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Martina Buttaci: L’esperienza alla 82° edizione di Miss Italia

Martina Buttaci, studentessa universitaria di 21 anni di Noventa Vicentina, è Miss Miluna Veneto 2021. Martina si è aggiudicata il prestigioso titolo nella finale regionale di Miss Italia, che si è tenuta il 25 agosto 2021 presso la Baia del Forte a Venezia, riuscendo così a partecipare di diritto alle fasi prefinali dell’82esima edizione del concorso nazionale. Le abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza a Miss Italia rivolgendole alcune domande.

Martina, come è nato il desiderio di partecipare a “Miss Italia”? «Ho sempre seguito il concorso, così quando mi è comparso sul telefono un annuncio pubblicitario che invitava a iscriversi per le selezioni dell’ottantaduesima edizione, ho deciso di provare questa esperienza. Era la primavera del 2021. All’epoca facevo la barista, ma ero a casa a causa delle restrizioni dovute al Covid. Mi sono iscritta quasi per gioco, senza particolari aspettative».

In seguito all’iscrizione cosa è successo? «Dopo aver ricevuto l’iscrizione, gli organizzatori mi hanno chiamata per una prima selezione, che è avvenuta a Solesino, il 7 agosto 2021. Mi sono classificata al quarto posto, aggiudicandomi l’ammissione alle finali regionali di Miss Italia. Il 25 agosto 2021, presso la “Baia del Forte” a Venezia, ho sfilato con altre trentatré ragazze, vincendo il titolo di Miss Miluna Veneto. Questo mi ha permesso di accedere alle prefinali nazionali di Miss Italia, che si sono svolte alla fine di novembre Martina Buttaci 2021, a Roma. Purtroppo non sono rientrata tra le venti finaliste e la mia avventura al concorso si è conclusa».

Cosa si prova a vincere un titolo regionale e a qualificarsi alle fasi finali di “Miss Italia”? «È stata un’emozione fortissima vincere il titolo di “Miss Miluna Veneto”. Durante la finale regionale mi sentivo tranquilla e si- L’esperienza alla 82° edizione di Miss Italia cura di aver dato il meglio di me, tuttavia al momento della premiazione mi sono commossa. In seguito, non vedevo l’ora di partecipare alle selezioni prefinali, che sono avvenute solo a novembre, a causa di ritardi dovuti al Covid. Nelle selezioni di Roma ero fin troppo emozionata e questo non ha giocato a mio favore. Infatti, non sono stata scelta tra le finaliste».

Continua su AREA3news n136 di dicembre 2022

 

Giulia Bolcato: la “virtuosissima cantatrice” con la voce dai mille colori

Ci puoi raccontare le tue ultime esibizioni? Dal concerto di Pasqua, alle presenze a Mantova, Venezia… Quest’anno è iniziato al Teatro Carlo Felice di Genova, che mi ha coinvolta in un progetto davvero interessante all’interno del Dittico La Serva Padrona di Pergolesi (come Serpina) e Trouble in Tahiti di L. Bernstein (Dinah). Sono seguiti altri impegni, alcuni dei quali mi hanno portata a cantare alla Biennale di Venezia per The Return di Steen – Andersen che si concluderà con due concerti il prossimo 16 e 17 settembre; in Ungheria con la Messa in Do minore di Mozart, in Francia presso il Festival de l’Abbaye Saint Michel en Thiérache, dove ho interpretato il ruolo della Carità nell’oratorio Il giardino di rose accompagnata dall’ensemble portoghese “Il Divino Sospiro”. Insieme a questo gruppo di straordinari musicisti mi sono poi esibita al Festival Monteverdi di Cremona con un programma specifico sui Fratelli Monteverdi, dove mi sono potuta cimentare in uno dei brani più famosi e struggenti di questo repertorio Il pianto della madonna. Dopo il susseguirsi di tutti questi impegni, la partenza per la Svezia mi ha resa davvero felice. Mi ha dato la possibilità di potermi concentrare sul debutto di Oscar, il ruolo en travesti che interpreto all’interno di uno dei capolavori di Verdi, Un ballo in maschera.

