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Sagra di Casetta rinviata a novembre. Sarà in “esilio” a Veronella

A Casetta si celebra la messa ma non si organizza l’annuale sagra di Santa Teresa. Grande partecipazione, lo scorso 3 settembre, alla celebrazione solenne per la patrona della località fra San Gregorio ed Arcole, Santa Teresa. 

È stato un momento di aggregazione importante per la comunità e un modo per i volontari dell’associazione “Area verde” di fare il punto sulla situazione sagra, temporaneamente in stand by, fintanto che il gruppo non avrà i mezzi per tornare nel cuore del quartiere ad accogliere le famiglie desiderose di incontrarsi e di divertirsi in compagnia. 

Ad agosto l’area verde di Casetta, vero polmone e centro nevralgico della località, è stata rimessa a nuovo dal Comune con la realizzazione di una nuova zona per il fitness di giovani ed adulti. Grazie ad un investimento di 28.500 euro, di cui 20mila erogati dalla Regione, la ditta «Stebo Ambiente» di Gargazzone (Bolzano) ha collocato cinque postazioni per esercizi ginnici, tra cui le parallele, una bicicletta da palestra, un attrezzo per trazione e una canoa per addominali. Inoltre, è stata risistemata la piastra del campetto da basket con nuovi tabelloni e nuovi canestri. 

Nessuna struttura, però, è stata montata dal Comune per ospitare una sagra. 

E i volontari di Casetta hanno spiegato chiaramente ai loro concittadini di non avere le forze – soprattutto economiche – per mettere in piedi da soli una manifestazione.

Per spiegare meglio i motivi della mancata organizzazione della sagra di Santa Teresa, il gruppo di volontari della Casetta ha distribuito un volantino casa per casa. L’associazione ha preso in causa l’amministrazione comunale. Una delle difficoltà maggiori, infatti, è imputata dal gruppo di volontariato all’assenza di un luogo fisso dove poter collocare attrezzature e materiale necessari per la cucina e l’accoglienza dei visitatori. «La demolizione da parte del Comune della nostra sede, che avrebbe dovuto essere messa a norma, ha generato grosse difficoltà», hanno scritto i volontari. 

50 anni di attenzione ai bimbi e alle famiglie

La scuola dell’infanzia “Bambino Gesù” spegne le candeline e inaugura l’ascensore

Tre feste in una, lo scorso 19 settembre, alla scuola dell’infanzia «Bambino Gesù» di Veronella. A partire dalle 9, amministratori comunali, ex sindaci di Veronella e membri del Comitato di gestione, educatori e bimbi della scuola materna hanno preso parte ad una cerimonia per celebrare i 50 anni dell’edificio in via Ottavia Fontana, fatto costruire dal sindaco Delfino Corso con la collaborazione del Consorzio Zerpano Adige Guà, i 20 anni dell’asilo nido integrato “Primi Passi” e la messa in funzione del nuovo ascensore che conduce proprio al nido, collocato al primo piano della struttura. La festa, allietata dal Corpo bandistico di Veronella e dai bambini della materna, è stata anche il modo per che riaffermare il grande significato che ha avuto l’a scuola dell’infanzia per le famiglie veronellesi. In prima fila tra i partecipanti anche la vicesindaco Laura Gini, per tanti anni presidente della materna di Veronella. Cinquant’anni fa, nel 1971, l’allora sindaco Delfino Corso inaugurò la nuova scuola materna, che a Veronella esisteva già dal 1911. Corso è morto 25 anni fa per un infarto improvviso in casa, all’età di 78 anni, dopo che aveva guidato il paese per 11 anni…

di Paola Bosaro

continua su AREA3NEWS n123 di ottobre 2021

La famiglia Lanatà e il loro riscatto sui social

Leonardo Lanatà, Giulia Malesani e i loro tre bambini sono la “Not ordinary family” della Bassa Veronese. Sono seguitissimi sul canale Youtube, sui network Instagram e Tik Tok con i loro sketch, le benevole schermaglie di coppia, le situazioni comuni a molte famiglie, le gaffe, le piccole grandi conquiste. Non amano l’accostamento con la più celebre famiglia social dei “Ferragnez”, eppure stanno facendo numeri da capogiro. Sono seguiti costantemente da 145.000 followers su Instagram, da 77.000 su Tik Tok, e da 15.000 su Youtube. Ma non è tutto. Il video della nascita del loro terzogenito Levi, intitolato “Arrivi tu”, ha raggiunto milioni di visualizzazioni…

di Paola Bosaro

continua su Area3News  n.122 di settembre

Due comunità in lutto per la morte di Paolo Adami e Giorgio Rezzadore

Due drammi in un solo giorno. Il 16 maggio 2019 sarà ricordato come una giornata funesta per il Comune dell’Adige Guà. Tra il pomeriggio e la notte si sono verificati i decessi di due cittadini molto conosciuti e amati dalle comunità di San Gregorio e di Veronella. 

