Verallia Chiellini Alessandro

I 40 ANNI DI “VERALLIA SAINT-GOBAIN”

La vetreria di Almisano ha celebrato il traguardo dei quarant’anni con un evento aperto al pubblico il primo dicembre. Abbiamo incontrato il direttore, Alessandro Chiellini, che ci ha parlato dell’azienda, della lavorazione del vetro, del riciclo e dell’impatto ecologico e ambientale

L’azienda, che prima del 2010 si chiamava Vetr.I, fu fondata nel 1942 a Carcare, in Liguria, dai fratelli Perotti che rilevarono una vecchia vetreria artigianale, automatizzata già nel 1949, grazie al Piano Marshall.

Nel 1952 fu costruito, con la collaborazione dei principali produttori di birra italiani, lo stabilimento di Vicenza. Nel 1962 la direzione si trasferì nel nuovo stabilimento di Dego, dove confluì definitivamente l’originaria vetreria di Carcare. Nel 1987 l’azienda fu quotata alla Borsa di Milano e nel 1989 la maggioranza fu acquisita da Saint-Gobain, multinazionale francese che ha stabilimenti in tutto il mondo. Esattamente 40 anni fa, nel 1973, fu costruito lo stabilimento di Lonigo. AREA3 ha intervistato Alessandro Chiellini che dirige lo stabilimento leoniceno da poco più di un anno.

Dottor Chiellini, 70 anni di storia che hanno portato Verallia Italia a essere ciò che è

«Esatto, Verallia è un’azienda che oggi vanta 1.115 persone occupate nei 6 stabilimenti, tutti collocati nel nord Italia e tutti con caratteristiche diverse: Dego e Carcare sono quelli in grado di produrre simultaneamente il maggior numero di forme e colori. Lonigo è all’avanguardia nell’utilizzo del vetro riciclato, Villa Poma è tecnologicamente avanzato e importante per l’industria alimentare e delle birre. Pescia è lo stabilimento principale per la produzione dei contenitori monodose e valido riferimento per i sagomati per l’olio. Gazzo Veronese infine si caratterizza per la personalizzazione e il design.

Il risultato complessivo? Con una produzione di 3,2 miliardi di contenitori l’anno, siamo la firma più scelta per le bottiglie di vini, spumanti e vasetti per alimenti e tra i protagonisti assoluti negli altri settori del packaging alimentare. Abbiamo oltre 1.400 prodotti in gamma e siamo in grado di rispondere alle esigenze dei nostri clienti, creando per loro anche prodotti in vetro dalle forme e dai colori personalizzati».

Verallia è immune dalla crisi?

«No, assolutamente. Ne risentiamo anche noi, come tutti, ma fino a oggi siamo riusciti ad assorbire bene le flessioni. La verità è che abbiamo sempre potuto contare sui nostri clienti, i quali, essendo principalmente orientati al mercato estero (export), sono riusciti a rimanere a galla. Dico con orgoglio che, per quanto riguarda lo stabilimento di Lonigo, nonostante la crisi, nessun dipendente è stato licenziato o messo in cassa integrazione (lo stabilimento conta circa 200 persone, per quanto riguarda il personale diretto e circa 80 persone, per quanto riguarda il personale indiretto)».

Quali sono i punti di forza dell’azienda?

«Prima di tutto, ci tengo a sottolineare che il vetro è il packaging ideale per contenere alimenti, perché è sano, naturale e conserva inalterati sapori e profumi. Ma l’altra caratteristica che rende il vetro speciale è il fatto che sia riutilizzabile, riciclabile infinite volte. Attraverso la consociata Ecoglass, raccogliamo e trasformiamo il rottame di vetro, in modo che diventi materia prima di qualità, pronta per essere riutilizzata per dare vita a nuovi contenitori in vetro. Abbiamo scelto di gestire l’operazione di riciclo interamente al nostro interno, per essere certi della qualità del rottame da impiegare nei forni e per minimizzare gli scarti di lavorazione. Ogni anno Verallia ricicla 600.000 tonnellate di vetro, un buon risultato, ma il nostro obiettivo è arrivare al 100% del riciclo».

La lavorazione del vetro ha un forte impatto ambientale?

Non necessariamente. Noi di Verallia, ad esempio, adottiamo in ogni stabilimento tutte le pratiche necessarie per pesare sempre meno sull’ambiente: abbiamo portato a zero gli scarichi nelle falde acquifere circostanti, ricicliamo l’acqua di processo in circuiti chiusi di raffreddamento del vetro e dei macchinari, abbiamo abbattuto l’inquinamento acustico con impianti fonoassorbenti. Con un grande investimento tecnologico, abbiamo dotato tutti gli stabilimenti di moderni sistemi di depurazione fumi: filtri a maniche e elettrofiltri che captano le polveri e gli ossidi di zolfo prodotti dai forni fusori. Come ulteriore cautela, nei forni vengono attivati dei processi di combustione che impediscono l’emissione di ossidi di azoto. Ambiente e sicurezza sul lavoro sono fondamentali per noi, non a caso, nel 2009 Lonigo è stato il primo stabilimento dell’azienda a ottenere la certificazione OHSAS 18001, per il sistema di gestione salute e sicurezza dei dipendenti».

Verallia ha alcuni partner con i quali condivide i valori e la filosofia, quali?

«Esatto, Verallia è sponsor ufficiale di Slow Food per la Guida delle Osterie d’Italia e partner ambientale per il Salone Internazionale del Gusto. L’azienda è anche sponsor ufficiale di Touring Editore per la guida ViniBuoni d’Italia, di Eataly e della fondazione Symbola, solo per citarne alcuni».

Altri progetti e collaborazioni?

«Collaboriamo con le scuole elementari e l’asilo di Almisano per trasmettere ai bambini l’importanza del riciclo, l’amore per l’ambiente e il fascino intramontabile del vetro. Inoltre da quest’anno siamo sponsor del Teatro Comunale di Lonigo. Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c’entri il vetro con il teatro, beh entrambi migliorano la vita dell’uomo ed entrambi hanno una rivale di bassa lega che mette in atto una concorrenza sleale: la televisione per il teatro, la plastica per il vetro!»