Cresce la chimica nei campi e finisce sul piatto

 

INCHIESTA – Rogazione, rito che alle persone di una generazione fa, riporta alla mente l’atavica pratica divisa tra sacro e profano. Si benedivano le croci, compiendo pellegrinaggi, officiando messe all’aperto nella speranza di ricevere benedizioni dal cielo per la terra. Rito di passaggio agreste, da una stagione che muore e una pronta a ri-nascere, in un ginepraio di simboli e sincretismi, che sopravvivono a loro stessi in quel poco che oggi è rimasto di quella memoria, con le ultime messe vespertine celebrate ancora dentro le antiche edicole che punteggiano la nostra campagna. Un “piccolo mondo antico” che va estinguendosi o è già estinto, con le nuove generazioni che non sanno nemmeno quale sia il senso etimologico di “rogare” cioè chiedere o pregare. Di tutto questo mondo di ricordi, l’unica che in questi anni si è conservata ed è andata es

di Antonio Gregolin

 

(segue su #AREA3news n°87 giugno ’18)