Una morte è stata improvvisa e inaspettata, la seconda, invece, è stata causata åda una grave malattia che in otto mesi ha divorato la vita di un uomo. 

Nel pomeriggio del 16 maggio, in un’azienda agricola nelle campagne di Bonaldo di Zimella, il cinquantenne Paolo Adami, titolare assieme al fratello Piero di una società agricola in via San Martino 555, è morto durante alcune operazioni di manutenzione di un attrezzo agricolo. Entrambi i fratelli stavano controllando il braccio meccanico di un sollevatore telescopico – quello che in gergo è chiamato merlo – e avevano disattivato il sistema di azionamento idraulico per poter lavorare più agevolmente. 

Forse per una disattenzione, o per un errore di calcolo o, semplicemente, per un insieme di elementi sfavorevoli il braccio meccanico libero dai meccanismi che solitamente lo trattengono è piombato…

La notte del 16 maggio se n’è andato anche un altro uomo umile e sorridente, Giorgio Rezzadore. Rezzadore, 62 anni, ex stopper della “vecchia” società “Aurora” di Veronella aveva un tumore che nonostante le cure non gli ha lasciato scampo. È un annus davvero horribilis questo per Veronella…

di Paola Bosaro

(segue su #AREA3news n98 giugno 2019)

I primi dieci anni della “Scuola Rossi” dopo la morte del suo fondatore


Abbiamo intervistato Francesca Repele che ha raccolto la difficile eredità del maestro Elido Rossi, fondatore di una scuola d’arte popolare, una piccola accademia di paese che potesse avvicinare grandi e piccini, poveri e ricchi all’affascinante mondo della pittura. La “Scuola Rossi” diretta da Repele, che è stata ex allieva di Elido, celebra quest’anno i suoi primi 10 anni di attività, con molte conferme e qualche bella novità.

Quando è nata la “Scuola Rossi” e perché?

«La Scuola Rossi è nata 10 anni fa. Ho deciso di prendere in mano la gestione del corso lasciatomi in eredità dal maestro Elido Rossi.  Dopo la sua morte, ho continuato il corso così come lui lo aveva impostato negli anni ‘80. Il corso di pittura di Elido era nato dalla pura passione di trasmettere l’arte agli altri. Adulti o bambini che fossero. Lui aveva una formazione accademica e, una volta trovata la stabilità economica, decise di insegnare pittura vicino a casa, a Veronella».

di Paola Bosaro

 

(segue su #AREA3news n°88 lug-ago ’18)

Come eravamo 1920 – 1970

Di Paola Bosaro

Come eravamo 1920

Centinaia di visitatori alla prima edizione (si sta già pensando di riproporla alla Festa del Carmine e a San Gregorio) della mostra fotografica «Come eravamo 1920-1970», proposta alla seconda festa della verza moretta dai volontari di “Salviamo Corte Grande”. Sono state più di 80 le foto d’epoca esposte, suddivise in quattro sezioni, dedicate ai lavori, alle feste e cerimonie, alla vita pubblica e familiare di 50 anni del Novecento veronellese. «La coltivazione della verza moretta era diffusa a Veronella già al termine del 1800 e di sicuro nel periodo di riferimento della mostra», ha spiegato Romano Prando, storico del Comitato. «È stata un’importante fonte di reddito per le famiglie locali, sia per il cuore dell’ortaggio che veniva mangiato o venduto, sia per le foglie più esterne, grandi, verdi e fresche, che erano usate per l’alimentazione del bestiame della stalla e del cortile. La verza inoltre, poiché matura in pieno inverno, era l’unica fonte di foraggio fresco per gli animali di casa.

Leggi l’articolo integrale sul Area3 in edicola.

LA “LOCANDA VERONELLA” HA CHIUSO I BATTENTI

VERONELLA_locanda veronella2Bye bye Locanda Veronella. Il 31 dicembre scorso ha chiuso i battenti dopo quasi cinquant’anni di attività l’albergo ristorante Veronella, in via Borgo, un vero e proprio simbolo del paese. Spinti un po’ dalla crisi e un po’ dalla fatica di mandare avanti un’attività impegnativa ad un’età non più giovane, i proprietari Luciana Farinazzo e Richelmo (per tutti Sergio) Facchin, marito e moglie nella vita, hanno deciso di cessare l’attività, tra l’amarezza e il dispiacere di chi aveva apprezzato finora le loro doti umane e la loro professionalità. Il locale, infatti, era noto soprattutto per la genuinità delle pietanze preparate dai coniugi artigianalmente.