visitatori hanno potuto dedicare qualche minuto alla lettura personale. Sono attesi molto attesi anche i giornalisti Paolo Mieli e Mario Giordano domani a «Soave, Città del lbro e della cultura». Giordano torna dopo l’exploit dello scorso anno, quando parlando de La Casta fece il tutto esaurito in piazza Mercato dei Grani. Oltre a giornalisti di un certo calibro, sono stati ospiti scrittori molto celebri, tra cui Sveva Casati Modignani e Mariapia Veladiano.

Festa Medioevale del Vino Bianco: è record di presenze

Soave ha qualcosa di magico e di incredibilmente poetico. Lasciatemelo dire: non è solo un bel paese, con una storia affascinante. Soave è molto di più. Alcune volte, in lontananza, il castello con le sue mura, il borgo medievale e quelle colline verdi sembrano un’apparizione, un sogno, una fiaba.

La Festa Medioevale nel mese di maggio e la Festa dell’Uva nel mese di settembre, non sono che l’inchino dei soavesi al cospetto di tanta bellezza. Un doveroso, spontaneo ed entusiastico inchino di gruppo. «La Festa Medioevale del Vino Bianco – spiega Demetrio Viviani, presidente della Pro loco – è recente rispetto alla manifestazione di settembre. È nata come Festa del Vino agli inizi del Novecento poi si è interrotta fino agli anni ’80. Negli anni ’90 è diventata anche “medioevale”».

Ecco perché durante questa festa ogni anno per le vie del paese si riversano nobili, cavalieri, scudieri, dame, giullari, artisti di strada, suonatori e sbandieratori, che danno vita a una coloratissima festa ricca di appuntamenti e iniziative. Dalla pesca di beneficenza organizzata dai giovani della parrocchia, alla fontana del vino. Dalle visite guidate all’investitura delle Castellane e Spadarini. Dall’Isola del Gusto all’area eno-gastronomica del Circolo Noi, al Banchetto medioevale. Dal mercatino dell’antiquariato alle mostre d’arte, al Palio delle Botti, a molto altro ancora.

«Negli anni questa manifestazione è cresciuta tantissimo – continua Demetrio Viviani – e nell’edizione appena conclusa abbiamo registrato il record di presenze, anche grazie al sole che ha baciato tutte e quattro le giornate. Il Comune e la Pro loco sono molto soddisfatti dell’esito».

 

Patrizio Viviani: sopravvissuto a una valanga

Incontriamo Patrizio Viviani, scialpinista di 53 anni, nel suo appartamento di Soave, 20 giorni dopo l’incidente in montagna, se così si può definire quello che gli è capitato. E scopriamo quanto può essere sottile il confine tra “tragedia” e “miracolo”, sottile come uno strato di neve, come un soffio di vento gelido, come un raggio di sole in quota. E Patrizio è a tutti gli effetti vivo per miracolo. Ne sono state dette e scritte di tutti i colori, noi ci siamo fatti spiegare dettagliatamente ogni cosa dal diretto interessato e abbiamo persino visto il video dell’incidente. Sì perché quella di Patrizio è una storia doppiamente incredibile: non solo è sopravvissuto a una valanga, ma c’è addirittura il video dell’accaduto perché l’alpinista che era con lui stava facendo delle riprese. Provate a immaginare la scena: tre uomini su una cresta, giornata stupenda di quelle che tolgono il fiato. Sole, cielo terso, neve candida. Sembra il paradiso. Invece è l’inferno. Ma andiamo con ordine.

Martedì 25 febbraio, Patrizio va in Val di Breguzzo, in Trentino a fare scialpinismo. Con lui ci sono il famoso alpinista leoniceno Mario Vielmo, suo carissimo amico, e un terzo compagno di avventure. Condizioni climatiche buone, perfetta forma fisica, tanta neve: forse troppa, con il senno di poi. I tre conquistano cima Agosta e verso mezzogiorno si preparano alla discesa.

Raccontaci tutto dall’inizio:

«Abbiamo iniziato a scendere seguendo la nostra stessa traccia di salita. Mario (Vielmo, ndr) che aveva la videocamera fissata sul casco è partito per primo, io per secondo, chiudeva la fila il terzo compagno. Ricordo che stavamo parlando delle condizioni della neve. È stato un attimo: all’improvviso si è aperta una frattura nel manto nevoso. Mi è mancato il terreno sotto i piedi e ho iniziato a precipitare nel vuoto. Si è staccato solo il pezzo di cresta su cui ero io, i miei compagni non sono stati coinvolti».

Ti sei reso conto di quanto accadeva?

«Sì, mi sono sentito cadere, un interminabile salto verticale nel vuoto, sfiorando le rocce della parete. Ricordo di aver mosso le braccia nel vano tentativo di rallentare la caduta. Attimi eterni: aspettavo lo schianto che mi avrebbe ucciso. L’atterraggio è stato violentissimo, il colpo è stato talmente forte che mi è mancato il fiato: ho sentito il dolore entrarmi dentro, è difficile da descrivere. Poi ho iniziato a rotolare dentro alla valanga, a lungo. Alla fine mi sono ritrovato fermo, sotto chissà quanta neve. Tutto bianco intorno a me. Ricordo di aver pensato: “È la fine. Quanto sarà doloroso morire così?”».

Come hai fatto a salvarti?

