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Auguri al presidente Bertolaso, al timone dell’omonima azienda dal 1953

Al presidente della Bertolaso spa gli auguri dell’onorevole Alberti Casellati. Il 95esimo compleanno di Luigino Bertolaso, patrono dell’industria di Zimella, leader mondiale di sistemi per l’enologia e l’imbottigliamento, è stato una festa corale e prestigiosa. Corale perché vi hanno preso parte i familiari di Luigino, la moglie Luisa e le tre figlie Antonietta, Cristina ed Elena, oltre ai 200 dipendenti della fabbrica. 

Prestigiosa perché hanno partecipato alla festa il presidente della Provincia di Verona Manuel Scalzotto, i sindaci di Zimella Sonia Biasin e di Lonigo (Comune dove l’imprenditore risiede) Pierluigi Giacomello…

continua su Area3news di luglio-agosto n.121

di Paola Bosaro

La protesta degli ambulanti davanti al municipio

La protesta dei commercianti coinvolge anche la categoria degli ambulanti. Lo scorso 3 maggio, mentre in molti centri del Basso veronese i negozianti chiedevano al Governo italiano di rivedere la decisione sulla proroga della chiusura delle attività, anche i titolari di banchi di abbigliamento ed altra merce non alimentare di Zimella sono scesi in piazza per far sentire il loro grido d’aiuto.  

Rigorosamente distanziati l’uno dall’altro, con mascherina e guanti, una sessantina di commercianti del Comune di Zimella si sono dati appuntamento, il 3 maggio a mezzogiorno, per «far risuonare un’ultima volta le chiavi delle nostre attività prima della lenta agonia che rischia di condannarci tutti alla chiusura», hanno detto. Ogni esercente stringeva in mano un cartello che evidenziava la propria tipologia di attività oppure riprendeva lo slogan lanciato in quei giorni pre Fase 2 da molti negozianti ed artigiani della provincia: «Per noi NON andrà tutto bene». 

A vigilare che la protesta si svolgesse senza infrangere le regole anti Covid c’erano gli agenti della polizia locale dell’Unione, i volontari dell’Associazione nazionale carabinieri e una pattuglia dei carabinieri di Cologna.

La situazione commerciale di Zimella, così come quella del vicino Comune di Veronella, è particolare. Pur non avendo molti negozi, infatti, il paese può vantare la presenza di numerosi di ambulanti che partecipano ai mercati di piccoli e grandi Comuni del Vicentino, del Veronese e del Padovano. 

La categoria degli ambulanti sta soffrendo come e più delle altre, anche perché non sa ancora quali saranno le indicazioni per riaprire le proprie bancarelle. Negli ultimi giorni sono ripartiti alcuni mercati settimanali, ma i banchi ammessi sono soltanto quelli dei prodotti alimentari. Per l’abbigliamento, le calzature, l’intimo, i giocattoli, i casalinghi e l’oggettistica in generale non è ancora giunto il via libera alla riapertura. Senza la presenza di personale che controlla sarà difficile verificare che non si creino assembramenti, specie nei mercati più grandi. Nel Comune di Zimella i commercianti sono 144. Di essi, gli ambulanti sono ben 89, pari al 62 per cento. Accanto a loro hanno partecipato al sit in anche baristi, estetiste e parrucchieri.

«Non chiediamo sussidi», ha spiegato Andrea Benin, referente di zona degli ambulanti. «Desideriamo regole certe per ricominciare a lavorare. Il nostro è un grido di allarme che ci auguriamo venga ascoltato da chi occupa le stanze dei bottoni. Il mestiere dell’ambulante è molto particolare: per noi il cliente è una persona di famiglia, ne conosciamo il nome, le abitudini, i gusti, le necessità. Per questo non metteremmo mai a repentaglio la vita di un cliente. Sappiamo quanto la sicurezza e la salute siano fondamentali in questo momento e siamo disposti ad adottare tutte le precauzioni richieste». Fortunatamente una decina di giorni dopo è arrivato il via libera dal premier Conte per la riapertura delle attività commerciali. 

