I Cinque Sensi

I cinque sensi: guarda, ascolta annusa gusta tocca

Guarda

Per la prima volta, nell’utilizzo delle lenti oftalmiche, non sarà più il portatore ad adattarsi alle lenti progressive, ma la geometria sarà costruita in modo tale da soddisfare le sue esigenze. Per costruire una progressiva totalmente personalizzata è necessario prendere in considerazione le informazioni complete sul comportamento visivo di ogni persona, la dinamica dello sguardo, poiché questa è unica e determina il modo in cui vengono utilizzate le lenti oftalmiche. La dinamica dello sguardo insieme alla prescrizione, i dati sulla posizione d’uso e i dati della montatura sono necessari per offrire una lente progressiva perfettamente adattata alle esigenze visive di ogni paziente.

L’importanza della professionalità

Quanto è importante rimanere aggiornati con i trend e le ultime novità? È molto importante. Il cliente attuale è sempre più informato, sia sui nuovi trend della moda che sulle nuove tecnologie di lenti oftalmiche che consentono sempre più migliori comfort e performance. Di conseguenza bisogna essere preparati per fornire un servizio altamente professionale e personalizzato in modo da riuscire a soddisfare le varie esigenze del cliente.

Quali sono le nuove tipologie di lenti che offre il mercato? Il mondo delle lenti oftalmiche e delle lenti a contatto è sempre in evoluzione; le tecnologie applicate per la loro realizzazione sono in aggiornamento continuo al fine di poter garantire un sempre maggiore comfort visivo e soprattutto protezione totale dell’occhio dai vari raggi nocivi dai quali viene costantemente colpito; stiamo parlando di protezione dai raggi UV che provengono dal sole, e dalla luce blu che è una forma di radiazione magnetica rilasciata da luci “sintetiche” e, in particolare modo, da tutti i dispositivi digitali come computer, lavagne luminose e smartphone. Da tutto ciò ci si protegge con particolari materiali con cui sono fatte le lenti e varie tipologie di antiriflesso in base all’utilizzo dell’occhiale.

In che misura il design e i colori incidono sulla scelta? Oggi il mercato offre un’infinità di design e di materiali diversi anche per il settore delle montature, che vanno dalla vita quotidiana allo sport. Sicuramente, soprattutto tra i giovani, le scelte possono esser influenzate dal mondo della moda e dei social, ma ogni persona che indossa è diversa dall’altra. Nella scelta della montatura è bene valutare anche le diverse forme del viso piuttosto che i colori dell’incarnato per saper consigliare l’occhiale che più valorizza ogni fisionomia.

Ascolta

Come il suono trasforma il significato

Spesso quando parliamo non facciamo caso a tutti i sinonimi che esistono nella nostra lingua e li usiamo quasi indifferentemente.

Nel caso specifico pensiamo ai verbi udire, sentire, capire, ascoltare, comprendere, intendere, afferrare, percepire. E’ sufficiente consultare un vocabolario dei sinonimi e contrari per trovarne altri ancora. Tuttavia queste parole sono appunto sinonimi e in quanto tali non sono identici. Nell’uso quotidiano e colloquiale spesso i significati vengono intercambiati, a volte impropriamente. In alcuni casi addirittura quella che appare una leggera sfumatura di significato sottende invece un’abissale differenza di impostazione concettuale.

È il caso delle parole “sentire” e “udire”. Noi crediamo di usarle indifferentemente, in realtà se ci pensiamo bene non diremmo mai «Ieri ho udito dire che il prossimo weekend pioverà» come invece possiamo quasi sempre sostituire “udire” con “sentire”: ho udito un suono, ho sentito un suono. “Sentire” può essere usato al posto di “udire”, ma non viceversa. “Udire” e “sentire” hanno un significato diverso. Per capirlo occorre fare un passo indietro e spiegare le due componenti principali dell’eloquio: la segmentalità e la sovrasegmentalità.

Quando noi parliamo emettiamo un suono con la nostra voce. La lingua orale è trasmessa attraverso la voce. Per esempio se noi diciamo «Ora vai a casa» noi produciamo un flusso sonoro. Per esempio, se abbiamo lavorato tutto il giorno con un amico che ci ha aiutato, alla fine stremati e sudati ma riconoscenti gli diciamo «Ora vai a casa». Pensiamo invece di aver litigato con il nostro fidanzato/a e arrabbiatissimi diciamo «Ora vai a casa». In queste due situazioni diciamo la stessa cosa, cioè le stesse parole, le stesse lettere nella stessa sequenza ma in due modi completamente diversi.

