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TATIANA VEDOVATO

Attrice. Laureata in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS), esperta nella conduzione di gruppi di teatro per bambini e ragazzi

tatiana vedovato - attrice e insegnanteCi parli un po’ di te, chi sei e come è nata la tua attrazione verso il teatro e la recitazione? «Provengo da una famiglia di artisti; fin da piccola ho respirato il profumo dell’arte ed è proprio nell’arte della recitazione che ho trovato la corrispondenza più forte con il mio essere. Il mondo del teatro mi attrae per la possibilità di indagare l’essere umano ed esprimerne le sue svariate sfumature. È un processo che gratifica la mia parte più irrequieta ed in costante ricerca. Mi sono laureata a Padova in DAMS (Discipline Arte Musica e Spettacolo) e ho seguito diversi corsi di teatro e cinema con artisti che hanno arricchito il mio bagaglio artistico e che oggi metto al servizio del teatro».

C’è stato qualcosa o qualcuno che ti ha spinto verso questo mondo? «Più che qualcosa o qualcuno c’è un bisogno, quasi fisiologico, che mi ha fatto scegliere ed amare quest’arte: il bisogno di comunicare, di esprimere, di raccontare, indagare e condividere». H2OFELIA, una rappresentazione impegnativa con un chiaro messaggio ecologico… «H2OFELIA nasce dal desiderio di avere uno spettacolo che abbinasse drammaturgia ad attualità. L’ambiente e la sua salvaguardia sono tematiche che mi stanno molto a cuore, da qui il connubio teatro-ambiente. La rappresentazione riprende la celebre tragedia dell’Amleto di Shakespeare che viene attualizzata nel territorio del Basso Veneto per raccontare uno dei più gravi disastri ambientali mai scoperti in Europa (l’inquinamento da Pfas). Obiettivo dello spettacolo non è quello di fare polemica o inchiesta giornalistica bensì quello di smuovere le coscienze, sensibilizzare e renderci tutti più consapevoli e responsabili».

Cosa ti conquista in un progetto teatrale? «Di un progetto mi conquistano i suoi contenuti. Mi interessa sempre capire quali sono i messaggi da comunicare, gli obiettivi e qual’e il processo creativo che ha portato a quella determinata idea». Considerato che cinema, tv e teatro diventano un affresco dove cogliere talenti ed emozioni da offrire al pubblico…

In che modo la tua innata predilezione per il teatro influenza il tuo recitare? «Non credo sia il teatro in sé ad influenzare il mio modo di recitare. Sono convinta che nella vita e nella quotidianità ci siano quadri molto più variopinti da cui attingere. Sono i luoghi che vedo, le persone che incontro, le esperienze che faccio e ciò che mi circonda a suggestionare ed ispirare il mio lavoro e il mio recitare».

Chi è Tatiana quando non sta sul palcoscenico? «Penso non bastino due pagine per rispondere a questa domanda. Scherzi a parte, Tatiana fuori dal palcoscenico è una persona che ama la vita nei suoi aspetti più semplici e veri, sono questi che mi rendono davvero felice».

di Maurizio Pilon – Ph. Alessandro Lazzarin

Continua su AREA3news di ottobre 2022

Giulia Bolcato: la “virtuosissima cantatrice” con la voce dai mille colori

Ci puoi raccontare le tue ultime esibizioni? Dal concerto di Pasqua, alle presenze a Mantova, Venezia… Quest’anno è iniziato al Teatro Carlo Felice di Genova, che mi ha coinvolta in un progetto davvero interessante all’interno del Dittico La Serva Padrona di Pergolesi (come Serpina) e Trouble in Tahiti di L. Bernstein (Dinah). Sono seguiti altri impegni, alcuni dei quali mi hanno portata a cantare alla Biennale di Venezia per The Return di Steen – Andersen che si concluderà con due concerti il prossimo 16 e 17 settembre; in Ungheria con la Messa in Do minore di Mozart, in Francia presso il Festival de l’Abbaye Saint Michel en Thiérache, dove ho interpretato il ruolo della Carità nell’oratorio Il giardino di rose accompagnata dall’ensemble portoghese “Il Divino Sospiro”. Insieme a questo gruppo di straordinari musicisti mi sono poi esibita al Festival Monteverdi di Cremona con un programma specifico sui Fratelli Monteverdi, dove mi sono potuta cimentare in uno dei brani più famosi e struggenti di questo repertorio Il pianto della madonna. Dopo il susseguirsi di tutti questi impegni, la partenza per la Svezia mi ha resa davvero felice. Mi ha dato la possibilità di potermi concentrare sul debutto di Oscar, il ruolo en travesti che interpreto all’interno di uno dei capolavori di Verdi, Un ballo in maschera.