Subito dopo il lockdown per il Coronavirus, alcuni ambulanti hanno provato a consegnare i prodotti a domicilio, però la maggior parte dei proprietari dei banchi ha faticato a lavorare, sia per i problemi di rifornimento che per il fatto di essere quasi sconosciuti nel proprio Comune di residenza. «Bisogna sempre ricordare che le nostre attività sono parte integrante del tessuto sociale», ha continuato Benin. «Noi contribuiamo a tenere la comunità unita, fiduciosa e solidale», ha concluso.

di Paola Bosaro

Due comunità in lutto per la morte di Paolo Adami e Giorgio Rezzadore

Due drammi in un solo giorno. Il 16 maggio 2019 sarà ricordato come una giornata funesta per il Comune dell’Adige Guà. Tra il pomeriggio e la notte si sono verificati i decessi di due cittadini molto conosciuti e amati dalle comunità di San Gregorio e di Veronella. 

Una morte è stata improvvisa e inaspettata, la seconda, invece, è stata causata åda una grave malattia che in otto mesi ha divorato la vita di un uomo. 

Nel pomeriggio del 16 maggio, in un’azienda agricola nelle campagne di Bonaldo di Zimella, il cinquantenne Paolo Adami, titolare assieme al fratello Piero di una società agricola in via San Martino 555, è morto durante alcune operazioni di manutenzione di un attrezzo agricolo. Entrambi i fratelli stavano controllando il braccio meccanico di un sollevatore telescopico – quello che in gergo è chiamato merlo – e avevano disattivato il sistema di azionamento idraulico per poter lavorare più agevolmente. 

Forse per una disattenzione, o per un errore di calcolo o, semplicemente, per un insieme di elementi sfavorevoli il braccio meccanico libero dai meccanismi che solitamente lo trattengono è piombato…

La notte del 16 maggio se n’è andato anche un altro uomo umile e sorridente, Giorgio Rezzadore. Rezzadore, 62 anni, ex stopper della “vecchia” società “Aurora” di Veronella aveva un tumore che nonostante le cure non gli ha lasciato scampo. È un annus davvero horribilis questo per Veronella…

di Paola Bosaro

(segue su #AREA3news n98 giugno 2019)

Folla commossa all’addio a Germana Garzon, l’edicolante dal cuore d’oro

ZIMELLA – Le hanno detto tutti addio con un corale «Grazie», tratto dalla celebre canzone di Morandi «Grazie a tutti». All’uscita del feretro dalla chiesa parrocchiale di Santo Stefano, stipata all’inverosimile in ogni ordine di posto, con gli occhi annebbiati dalla commozione e il testo della canzone in mano, parenti, amici, clienti hanno salutato per l’ultima volta Germana Garzon, l’edicolante simpatica,  energica e dal cuore d’oro, sempre pronta a farsi in quattro per gli altri, dimenticandosi spesso di se stessa pur di aiutare il prossimo.

di Paola Bosaro

(segue su #AREA3news n°90 ottobre 2018)

Il Cer della materna va alla scoperta dei continenti con Geronimo Stilton

E’ già iniziato il Centro estivo di Zimella ma sono ancora aperte le iscrizioni (che si possono fare pure di settimana in settimana) per le attività promosse dall’Ente morale Asilo d’infanzia e Monumento ai caduti di Zimella nei locali della scuola materna. Al momento sono una trentina i bambini dai 3 agli 8 anni che frequentano il CER. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 17.30. 

«Il Centro estivo è nato dall’esigenza di offrire un servizio alle famiglie del territorio durante il periodo estivo di chiusura delle scuole e negli anni è stato migliorato e perfezionato, fino ad arrivare ad essere un appuntamento immancabile ed atteso da molti bambini», spiega il presidente dell’Ente morale Marco Tonello.