Come descrivi le esperienze all’estero? Soprattutto in Francia e in Svezia, all’Opera på Skäret Trovo che esibirsi all’estero sia sempre un grande arricchimento personale e musicale. L’esperienza in Francia, in Ungheria, a Lisbona, in Germania ma soprattutto in Svezia è molto gratificante sia per il lavoro di musicista, che viene maggiormente rispettato come tale e non visto sole come un hobby, ma specialmente per la risposta dello spettatore, che trovo maggiormente coinvolto grazie ad un’educazione all’arte coltivata nel tempo.

Esistono differenze sostanziali nell’insegnamento del canto tra i Paesi stranieri e l’Italia? Ognuno di noi ha una conformazione vocale e fisica diversa, per cui ogni suono va curato sul singolo individuo. La differenza principale che noto all’estero, soprattutto nei paesi del Nord, è una grande attenzione alle esigenze dello studente, non solo nell’ambito musicale. Vi sono numerose opportunità lavorative retribuite, borse di studio nel percorso scolastico che avvicinano lo studente all’ambito lavorativo e sfociano molto spesso poi nella professione.

di Maurizio Pilon
ph. Celeste Gaia

continua su AREA3news n.132 di settembre 2022

Alberto Ghizzi Panizza

Fotografo per passione

Alberto Ghizzi Panizza è un fotografo professionista docente di Go School, collaboratore di Global  e fotografo per ESO (Organizzazione Europea per lo studio astronomico per l’emisfero australe). 

Fotografo praticamente da una vita, ha iniziato come hobbista amatore. Il padre era fotografo amatoriale e il nonno pittore, quindi da bambino amava disegnare e dipingere. Con la scoperta della fotografia si è poi dedicato completamente a questo hobby che è cresciuto con gli anni. Cominciando con la pellicola ma precursore della fotografia digitale, aveva creato con un amico – Stefano Contri – un’associazione fotografica che consentiva ad appassionati di fotografia di viaggiare per il mondo, realizzando poi che questa passione doveva diventare anche una professione. Dunque maturando esperienza per anni lavorando in proprio, ora si occupa principalmente di insegnare l’arte della fotografia attraverso corsi e workshop per gli appassionati continuando ad immortalare nei suoi scatti le bellezze del nostro pianeta… e oltre. 

Continua su AREA3news n131 di giugno 2022

ELISA DOSPINA

«Tornata da poche ore da quella Sanremo di musica, luci e gossip, riapro la mia valigia di ricordi ed emozioni, mai così tanto vicentine, come ho respirato durante la 72ma edizione del Festival della canzone italiana appena conclusosi. Dopo due anni sono tornata a svolgere il mio lavoro d’inviata, in quella “capsula del tempo” che torna puntuale ogni anno, dove proprio a Sanremo, tutto si era fermato nel 2020. Allora erano i giorni convulsi della pandemia, con il lockdown che arrestava le nostre attività e vite. Tornarci quest’anno è stato come riprendere in mano un pezzo di quella vita “sospesa” due anni fa, con un gruppo di artisti e professionisti che parla vicentino.

Continua su AREA3news n 128 di marzo 2022

FEDERICA BAÙ

Federica Baù, ventiduenne di Este, è sbarcata sul piccolo schermo nell’amata serie televisiva “Doc, nelle tue mani” recitando a fianco di Luca Argentero

Federica vive a Roma da ottobre dove studia recitazione in un’accademia dopo aver concluso una triennale di economia a Ferrara, che ci racconta essere il suo “piano B”. Già, perché il “piano A” è la recitazione. Il suo obiettivo? Diventare un’attrice e lavorare nel mondo dello spettacolo. L’avevamo conosciuta di persona qualche anno fa ed ora la ritroviamo piena di sogni e di talento, e di tanta cordialità, come sempre.

