Giulia Bolcato Lirica

Giulia Bolcato: la “virtuosissima cantatrice” con la voce dai mille colori

Ci puoi raccontare le tue ultime esibizioni? Dal concerto di Pasqua, alle presenze a Mantova, Venezia… Quest’anno è iniziato al Teatro Carlo Felice di Genova, che mi ha coinvolta in un progetto davvero interessante all’interno del Dittico La Serva Padrona di Pergolesi (come Serpina) e Trouble in Tahiti di L. Bernstein (Dinah). Sono seguiti altri impegni, alcuni dei quali mi hanno portata a cantare alla Biennale di Venezia per The Return di Steen – Andersen che si concluderà con due concerti il prossimo 16 e 17 settembre; in Ungheria con la Messa in Do minore di Mozart, in Francia presso il Festival de l’Abbaye Saint Michel en Thiérache, dove ho interpretato il ruolo della Carità nell’oratorio Il giardino di rose accompagnata dall’ensemble portoghese “Il Divino Sospiro”. Insieme a questo gruppo di straordinari musicisti mi sono poi esibita al Festival Monteverdi di Cremona con un programma specifico sui Fratelli Monteverdi, dove mi sono potuta cimentare in uno dei brani più famosi e struggenti di questo repertorio Il pianto della madonna. Dopo il susseguirsi di tutti questi impegni, la partenza per la Svezia mi ha resa davvero felice. Mi ha dato la possibilità di potermi concentrare sul debutto di Oscar, il ruolo en travesti che interpreto all’interno di uno dei capolavori di Verdi, Un ballo in maschera.

Come descrivi le esperienze all’estero? Soprattutto in Francia e in Svezia, all’Opera på Skäret Trovo che esibirsi all’estero sia sempre un grande arricchimento personale e musicale. L’esperienza in Francia, in Ungheria, a Lisbona, in Germania ma soprattutto in Svezia è molto gratificante sia per il lavoro di musicista, che viene maggiormente rispettato come tale e non visto sole come un hobby, ma specialmente per la risposta dello spettatore, che trovo maggiormente coinvolto grazie ad un’educazione all’arte coltivata nel tempo.

Esistono differenze sostanziali nell’insegnamento del canto tra i Paesi stranieri e l’Italia? Ognuno di noi ha una conformazione vocale e fisica diversa, per cui ogni suono va curato sul singolo individuo. La differenza principale che noto all’estero, soprattutto nei paesi del Nord, è una grande attenzione alle esigenze dello studente, non solo nell’ambito musicale. Vi sono numerose opportunità lavorative retribuite, borse di studio nel percorso scolastico che avvicinano lo studente all’ambito lavorativo e sfociano molto spesso poi nella professione.

di Maurizio Pilon
ph. Celeste Gaia

continua su AREA3news n.132 di settembre 2022