Educatrici e volontarie brave e preparate accompagnano i bimbi nella loro avventura, proponendo ogni anno un nuovo tema conduttore, che si sviluppa attraverso attività, giochi, musica e tanto divertimento. Quest’anno il filo conduttore sarà la scoperta dei cinque continenti ….

 

di Paola Bosaro

(segue su #AREA3news n°87 lug-ago 2018)

Il gigante buono della Croce Rossa lascia un vuoto incolmabile

«GRAZIE LUCA. Grazie perché hai vestito la divisa di Croce Rossa Italiana per ben 18 anni, ininterrottamente, con impegno, passione e dedizione. Grazie perché sei stato completo nel tuo essere volontario: soccorritore, autista d’ambulanza, istruttore per i nuovi volontari, facendo emergere il tuo rigore e la tua professionalità, rispondendo prontamente ai dettami di Croce Rossa, che chiede ai suoi volontari di essere formati e preparati, per prendersi cura dei bisogni di tutti quelli che soffrono, indistintamente. Grazie per la tua competenza al servizio degli altri, ma anche per il tuo sguardo sensibile, sempre attento alle persone che soccorrevi, persone che riconoscevi bisognose di cure, ma anche di essere ascoltate, rassicurate, rispettate nella loro fragilità e nella loro dignità e questo significa affermare il principio di umanità.

Il silenzio che lasci in questo momento, e che ci pesa, riusciamo a romperlo, tutti insieme, ricordando le tue risate, i tuoi scherzi, la tua goliardia …. perché….

 

di Paola Bosaro

 

(segue su #ARE3news n*88 lug-ago ’18)

Festa per i 75 anni della costruzione della Grotta di Lourdes

ZIMELLA – Quindici lustri di storia e di devozione riassunti in tre eventi dal profondo valore spirituale, sociale e simbolico. Alle manifestazioni per il 75esimo anniversario dell’inaugurazione della Grotta di Lourdes hanno partecipato molti fedeli da Zimella e dai paesi limitrofi, confermando il legame ad un luogo così speciale, meditativo, bello e armonioso.

Sono stati numerosi i volontari che si sono impegnati per celebrare al meglio l’anniversario e sono stati premiati dalla grande partecipazione della gente. I festeggiamenti sono iniziati l’1 ottobre, con un evento sportivo e un gemellaggio: la staffetta podistica e il pellegrinaggio “Sui passi di fra’ Claudio Granzotto”. Dalla Grotta di Zimella è partito di primo mattino il gruppo dei podisti che già alle 7.30 era a Vittorio Veneto, per una…

di Paola Bosaro

(segue su #AREA3news n°81 – novembre 2017)