Come descrivi le esperienze all’estero? Soprattutto in Francia e in Svezia, all’Opera på Skäret Trovo che esibirsi all’estero sia sempre un grande arricchimento personale e musicale. L’esperienza in Francia, in Ungheria, a Lisbona, in Germania ma soprattutto in Svezia è molto gratificante sia per il lavoro di musicista, che viene maggiormente rispettato come tale e non visto sole come un hobby, ma specialmente per la risposta dello spettatore, che trovo maggiormente coinvolto grazie ad un’educazione all’arte coltivata nel tempo.

Esistono differenze sostanziali nell’insegnamento del canto tra i Paesi stranieri e l’Italia? Ognuno di noi ha una conformazione vocale e fisica diversa, per cui ogni suono va curato sul singolo individuo. La differenza principale che noto all’estero, soprattutto nei paesi del Nord, è una grande attenzione alle esigenze dello studente, non solo nell’ambito musicale. Vi sono numerose opportunità lavorative retribuite, borse di studio nel percorso scolastico che avvicinano lo studente all’ambito lavorativo e sfociano molto spesso poi nella professione.

di Maurizio Pilon
ph. Celeste Gaia

continua su AREA3news n.132 di settembre 2022

Rocca Sveva vince il Best of Wine Tourism 2021 nella categoria “esperienze innovative”

Best of Wine Tourism, il concorso della Camera di Commercio di Verona dedicato all’enoturismo, è arrivato quest’anno alla sua quinta edizione. L’obiettivo è quello di valutare le strutture enoturistiche veronesi e premiare quelle che si distinguono per un’offerta originale e di qualità. Ogni anno le aziende possono competere all’interno di varie categorie: ricettività, ristorazione, architettura e paesaggio, arte e cultura, esperienze innovative per l’enoturismo e pratiche sostenibili per l’enoturismo; una settima categoria è prevista per le imprese di servizio alla filiera del vino. Quest’anno le aziende partecipanti sono state 90, tra queste la Cantina Rocca Sveva, del gruppo Cantina di Soave, che ha concorso all’interno della categoria esperienze innovative, aggiudicandosi il prestigioso titolo 2021 con la seguente motivazione: “Per l’accoglienza innovativa con cui una delle più grandi cantine d’Europa ospita migliaia di visitatori che possono vivere momenti originali di avvicinamento al gusto e alla cultura del vino”. La giuria è rimasta positivamente colpita dalla quantità e dalla varietà delle esperienze enoturistiche proposte dalla Cantina sia outdoor, durante la bella stagione, che indoor, nei mesi invernali, un’offerta che ogni anno si arricchisce di nuovi elementi. Hanno sicuramente giocato un ruolo fondamentale anche gli eventi a tema che la Cantina organizza in diversi momenti dell’anno (Halloween, San Valentino, Festa della donna, Carnevale, Vendemmia e molti altri), coinvolgendo compagnie di spettacolo, artisti, stilisti, partner di varia natura, selezionati di volta in volta con grande creatività al fine di rendere l’esperienza del vino unica e irripetibile. «Per noi l’accoglienza è un fattore di primaria importanza – commenta il Direttore Generale Wolfgang Raifer – sia per la comunicazione della nostra azienda sia dal punto di vista economico. Abbiamo una bellissima Cantina proprio ai piedi del castello medievale di Soave, uno dei borghi più belli d’Italia. Un luogo che dà la possibilità non solo di farci conoscere meglio ma anche di far comprendere a tutti coloro che ci visitano i valori delle nostre denominazioni, che sono quelle storiche di questo territorio». «Siamo molto orgogliosi di aver vinto questo premio – commenta Sara Molinaroli Hospitality Manager – a Rocca Sveva il vino è un’esperienza prima che un prodotto e crediamo che l’emozione sia la chiave di tutto, per questo motivo cerchiamo di proporre attività sempre nuove e il più possibile originali». Il Concorso Best Of si inserisce nel più ampio progetto Great Wine Capitals, rete che riunisce 11 città mondiali: Adelaide-Australia, Bilbao-Rioja Spagna, Bordeaux- Francia, Capetown-Sudafrica, Losanna-Svizzera, Mainz-Germania, Mendoza-Argentina, Porto-Portogallo, San Francisco-Stati Uniti, Valparaiso-Cile e Verona, che ha il grande onore di essere l’unica città italiana nella rete delle grandi capitali mondiali del vino. Ciascuno dei vincitori nelle sette categorie del Best Of parteciperà poi alla selezione internazionale che si terrà durante il meeting annuale di Great Wine Capitals che eleggerà un Global Winner per Capitale. La Camera di Commercio di Verona, inoltre, ha realizzato, come ogni anno la guida “Verona Wine and Olive Oil Tourism” che raccoglie tutte le 90 cantine che hanno partecipato e da quest’anno anche i frantoi che offrono esperienze per il turista. La guida, distribuita con i quotidiani L’Arena, Il Giornale Di Vicenza e Brescia Oggi, verrà presentata nel corso delle principali fiere internazionali del turismo e sarà diffusa presso gli uffici Turistici del territorio e gli Uffici Enit nel mondo. Per le aziende partecipanti è un’ottima vetrina, oltre che l’occasione per inserirsi in un network importante a livello globale.