Cosa cambia? Non le sillabe, non la dizione, cambia invece il tono, la pronuncia. Ebbene, ciò che fa riferimento alle lettere “O-R-A-V-A-I-A-C-A-S-A” è la segmentalità, ovvero il COSA si dice. Ciò che invece fa riferimento al tono arrabbiato, alla velocità, alle pause, ecc è la sovrasegmentalità, ovvero il COME si dice una certa cosa. Durata, intensità, ritmo, intonazione, frequenza, accento sono tutte caratteristiche sovra segmentali.

Udire fa riferimento alla segmentalità. Sentire fa riferimento alla sovrasegmentalità. Adesso che abbiamo chiarito questa differenza possiamo dire tranquillamente che le persone sorde profonde sentono ma non odono.

Annusa

Annusare sempre e ovunque

Per gli animali, essere in rado di percepire l’ambiente chimico circostante permette di adattarsi alle condizioni esterne, di trovare una risorsa o un compagno e di evitare brutti incontri. Ma anche per gli uomini l’olfatto può essere molto più strategico di quanto siamo abituati a pensare. La persona umana è un’unità in cui convivono armoniosamente i piaceri sensuali e spirituali. Affidarsi al proprio naso, è il modo più preciso per cercare di afferrare l’essenza di una persona, così come la qualità di un cibo o di una bevanda. Nonostante abbiamo la tendenza a considerarci molto visivi, dimenticandoci gli altri sensi, e crediamo di dipendere meno dalle informazioni olfattive rispetto ad altre specie, anche noi esseri umani siamo intimamente connessi al mondo degli odori.

Del resto, come mai il naso e le narici sarebbero così evidenti sui nostri volti se l’olfatto non fosse cruciale per la nostra sopravvivenza?

Come nasce un profumo

INTERVISTA A CAROLINE DE BOUTINY ESPERTA PROFUMIERE

Come nasce un profumo? Il profumo può nascere nella mia testa da un ricordo olfattivo, un’immagine, un momento vissuto nella natura, in vacanza… In questo caso è molto soggettivo ma posso aiutarmi con queste idee anche per comporre un succo , dopo una ricerca di mercato e/o perché ci accorgiamo che manca un certo tipo di profumo alla nostra offerta. Ci deve essere un tipo per tutti i gusti e le mode cambiano così mi adatto mantenendo lo spirito creativo.

Prepari il tuo organo olfattivo e inizi a mescolare le essenze? Non è così semplice e veloce! In primo luogo noto in massa tutto ciò che si riferisce a questa ispirazione: dolce, floreale, in polvere, fresco, verde… e da queste note deriva l’elenco di alcune delle materie prime che userò per comporre questo profumo, eventualmente alcune proporzioni. Poi posso disegnare la sua piramide olfattiva per avere una panoramica.

La partenza avviene da piccole bottiglie contenenti le essenze? Sì, ma non solo. Come tutti i profumieri utilizzerò sia materie prime naturali come ad esempio note fiorite, legnose, speziate… ma anche, e anche in gran parte, dei prodotti di sintesi. Possono variare da una ventina a più di cento ingredienti.

E una volta che la formula è pesata, puoi venderla sul mercato? Non subito: un profumo si compone per tappe e ogni tappa richiede un tempo di riposo ed eventualmente un adeguamento o un riequilibrio della formula. La miscela di materie prime deve macerare per ottenere la sua fragranza finale ed è un processo che può durare da pochi giorni a diverse settimane. Ovviamente lavoro su diversi progetti allo stesso tempo, che richiedono tempi di macerazione diversi.

Passi molto tempo a sentire, come fai quando hai il naso saturo? Quando è saturo esco per prendere aria per qualche minuto o sento il mio odore, per esempio l’incavo del polso o un indumento che indosso. Questo mi basta per azzerare i contatori.

Gusta

Perchè certi SAPORI ci fanno IMPAZZIRE e… sentire più FELICI?

Quando mangiamo, le sostanze dotate di sapore vengono avvertite dai re-cettori del gusto sulla lingua e sul palato. La circolazione dell’aria tra bocca e naso permette alle sostanze odorose di raggiungere la cavità nasale salendo dietro il palato molle; nella cavità nasale raggiungono l’organo di senso dell’olfatto. Ognuno di noi possiede una propria sensibilità e sviluppa le proprie preferenze. La scelta dei gusti preferiti, è un vero e proprio rito personale e sociale. Ma oggi non ci accontentiamo più dei prodotti tradizionali, aspiriamo insaziabilmente a qualcosa di più stimolante e curioso alimentato anche e soprattutto dalle piattaforme digitali dei social media.