Federica, dalla bassa padovana alla serie Doc: come ci sei arrivata?
«È da quando ho 8 anni che sogno di fare l’attrice di professione. In questi anni ci sono state piccole ma significative esperienze in film e grandi set di serie come “Mare Fuori” e “Doc”, che mi hanno convinta a scendere a Roma. Faccio parte di un’agenzia ormai da anni, la quale mi ha dato modo di entrare in queste grandi serie che all’inizio guardavo anche io su Rai Uno con la mia famiglia, come una qualsiasi “fan”. Riuscire poi a fare parte di quel cast, seppur con un ruolo piccolissimo, è una piccola soddisfazione che speri possa crescere in futuro».

Continua su AREA3news n128 di marzo 2022

Il segreto per imparare? Sentirsi una capra!

Giulio de Angelis, 26 anni, cinque lauree con lode

Per il plurilaureato di Este anche un libro in uscita a fine gennaio che ha già un boom di prenotazioni: “Il metodo geniale” edito da Mondadori.

 

Dottor Deangeli come è nata l’idea del libro?

«È nata dalle sollecitazioni degli stessi studenti che mi hanno richiesto di spiegare il mio metodo di studio, e l’unico mezzo per farlo era scriverlo in un libro. Occupandomi di neuroscienze ho sperimentato fin da bambino su me stesso l’aspetto metodologico dello studio. La letteratura divulgativa sul metodo di studio esiste già, ma la mia opera nasce da una triplice esigenza. La prima è quella di fornire un substrato accurato e rigoroso ma raccontato, non con la classica spiegazione accademica, ma sottoforma di narrazione simpatica e godibile. La seconda vuole far leva sull’aspetto pratico, poiché – diciamocelo molta letteratura esistente ci gira intorno e non sempre ci sono indicazioni dirette e chiare sul metodo. La terza esigenza è autobiografica: ho voluto raccontare (quasi) tutti i miei metodi un po’ “pazzi”».

Ci svela un metodo che non ha raccontato?

«Ad esempio, ho solo accennato al fatto che ho un codice segreto, nel libro se ne parla, soltanto non vi svelo la grammatica completa, per ragioni di spazio, perché è troppo lunga. Le confido che già alle scuole medie ho imparato programmare e quindi ho sviluppato tanti codici finalizzati, ad esempio, a prendere appunti in minor tempo. Si tratta di una sorta di “grammatica complicata” e quindi non ci stava nel libro! L’idea della creazione dei codici mi è nata dall’esigenza di rendere più sbrigativo segnare i compiti per casa: era un aspetto un po’ noioso e quindi modificandolo mi è diventato più congeniale!».

continua su AREA3news n.127 di Febbraio 2022

Mario Percali e la sua How Gee

La sua How Gee è diventata parte della colonna sonora del film House of Gucci (in cui la protagonista è la star Lady Gaga), ma con i suoi sintetizzatori ha anche creato suoni che hanno cavalcato gli anni 80 e 90 con milioni di copie vendute, “ispirando” anche icone come Freddie Mercury dei Queen.

Un cast stellare, una storia di un’Italia opulenta che ormai non esiste più – quella che tra gli anni 80 e 90 teneva in pugno il mondo dell’alta moda – e del controverso caso della morte di Maurizio Gucci e della mandante dell’omicidio, Patrizia Reggiani, la Lady Gucci che la stampa italiana soprannominò “la vedova nera”: una donna che continua a far parlar di sé, interpretata nella trasposizione hollywoodiana della vicenda House of Gucci da una magistrale Lady Gaga, con Adam Driver al suo fianco nei panni del marito Maurizio Gucci. House of Gucci ha infatti riunito dei giganti del cinema internazionale e li ha immersi dentro ad una ricostruzione di quei tempi d’oro (e di sangue). Ad affiancare gli “artifizi” di Hollywood è una colonna sonora di tutto rispetto, variegata e coinvolgente: alla voce di Pavarotti si alternano gli acuti quasi angelici di Donna Summer in I Feel (in un pezzo di Moroder che a metà anni 70 cambiò il mondo della musica), mentre Blue Monday dei New Order risuona di anni 80 con una freschezza ancora potente. E lì, in quell…

continua su AREA3News n 127 di Febbario 2022

Le sette meraviglie di STEFANO RAIMONDI

«Entravo per la prima volta in acqua a cinque anni e oggi, nonostante tutto, sono sull’Olimpo!. Questa disciplina è stata per me un’occasione di rinascita, perché proprio attraverso lo sport sono tornato a camminare»

