Dopo il tribunale, chiude i battenti anche l’ufficio del Giudice di Pace

Secondo quanto disposto dal Decreto Legislativo 7 settembre 2012, n. 155 “Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, il tribunale di Soave è stato chiuso. La legge prescrive infatti di accorpare le sedi giudiziarie periferiche a quelle centrali, vale a dire, in questo caso, al tribunale di Verona. «Non abbiamo potuto farci niente – spiega il sindaco Gambaretto – per quanto riguarda invece il Giudice di Pace, c’era la possibilità di mantenere aperto l’ufficio, con una delibera di tutti i Comuni che fanno parte del nostro mandamento, se avessero accettato di accollarsi le spese. Ho mandato una comunicazione a tutti i sindaci interessati, ma hanno risposto che non è loro interesse mantenere aperta la sede di Soave, a queste condizioni. Quindi, dal momento che il territorio non ha dimostrato interesse, il 30 aprile Giudice di Pace cessa di operare negli uffici di Soave. Il Comune non può pensare di rimetterci l’affitto di un locale per il quale non ha mai percepito nemmeno un euro dal Ministero né tantomeno di accollarsi tutte le altre spese». I consiglieri di minoranza di Alternativa Civica, dal canto loro, si dicono indignati e chiedono quale sarà la nuova destinazione di questi immobili. «È evidente che sul piano politico Soave non conta più nulla – dichiara il Consigliere di minoranza Matteo Pressi – l’intero Est Veronese è ormai ridotto al rango di periferia ininfluente e dimenticata da tutti. Speriamo almeno che a nessuno venga in mente di vendere o, per meglio dire, svendere il patrimonio immobiliare di Soave. Penso che il sindaco abbia il dovere di esporre in pubblica assemblea le idee dell’amministrazione per sentire cosa propone la cittadinanza. Noi riteniamo che sarebbe una buona idea trasferire negli uffici rimasti vuoti le sedi delle società di cui il Comune è socio, Unicoge e Uniservizi, che pagano ingenti affitti in quel di San Bonifacio». Pronta la risposta di Gambaretto: «Faremo delle valutazioni a 360 gradi, tenendo in considerazione non solo questo, ma tutti gli immobili di proprietà del Comune, perché potrebbe risultare conveniente vendere, in modo da avere i soldi per sistemare altri stabili che hanno bisogno di manutenzione e che possono essere impiegati a beneficio della comunità. D’altro canto, se arrivasse un’offerta di affitto congrua, potremmo anche pensare di affittare: come dicevo, bisognerà valutare».