Francesco Ballico ci racconta…

Talento, passione, dedizione, genialità ed esperienza professionale sono soltanto alcune delle caratteristiche che hanno portato il pluri premiato Francesco Ballico ad elevare la sua arte pasticciera al massimo livello. Le sue creazioni ce le gustiamo “Al Chiosco” di Lonigo.

Un dolce nasce da un pensiero? Un dolce nasce da un’idea, da un ricordo, da qualcosa che vediamo magari visitando un luogo o da un viaggio dove si incontrano a livello gastronomico vari sapori e colori.

Quanto è importante la selezione degli ingredienti e delle materie prime? La ritengo assolutamente fondamentale, nel senso che tutto deve partire da un’ottima materia prima, non si riesce a fare un buon prodotto partendo da una materia prima mediocre o pessima. Bisogna poi saperla lavorare e tirar fuori il massimo da essa, altrimenti si rischia di rovinarla e tutto il lavoro che è stato fatto a monte di selezione e ricerca per trovare un’ottima materia prima viene vanificato.

Forte della sua brillante esperienza nella tradizione pasticciera, come riesce a determinare il gusto e l’equilibrio dei sapori e contrasti? Quando viene pensato un nuovo prodotto, si parte con una prima prova accostando vari sapori e strutture, questo poi viene assaggiato e modificato più volte fino a quando troviamo che sia arrivato al nostro personale gusto e che abbiamo trovato un equilibrio tra sapori e contrasti soddisfacente. Anche l’occhio vuole la sua parte,che importanza assumono forma e colore? Sono assolutamente importanti, è la prima parte che viene vista dall’occhio umano e che stimola la voglia di assaggiare o no un prodotto. Questo naturalmente deve essere sopportato poi dalla degustazione positiva del prodotto stesso altrimenti il tutto non regge.

Cosa ci proporrà per l’imminente periodo natalizio? Stiamo lavorando su alcuni gusti nuovi nelle paste lievitate, e anche a un prodotto tradizionale rivisitato, poi stiamo producendo molti prodotti con il cioccolato. Per il momento non dico altro, vi lascio con un po’ di curiosità.

Tocca

È l’ultimo senso che sussiste tra i vecchi, quando sordi e ciechi sembrano aver perso altresì l’odore e il sapore delle cose della vita.

Toccare è comunicare

Il tatto è stato descritto come il più importante organo di senso per entrare in contatto con il mondo esterno. Senza di esso la vita è pressoché impossibile. Il Contatto è un’esperienza che si sviluppa nell’interazione reciproca tra due sistemi del Sé attraverso più livelli e più Funzioni; esso rende possibile un toccare insieme (cum-tactum), sentire dentro e percepire intima vicinanza con l’altro (empatia).

All’interno del contatto, il tocco fisico, corporeo, apre la possibilità di collegarsi alla memoria corporea, di poterla richiamare, di produrre cambiamenti nei vissuti, riconnettendoli al Funzionamento del Sé e ricostruendone l’integrazione. Il tocco è utilizzato nella psicoterapia con varie modalità e finalità mediante una “presenza mirata del Sé ausiliario del terapeuta” Il toccare è più di una stimolazione sensoriale: il toccare è comunicare con l’altro e diversi tipi di tocco possono trasmettere diverse emozioni.

Se una persona è nervosa, o serena, oppure triste, lo si percepirà dal suo tono di voce, dalla sua espressione del viso, ma anche dal modo di essere toccati da lei. Il tocco assume, proprio come la voce, Toccare è comunicare significati diversi sulla base delle sue caratteristiche (intensità o pressione, dove si è toccati, velocità, costanza e prevedibilità, temperatura, durata del contatto, ampiezza dell’area toccata, etc).

La combinazione di queste caratteristiche dà origine a moltissimi modi di toccare, ma solo alcuni riescono a suscitare in modo univoco determinate emozioni ed Esperienze. Il tocco, nella sua complessità, è un linguaggio universale, e in quanto tale può essere codificato, e, quindi, descritto nelle sue componenti, e decodificato, vale a dire può assumere un significato. Esso diventa tanto più importante quanto più gli altri mezzi comunicativi (il parlare, la vista, l’udito, …) sono compromessi, non sviluppati o non conosciuti e, quindi, un modo fondamentale e insostituibile per entrare in relazione col neonato, coi bambini con disturbi dello spettro autistico, con gli anziani dementi, con i malati.

Il Tocco è fondamentale anche nella coppia, per sviluppare l’empatia e la comprensione profonda dell’altro, nel Benessere e nella Piacevolezza.

Continua su AREA3news n135 di novembre 2022