Stefano Raimondi fin da giovane coltiva una passione incredibile per lo sport. In particolare era un appassionato calciatore. Ma ad appena 15 anni subisce un incidente con lo scooter che gli compromette irrimediabilmente la gamba. Nonostante lo scoraggiamento iniziale non si ferma, entra in acqua ottenendo in tempi brevi risultati eccellenti: primati italiani negli stile libero, delfino e rana. A Dublino il suo primo oro, nei 100 rana, è totalmente dedicato ai genitori. Si allena con la Verona Swimming Team e GS Fiamme Oro. L’impegno di Stefano Raimondi non si ferma allo sport. Il ragazzo si impegna nell’incontro con i ragazzi nelle scuole per infondere fiducia ed incitare a vedere sempre oltre, soprattutto oltre la disabilità perché nonostante tutto si possono sempre fare cose straordinarie. Stefano Raimondi studia Scienze motorie e le sue passioni continuano ad essere le moto e i motori. Tokyo2020 è la sua prima paralimpiade.

di Federico Vaccari

continua su AREA3news n123 di ottobre 2021

 

Franco Celli professione inventore

Abbiamo incontrato nella sua casa di Sossano l’inventore Franco Celli, che ci saluta spiegandoci: «Da sempre ho la passione d’innovare e immaginare ogni cosa da differenti punti di vista, ma una difficoltà che si presenta da subito all’inventore è che raramente si trova qualche persona disposta ad ascoltarti. Il mio primo brevetto d’invenzione industriale è stato depositato in Italia nell’agosto 1976. Durante la mia lunga permanenza all’estero, dove ho lavorato come interprete per 3 anni a Londra, 7 anni in Germania e 3 a Ginevra, ho avuto modo di vedere parecchie cose nuove che stimolavano la mia innata curiosità, ma anche durante i numerosi viaggi che ho fatto non perdevo l’occasione di visitare i musei della scienza e della tecnica, come quelli di Hong Kong, Londra, Montreal, Mosca, Washington e New York. Durante la mia permanenza in Svizzera ho depositato 6 brevetti, mentre altri 6 li ho depositati a Monaco di Baviera, dove ho vissuto per due anni. Altri quattro brevetti li ho depositati durante la mia permanenza a Londra.

di Paola Totis

continua su AREA3news n123 di ottobre 2021

Samuel Peron

“Vicenza mi lega al modo di vedere le cose e devo tutto alla mia famiglia. 

Il mio più grande sogno? Mi piacerebbe essere un’artista completo e sto studiando per questo” 

Vicentino di nascita, artista a tutto tondo di professione. Samuel Peron è tra i volti più noti della fortunatissima trasmissione di Rai Uno, Ballando con le Stelle. Una gavetta lunghissima a partire dai 20 anni che lo ha portato ad essere tra i maestri più amati ed apprezzati del programma. Tanti sono i traguardi raggiunti partendo proprio dalla città che ha reso celebri in questi anni tanti volti non solo dell’imprenditoria italiana ma anche del mondo dello spettacolo e della musica italiana. 

Una città che inevitabilmente lo lega alla sua famiglia che vive ancora nell’area berica. E a quella passione nata fin da piccolo grazie ai propri genitori. Un primo ingaggio televisivo fu a 10 anni, a 23 anni il provino per Ballando con le Stelle, entrando così nel cast dei maestri. Ora anche inviato sempre su Rai Uno per “Buongiorno Benessere”…

continua su Area3news di luglio-agosto n.121

di Federico Vaccari

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