di Maddalena Peruzzi

Bertolini Casa del Dolce

Un po’ di storia

Sono trascorsi 40 anni da quando Giovanni Fausto Bertolini, ex autista di ambulanza all’ospedale di Cologna, decise di aprire la sua prima pasticceria, grazie all’aiuto della madre Maria e al sostegno della moglie Patrizia. Dopo aver spostato la sua “Casa del dolce” da via Rinascimento all’attuale sede di via del Lavoro, Bertolini e i figli Gabriella, Elisabetta, Francesco e Linda hanno continuato a migliorarsi, a partecipare a corsi di formazione e a proporre alla loro clientela prodotti sempre nuovi e raffinati, con uno sguardo attento e rigoroso alla qualità delle materie prime e alla lavorazione. Bertolini, negli anni, ha anche aperto un secondo punto vendita a San Bonifacio, in via Camporosolo. Per i 40 anni di attività, oltre ai lievitati, ai biscotti, al panettone più volte premiato al “Panettone Day” e al finissimo mandorlato, la famiglia Bertolini si è “regalata” un nuovo sito internet. Su casadeldolcebertolini.it si possono trovare tutte le informazioni sui prodotti, sulle novità, sulla filosofia aziendale e sui rivenditori. Inoltre si possono ordinare i dolci preferiti online per riceverli comodamente a casa.

È iniziata la stagione del mandorlato

È già tempo di mandorlato nella splendida Cologna Veneta. Nel laboratorio artigianale di Bertolini e Figli la produzione è iniziata a settembre, un mese prima rispetto agli altri anni, perché il prodotto più amato del Natale ha avuto una richiesta costante durante tutto l’anno. «È stata un’annata difficile da descrivere», spiega Linda Bertolini, ultimogenita di Giovanni Fausto. «Nonostante le limitazioni e le chiusure, la clientela ha continuato ad acquistare questo tipico dolce colognese anche nei mesi primaverili, tanto che abbiamo quasi terminato le scorte», rivela. Le maggiori difficoltà sono state nel reperimento del miele d’acacia, uno dei quattro ingredienti base del mandorlato, assieme a mandorle, albume d’uovo e zucchero. Purtroppo, il cambiamento climatico e l’inquinamento stanno mettendo in grande difficoltà gli apicoltori che registrano quest’anno una crisi senza precedenti. Il crollo di produzione in Toscana e in Emilia Romagna è stato addirittura del 95 per cento. Le mandorle, fortuna- Bertolini Casa del Dolce tamente, dopo il picco vertiginoso raggiunto nel 2015, stanno mantenendo un prezzo che si attesta fra i 6.50 e i 7 euro al kilo.Bertolini propone il mandorlato classico nei vari formati (stecche, torte, abeti, violini e stelle), il mandorlato integrale, le pepite in busta o nei barattoli, il mandorlato con le nocciole. In un momento di estrema crisi della fornitura di materie prime, purtroppo, risulta arduo perfino reperire la carta e la pellicola trasparente alimentare per confezionare i prodotti. L’azienda, in ogni caso, non si è fatta trovare impreparata e ha ottenuto le forniture richieste dalle ditte che da tempo ripongono fiducia nella famiglia Bertolini e nel suo modo di lavorare.

