Dopo il disastro Il Veneto si rialza Da solo. Come sempre

E sono enormi, i veneti. Un popolo grandioso nella sua umiltà. Poche parole, molti fatti. Si riparte

 

Difficile quantificare la pioggia, i danni ed il vento che sono stati misurati nei giorni del grande maltempo che ha colpito la zona nord orientale italiana nei mesi scorsi con danni e maltempo che stanno ancora continuando, seppur molto attenuati.

Con una prima approssimazione, possiamo considerare i valori pluviometrici altissimi che sono caduti sulla zona. Non sono molti i dati sulla velocità del vento, tuttavia riportiamo i 90 km/h toccati nella zona del Lago di Misurina (BL), i 114 km/h al Rifugio La Guardia (VI), ma le raffiche hanno sicuramente soffiato ad oltre 200 km/h provocando danni elevatissimi al patrimonio boschivo.

Infatti si è verificata una situazione meteorologica rara, ed apportatrice di grande maltempo sulla Lessinia, sull’Altipiano di Asiago e, in particolare, nel bellunese.Questa incredibile tormenta è stata quella che ha causato i danni maggiori, oltre alla pioggia, soprattutto al patrimonio forestale, con boschi interi che sono stati abbattuti dalla furia del vento e quelli pericolanti dalla forestale.

Le dolomiti venete si sono trasformate in una quinta surreale in cui, in mezzo al fango, si è lavorato intensamente, giorno e notte, per un paio di settimane cercando di riparare e salvare ciò che era rimasto.

I numeri del disastro parlano da soli: 100mila ettari di bosco raso al suolo, centinaia di squadre di soccorso affiancate da tremila volontari e soldati dell’Esercito ancora all’opera, strade da rifare, 5.700 utenze elettriche da riallacciare e almeno un miliardo di euro – stime prudenti – di danni complessivi. 

 

(segue su #AREA3news n°92 dicembre 2018)