Noi «non ci caschiamo», pensiamo alla sicurezza

Premio nazionale dell’Associazione invalidi all’Istituto comprensivo

Miglior scuola alla prima partecipazione ad un concorso nazionale. Le scuole medie di Zimella brillano a Roma e si aggiudicano un premio prestigioso. Hanno discusso e ragionato su sicurezza, infortuni, particolari attenzioni da porre quando si è per la strada e nella vita di tutti i giorni, per evitare di incappare in incidenti anche gravi. Grazie alla loro insegnante di arte Annalisa Bresciani, hanno analizzato le norme che garantiscono la salvaguardia di alunni e personale scolastico e si sono cimentati con un progetto speciale, denominato «Sicurezza: qui ci casco». Il concorso era promosso dall’Associazione nazionale mutilati invalidi e dalla rivista Okay e ha visto la partecipazione di centinaia di scuole in tutta Italia. Gli alunni delle classi 2A e 2B hanno realizzato dei disegni, una presentazione in Power Point e dei modelli per spiegare l’utilità del casco, sia in ambito stradale che nei cantieri e nelle fabbriche. Per creare dei modelli di casco, che hanno pure indossato, hanno lavorato con il das e con altri materiali colorati e riutilizzabili. Il 6 giugno le due studentesse Nicole Dal Seno e Valeria Moretto, in rappresentanza delle rispettive classi, si sono recate nella capitale, nella nuova aula dei gruppi parlamentari, per ritirare il premio assieme ad altri ragazzi delle 16 scuole vincitrici del concorso. Tra le particolarità degli elaborati degli studenti di Zimella, un casco che si richiama ai Minions, i simpatici mostriciattoli protagonisti di celebri film d’animazione degli ultimi anni, e perfino un casco in versione tascabile per avere il dispositivo di sicurezza sempre a portata di mano. Le due alunne sono state accompagnate a Roma dalle docenti Marilia Bitetti e Luisa Caccavale e dal sindaco di Zimella Alessia Segantini. Il gruppo è stato accolto dal presidente nazionale dell’Anmil Franco Bettoni e dalla componente della Commissione infortuni sul lavoro Annamaria Parente. Tra gli ospiti Mariella Nava, che ha cantato Stasera torno prima, brano dedicato alle vittime sul lavoro, il rapper Skuba Libre, che ha scritto la canzone Qualcosa cambierà per il Tour sulla sicurezza sul lavoro, e il presentatore televisivo Giovanni Muciaccia. All’istituto comprensivo di Zimella è stata consegnata una pergamena di riconoscimento e un videoproiettore che sarà sicuramente utile per attività didattiche e di formazione. La giornata è proseguita con un’escursione turistica per vedere i più importanti monumenti di Roma. Lo scorso 8 giugno, in teatro a Santo Stefano, Nicole e Valeria hanno raccontato ai compagni l’esperienza vissuta e il preside Diego Beliazzo ha ringraziato docenti e sindaco per l’impegno e il sostegno.

di Paola Bosaro

Donne imprenditrici in visita alla “Bertolaso”

Bertolaso IMG_9498Donne imprenditrici in visita alla «Bertolaso», una realtà industriale con una storia ultracentenaria alle spalle che ha alla guida proprio due rappresentanti del gentil sesso Antonietta e Cristina Bertolaso, figlie del patron Luigino. Il presidente del gruppo è stato premiato nel 2013 dalla Camera di commercio con il prestigioso “Domus Mercatorum”, un riconoscimento consegnato perché «con brillante intuizione imprenditoriale ha consolidato ed incessantemente potenziato l’azienda di famiglia, esportando in tutto il mondo impianti automatici di imbottigliamento ad alta tecnologia». Un’esemplare storia di famiglia, che dura da quattro generazioni, e d’impresa, iniziata costruendo macchine per l’agricoltura nel 1884. Il 12 maggio, dunque, una ventina di donne dell’Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda (Aidda) di Veneto e Trentino, guidata dalla presidente Isabella Chiodi, ha visitato lo stabilimento della «Bertolaso spa» a Zimella, un’eccellenza italiana con oltre 130 anni di storia, una delle aziende leader a livello internazionale nella progettazione, costruzione ed installazione di macchine per l’imbottigliamento di vino, superalcolici e succhi di frutta. Al gruppo di imprenditrici, accolto dal presidente Bertolaso e dalle figlie Antonietta e Cristina, si sono uniti anche i sindaci di Zimella Alessia Segantini e di Lonigo Luca Restello. Oggi la Bertolaso spa è un’industria con 200 dipendenti, un fatturato nell’ultimo biennio attestatosi sui 50 milioni di euro, uffici commerciali e agenti nei principali Paesi del mondo e quattro siti produttivi: oltre alla casa madre a Zimella, sono state aperte fabbriche anche in Argentina, Cina e Spagna. L’85 per cento di quanto viene prodotto è esportato. A fine 2015 l’azienda ha raggiunto il record della macchina imbottigliatrice più grande mai prodotta al mondo.