Gli sfiziosi biscotti di nonno Fausto

Nel laboratorio artigianale di via del Lavoro a Cologna, fervono i preparativi per il periodo natalizio. Oltre ai prodotti di pasticceria, che stanno riprendendo ad avere un mercato, dopo lo stop ai divieti di celebrare sacramenti e di organizzare feste con gli amici al ristorante e nelle abitazioni, sta conoscendo un buon successo la linea di biscotti lanciata in queste ultime settimane dal laboratorio Bertolini. Oltre ai frollini classici, si possono acquistare i biscotti al cacao e al cocco, oppure al mandorlato. Tra i prodotti più apprezzati dai clienti vi sono le sfogliatine di nonno Fausto, leggere e molto apprezzate sia a colazione che nei momenti di break pomeridiani.

Il panettone più buono

Parlare di Bertolini senza menzionare il panettone è impossibile. Al Temporary Store di Milano sono stati 900 i panettoni made in Cologna inviati per accontentare le richieste dell’esigente clientela meneghina e dei visitatori che ogni giorno affollano le vie del capoluogo lombardo. Nei punti vendita di Cologna e di San Bonifacio, oltre che con l’e-commerce, è possibile acquistare il celebre panettone artigianale di Bertolini, nelle sue varie declinazioni: oltre al classico, viene proposto il panettone al cioccolato, al mandorlato, all’albicocca, o al Recioto. Fausto Bertolini e il figlio Francesco sono stati fra i massimi interpreti italiani nell’arte della creazione del dolce natalizio milanese, tanto da ottenere una serie incredibile di riconoscimenti al concorso nazionale per il migliore dolce natalizio artigianale: il “Panettone Day”. Il panettone classico di Bertolini, giudicato da una commissione presieduta dal celebre Iginio Massari, ha vinto il primo premio al “Panettone Day” nel 2013, nel 2014 e nel 2019. Inoltre, nel 2016, l’azienda colognese ha ottenuto il primo posto con il panettone creativo al mandorlato.

Il ciclo delle lavorazioni del vigneto

Tradizioni antiche e metodi moderni convivono nel calendario viticolo. Alla base di una vinificazione ben riuscita c’è infatti una cura attenta della vite che richiede di essere seguita costantemente lungo tutto il corso dell’anno. Se si lasciassero crescere le viti allo stato selvatico, dall’uva non si otterrebbe altro che una misera bevanda asprigna. La coltivazione della vite richiede invece diverse cure che vanno organizzate e cadenzate seguendo l’annuale ciclo di sviluppo della pianta, con l’obiettivo di ottenere una buona maturazione delle uve per produrre buoni vini.

Gennaio-febbraio: la potatura Il 22 gennaio, festa di San Vincenzo (patrono dei viticoltori) è per tradizione la data simbolica dell’inizio ufficiale delle lavorazioni del vigneto. In realtà, tali operazioni possono cominciare già il 15 dicembre e finire a marzo.

Marzo: la lavorazione del terreno La vite, superato l’inverno e preparata dalla potatura, reagisce con il suo “pianto” (incolore e ricco di sostanze minerali e ormoni) agli effetti del sole primaverile che, riscaldando il suolo, sospinge la linfa addormentata verso le estremità del ceppo; per alcuni giorni, in un vitale goccia a goccia, i tagli della potatura trasudano questa linfa fino a che non si cicatrizzano completamente. L’intero sistema circolatorio della pianta a questo punto è sotto pressione, permettendo che si schiudano le gemme: è la fase del germogliamento, che segna l’inizio di un nuovo ciclo annuale. Durante la rinascita primaverile, il vignaiolo procede alla prima “lavorazione del terreno”; smuove le zolle di terra richiuse su se stesse dall’autunno precedente, il che fa riscaldare ulteriormente il terreno e di conseguenza le radici.