«C’è stato un boato all’interno del manto nevoso, probabilmente una seconda valanga. Mi sono sentito spingere con forza e ho ripreso a rotolare. Alla fine mi sono ritrovato a valle, con la testa fuori dalla neve. Credo che la mia salvezza sia stata proprio la seconda scarica di neve, che mi ha riportato in superficie».

Hai perso i sensi?

«No, anzi ho fatto una ricerca con l’Artva per capire se anche i miei compagni erano stati coinvolti dalla valanga, ma non c’era nessuno. Ero molto dolorante, avevo freddo ma sentivo una strana sensazione di calore dentro: era l’emorragia interna che si propagava. In quel momento sono arrivati i miei compagni, che nel frattempo avevano chiamato il 188, e poco dopo l’elicottero che mi ha portato al S. Chiara di Trento».

Cosa hai pensato quando ti sei reso conto di essere vivo?

«Non ci credevo. Mi sono voltato a guardare la montagna dalla quale sono precipitato e ho realizzato che erano almeno 300 metri di dislivello. Non potevo credere di essere vivo. Pensate che dopo una caduta del genere avevo ancora gli occhiali da sole addosso. Sembra fantascienza, ma è realtà».

Quali erano le tue condizioni fisiche dopo la caduta?

«La mia paura più grande era di aver lesionato in qualche modo la colonna vertebrale. Al S. Chiara di Trento mi hanno fatto tutti i controlli ed è emerso che il “telaio” era a posto, ma avevo svariate emorragie interne. Sono stato operato per 4 ore e poi sono rimasto 9 giorni in ospedale. Adesso, a distanza di quasi un mese, sono ancora dolorante, ma con il tempo dovrebbe rientrare tutto».

Dopo questa disavventura chiuderai il capitolo scialpinismo?

«Sì…per quest’anno!»

IL COMMENTO DI MARIO VIELMO

«Io e Patrizio siamo amici da tantissimi anni, quando l’ho visto cadere è stato senza dubbio uno dei momenti più brutti della mia vita. Ero perfettamente consapevole che sotto di lui c’erano almeno 100 metri di roccia e poi il canale: sopravvivere era praticamente impossibile. Mi sono aggrappato con tutte le forze a un sottilissimo filo di speranza e mi sono concentrato sui soccorsi.

Dopo aver chiamato il 118, sono sceso a valle per cercarlo: quando in lontananza ho visto che era in piedi mi sono sentito rinascere. Ha avuto senza dubbio una fortuna incredibile!»

L’APPELLO DI PATRIZIO VIVIANI

«Mi rivolgo a tutti gli appassionati di montagna: andate solo con amici esperti nella ricerca di sepolti in valanga e in grado di prestare i primi soccorsi. Non basta comprarsi l’Artva, bisogna saperlo usare, soprattutto in condizioni di pericolo estremo, quando serve un sangue freddo non comune. La montagna non è per tutti e spesso non perdona. Io sono stato miracolato, ma basta leggere i giornali per capire che di solito le cose non vanno così».

 

 

Dopo il tribunale, chiude i battenti anche l’ufficio del Giudice di Pace

Secondo quanto disposto dal Decreto Legislativo 7 settembre 2012, n. 155 “Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, il tribunale di Soave è stato chiuso. La legge prescrive infatti di accorpare le sedi giudiziarie periferiche a quelle centrali, vale a dire, in questo caso, al tribunale di Verona. «Non abbiamo potuto farci niente – spiega il sindaco Gambaretto – per quanto riguarda invece il Giudice di Pace, c’era la possibilità di mantenere aperto l’ufficio, con una delibera di tutti i Comuni che fanno parte del nostro mandamento, se avessero accettato di accollarsi le spese. Ho mandato una comunicazione a tutti i sindaci interessati, ma hanno risposto che non è loro interesse mantenere aperta la sede di Soave, a queste condizioni. Quindi, dal momento che il territorio non ha dimostrato interesse, il 30 aprile Giudice di Pace cessa di operare negli uffici di Soave. Il Comune non può pensare di rimetterci l’affitto di un locale per il quale non ha mai percepito nemmeno un euro dal Ministero né tantomeno di accollarsi tutte le altre spese». I consiglieri di minoranza di Alternativa Civica, dal canto loro, si dicono indignati e chiedono quale sarà la nuova destinazione di questi immobili. «È evidente che sul piano politico Soave non conta più nulla – dichiara il Consigliere di minoranza Matteo Pressi – l’intero Est Veronese è ormai ridotto al rango di periferia ininfluente e dimenticata da tutti. Speriamo almeno che a nessuno venga in mente di vendere o, per meglio dire, svendere il patrimonio immobiliare di Soave. Penso che il sindaco abbia il dovere di esporre in pubblica assemblea le idee dell’amministrazione per sentire cosa propone la cittadinanza. Noi riteniamo che sarebbe una buona idea trasferire negli uffici rimasti vuoti le sedi delle società di cui il Comune è socio, Unicoge e Uniservizi, che pagano ingenti affitti in quel di San Bonifacio». Pronta la risposta di Gambaretto: «Faremo delle valutazioni a 360 gradi, tenendo in considerazione non solo questo, ma tutti gli immobili di proprietà del Comune, perché potrebbe risultare conveniente vendere, in modo da avere i soldi per sistemare altri stabili che hanno bisogno di manutenzione e che possono essere impiegati a beneficio della comunità. D’altro canto, se arrivasse un’offerta di affitto congrua, potremmo anche pensare di affittare: come dicevo, bisognerà valutare».

 

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