(segue su AREA3-giugno 2016 n°66)

CALCIO FEMMINILE: UN ALTRO STOP PER GALVAN NON SI ABBATTE E LOTTA PER IL RECUPERO

di Paola Bosaro

 

È accaduto di nuovo. Quello che non doveva succedere, quello che terrorizza e manda in depressione gli atleti di qualsiasi sport. Si chiama grave infortunio. Ed è una parola tabù, che i giocatori non osano neppure pronunciare. Lisa Galvan, 25 anni, difensore originaria di Santo Stefano che milita in serie B nell’“ASD Filmauto Valpolicella”, ha dovuto passare attraverso le forche caudine del grave infortunio per ben due volte in soli due anni. Nel 2013, in seguito ad un contrasto con un’avversaria, le saltò il crociato della gamba sinistra. A dicembre del 2015 le si è rotto il legamento crociato del ginocchio destro. «Era il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, non lo posso proprio dimenticare», rammenta Galvan. «Un’attaccante dell’Orobica mi è entrata da dietro e mi ha atterrata. L’arbitro non ha neppure fischiato fallo e nel prosieguo del gioco l’Orobica ha segnato un gol. Poi abbiamo perso due a zero». Galvan non ha sentito lo stesso terribile dolore del 2013 e voleva pure rientrare per giocare la partita, però il massaggiatore gliel’ha sconsigliato. Tornata a casa, la giocatrice continuava a provare la tenuta della gamba e non le sembrava di aver subito una rottura. Una prima risonanza magnetica non ha dato alcun riscontro significativo. Probabilmente l’ematoma era così esteso che non permetteva di vedere la lesione. Perfino un osteopata aveva sostenuto che non ci fossero rotture di legamenti. Invece il 2 gennaio, alla seconda risonanza, è giunto il responso definitivo. Era saltato il legamento crociato. Si può avere più sfortuna di così? «Avrei potuto evitare di operarmi e proseguire a condurre una vita normale, in fondo camminavo bene e non avevo un grande dolore, piuttosto un fastidio», ricorda. Però Lisa ama troppo il calcio e non è in grado di stare lontana dal terreno di gioco. Perciò ha deciso nuovamente di andare sotto i ferri, sostenuta dalla dirigenza della società, che l’ha incoraggiata e l’ha aiutata a tenere alto il morale. «Anche una mia amica mi ha convinta: ha detto che mi voleva vedere di nuovo in campo», rivela la venticinquenne. E così, il 18 gennaio, cosciente che avrebbe perso ancora una volta sei mesi per il recupero, il difensore della “Filmauto” si è fatta ricostruire il legamento crociato a Borgo Trento. Nel frattempo, le sue compagne hanno lottato come leoni per recuperare un avvio di campionato piuttosto traballante e hanno acciuffato il secondo posto in classifica. Ora stanno provando, gara dopo gara, a sottrarre il primo posto alla capolista Como e conquistare la tanto agognata promozione in serie A. La presidente ed ex giocatrice Flora Bonafini ci crede, così come lo staff tecnico, diretto da Luca Bittante. Galvan, ovviamente, non si perde una sola partita delle sue compagne, soffre e gioisce con loro. «So che l’età anagrafica non mi aiuta, ma io sono certa di poter disputare ancora delle buone stagioni e voglio farlo nella massima serie, con i colori rossoblù», annuncia. Il difensore zimellese sta facendo riabilitazione tre volte a settimana nel Centro sportivo del Chievo, società con cui l’“ASD Valpo” è gemellata e il ginocchio sta rispondendo molto bene. «Conto di riprendere a correre già dopo Pasqua», azzarda la giocatrice. «Per rientrare in campo invece bisognerà aspettare la prossima stagione». Dopo essere stata costretta a fermarsi per quasi due anni, Galvan non pensa che gli infortuni siano una casualità. «Allenarsi su un campo in erba sintetica è molto è gravoso per i legamenti», considera la giovane calciatrice. «Si è molto più esposti a lesioni come quelle che purtroppo io ho dovuto subire. Certo, se solo gli arbitri fossero più corretti e fischiassero i falli, eviteremmo guai seri di salute come quelli che ho patito io», conclude Galvan.

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