Aprile: la palificazione Allo scopo di garantire una migliore esposizione del fogliame alla luce del sole, si cerca di ripartire le foglie lungo una superficie verticale: ciò si ottiene guidando i tralci lungo fili metallici tesi fra i pali dei filari. Questi interventi accompagneranno la crescita della vite seguendo il suo ritmo grazie all’aggiunta di fili successivi sovrapposti che assicureranno infine la ripartizione desiderata.

Maggio: schermatura del vigneto Per evitare il proliferare di piante erbacee, si effettua in maggio una seconda serie di lavori superficiali sul terreno. Si procede anche a irrorare la vite con prodotti destinati a proteggere le piante da malattie e parassiti. In funzione della potatura praticata e delle condizioni vegetative dell’anno, potranno svilupparsi su tutti o su parte dei ceppi altre gemme oltre a quelle volontariamente risparmiate dalla potatura.

Giugno: accollamento e sfogliatura Per le viti allevate a spalliera il viticoltore procede all’accollamento cioè lega i rami giovani ai filari. Essendo una pianta a crescita continua la vite non cessa di svilupparsi; la vegetazione può allora infittirsi rapidamente, risultare invasiva e disturbare le successive lavorazioni, provocando un eccessivo ammassamento della vegetazione, che impedisce la maturazione ottimale delle uve.

Luglio-agosto: diradamento e trattamenti antiparassitari Dopo la fioritura è possibile valutare il numero e la ripartizione dei grappoli sui ceppi; se la natura è stata troppo generosa il numero dei grappoli può rivelarsi eccessivo e la loro ripartizione sfavorevole a una buona maturazione. Si procederà allora a un “diradamento”, operazione che richiede molta cura, consistente nel togliere i grappoli durante l’estate – prima della maturazione – affinché il numero e la ripartizione dei più resistenti siano compatibili con il livello di maturazione desiderato. In agosto le operazioni del terreno si interrompono generalmente con il rallentare della crescita delle piante avventizie.

Settembre-ottobre: la vendemmia L’insieme di questi lavori, le cui date e frequenza variano ogni anno in funzione dell’andamento climatico, del luogo di coltura e della crescita della vite, trova il suo coronamento nella vendemmia, scopo ultimo di tutte le operazioni eseguite nel vigneto e atto di nascita di un nuovo prodotto: il vino. All’inizio del mese di settembre, il viticoltore esaminerà il livello di maturazione con il regolare prelievo delle uve per fissare la data della vendemmia. Allo scopo di perfezionare la maturazione, a qualche settimana dalla possibile data di vendemmia, si elimineranno le foglie intorno ai grappoli per migliorarne l’arieggiamento e l’esposizione.

Novembre-dicembre: potatura e rincalzatura La vite inizia a perdere le foglie all’inizio dell’autunno, fra novembre e dicembre, ed entra in una fase di riposo invernale. Il vignaiolo taglia i lunghi tralci e rincalza i ceppi per proteggerli dal freddo e favorire lo scorrimento delle acque piovane durante l’inverno. In questo modo, il ciclo delle lavorazioni viticole è concluso; con l’anno nuovo e la ripresa dei lavori di potatura, avrà inizio una nuova annata o “campagna” viticola.

L’8 settembre e le sue tradizioni

Un periodo stupendo dove la campagna si tinge di giallo arancio e arrivano gli ultimi frutti dell’abbondanza

Tutto inizia con la natalità di Maria (8 settembre) “i oto” dove per festeggiare si mangiavano polenta e funghi, magari con un pò di formaggio fuso per ricordare la transumanza che riporta in pianura bovini e malghe dopo tre mesi di ritiro in alpeggio. La vendemmia appena iniziata ci permette di ammirare carri pieni d’uva che attraversano la campagna provenendo dai vigneti mentre il 21settembre è San Matteo ed è tempo di fichi “polenta e fighi”, “torte di fighi”, “pan co’ i fighi e co’ e nose”. Questi sono i cibi della più radicata tradizione per ricordare che “a settembre l’uva e el figo pende” e che “a l’amico pela el fico e al nemico pela el pèrsego”. Settembre un mese pieno di sagre e feste gastronomiche legate a patate, fichi, uva, zucche, mais, sedano, riso, baccalà e molto altro ancora. Termina il 29 con San Michele “da San Michel la merenda và in ciel”. Un detto popolare che si riferisce al fatto che dal 25 marzo agli ultimi di settembre i contadini aggiungevano un pasto alla giornata per compensare l’aumento di fatiche per seguire i raccolti. Una ricetta tipica del periodo della vendemmia della quali si sono per se le abitudini è quella di preparare “I Sùgoli” che piaceva a grandi e piccini, bene, eccovi qua la ricetta di questo delizioso budino d’uva. Un periodo molto importante per la nostra agricoltura, un mese pieno di prodotti che precedono l’autunno, un periodo dove l’umidità aumenta e i funghi riempiono i boschi. Molti sono i riti che rappresentano questo periodo e stupendi sono i detti popolari e i proverbi che lo raccontano. Il periodo della vendemmia, un momento importante per la popolazione contadina che raccoglie gli ultimi frutti del duro lavoro, frutti che poi diventano Vino.

di Michele Pigazzo

Giovani Campioni, il futuro è adesso

Sono tanti i giovani che si sono messi in mostra in questa stagione. Ne abbiamo scelti alcuni che si sono distinti in diverse specialità, altre seguiranno nei prossimi numeri

Michele Dal Pozzo, 12 anni Dai primi lanci di minibaseball al tetto d’Europa.

Il lanciatore sambonifacese Michele Dal Pozzo, 12 anni appena compiuti, “vola” con la Nazionale italiana di baseball Under 12 ai campionati europei in Belgio e contribuisce a conquistare il quarto titolo consecutivo per l’Italia. Un’emozione grandissima per il ragazzo cresciuto nel Crazy San Bonifacio e un orgoglio immenso per papà Elio, ex giocatore di baseball e ora dirigente della società sambonifacese.

 

 

 

Gabriele e il basket in carrozzina

Gabriele ha 24 anni e vive con i suoi genitori a Sarego. Gioca a basket in carrozzina da quando aveva 5 anni e la sua attuale squadra, gli A.S. Delfini 2001, è una di quelle piccole e bellissime realtà sportive ancora troppo poco visibili nel nostro territorio. I Delfini sono nati alla fine degli anni 90 per permettere ai ragazzi con disabilità di fare sport e crescere insieme, e a luglio di quest’anno hanno lanciato una raccolta fondi a sostegno della loro attività visibile sul portale gofundme.com.

 

 

 

Dario Saoncella

Un casalese negli azzurri di Vienna

Un giovane atleta casalese ha portato i colori italiani agli Europei Under19 che si sono svolti a Vienna nel luglio scorso. Stiamo parlando di Dario Saoncella che milita nella società di Hockey su prato CSP San Giorgio di Casale di Scodosia. Lo contattiamo per una chiacchierata e lo troviamo ben disponibile a rispondere alle nostre curiosità.

 

 

Riccardo Meneghini

Giovane difensore, ma con esperienza

Riccardo Meneghini, originario di Noventa Vicentina, classe Duemila, è arrivato nella stagione 2020-2021 alla “Luparense FC” in qualità di difensore. Nonostante la giovane età, il suo passato conta importanti esperienze in club professionistici quali Vicenza e Juventus, dove cresce come atleta e uomo. In carriera veste anche le maglie di Nova Gens, Hellas Verona, Este.

 

 

 

 

continua su Area3News  n.122 di settembre

Legnago: La Giunta chiede a Vienna le spoglie di Salieri

La Giunta del sindaco Graziano Lorenzetti ha deciso di rivolgersi al Parlamento europeo per otte- nere le spoglie del compositore

Antonio Salieri, uno dei suoi cittadini più illustri, nato a Legnago il 18 agosto 1759 e morto il 7 maggio 1825 a Vienna, dove fu maestro di cappella della corte asburgica. I resti del composito- re risiedono tuttora nel cimitero “Zen- tralfriedhof” della capitale austriaca. A febbraio 2018 l’ex sindaco Clara Scapin, facendosi portavoce del “Comitato per Salieri”, guidato da Loretta Paola Giacomelli, scrisse al Sindaco di Vienna per portare a compimento l’iter burocratico della traslazione. Ma dal collega austria- co ottenne un rifiuto. La nuova Giunta leghista ha deciso di riprovarci seguen- do una via alternativa. Su proposta di Nicola Scapini, assessore a Turismo e attività economiche, la Giunta ha infatti approvato un provvedimento col qua- le sostiene «il progetto per il rimpatrio delle spoglie mortali di Salieri, conside- randolo un’opportunità per promuo- vere l’immagine a livello nazionale ed internazionale della città».

Sindaco ed assessori hanno dato man- dato all’eurodeputato negrarese del Carroccio, Paolo Borchia, in qualità di rappresentante del parlamento di Bruxelles, «di farsi portavoce con gli enti austriaci preposti, ed in particola- re con il Comune di Vienna, dell’istan- za dell’Amministrazione di Legnago, atta a riportare nella città natale i resti dell’illustre concittadino». Nel provve- dimento varato dall’esecutivo legna- ghese, oltre a riconoscere «l’importan- za dell’attività avviata dal Comitato per Salieri» negli anni scorsi, si sottolinea la necessità di coinvolgere nell’operazio- ne di recupero dei resti del musicista anche la Fondazione culturale “Antonio Salieri” che gestisce l’omonima sala te- atrale. I sostenitori del progetto hanno già individuato il luogo dove seppelli- re il corpo di Salieri: nel duomo di San Martino Vescovo.

Equilibrio

La parola equilibrio cosa vi fa venire in mente? A me fa venire in mente la prima volta che sono andata in bicicletta: che fatica rimanere in “equilibrio”! È un termine latino composto da aequus “uguale” e libra “bilancia”. La bilancia oltre a simbolo di giustizia, viene associata anche all’idea d’equilibrio e simmetria. L’equilibro indica quindi uno stato di quiete di un corpo. In particolare, in meccanica, esiste l’equilibro statico che è quello, per esempio, di un corpo puntiforme su cui non agiscono forze, o agiscono forze tali che la loro risultante sia nulla (in tal caso, si dice anche che le forze si fanno equilibrio); c’è poi l’equilibrio dinamico, composto da un sistema di forze che, applicato ad un punto in movimento, non ne modifica il vettore della velocità.Ancora, l’equilibrio stabile, instabile, a seconda che, perturbando anche di poco le condizioni del corpo, esso tenda o no a ritornare nella posizione di partenza. In fisiologia gli organi dell’equilibrio sono le formazioni che costituiscono il labirinto vestibolare situato nell’orecchio interno e presiedono alla funzione dell’equilibrio, che rende possibile la posizione e il controllo della posizione e del movimento del corpo nello spazio In meteorologia c’è l’equilibrio atmosferico che è lo stato dinamico di masse d’aria soggette a moti verticali: può essere stabile, instabile, o indifferente, a seconda che una massa d’aria spostata verticalmente tenda a ritornare nella posizione di partenza, o prosegua indefinitamente nel suo moto, oppure resti in quiete nella posizione d’arrivo. In economia abbiamo l’equilibrio del bilancio d’esercizio di un’azienda; si parla anche di mercato in equilibrio quando la quantità offerta di un bene o di un prodotto è più o meno uguale alla quantità richiesta, per cui si determina un prezzo di equilibrio. Sotto l’aspetto relativo alla psicologia, si può avere o non avere equilibrio, ovvero non avere il senso della misura e il controllo di ciò che si fa. L’equilibrio è un concetto presente anche nello sport; nel nuoto, ad esempio, rappresenta l’armonia dei movimenti delle braccia e delle gambe di un atleta che sta gareggiando.E l’equilibrio politico? Si tratta del metodo di politica internazionale, che fa parte della diplomazia e che consiste nell’equilibrare o riequilibrare le forze delle grandi potenze in modo che nessuna di esse prevalga decisamente sulle altre; si usa dire anche perseguire una politica di equilibrio. Ma che fatica stare in equilibrio durante la nostra giornata tra mille impegni, preoccupazioni e difficoltà: proprio come andare in bicicletta per la prima volta!