Vigneto

Il ciclo delle lavorazioni del vigneto

Tradizioni antiche e metodi moderni convivono nel calendario viticolo. Alla base di una vinificazione ben riuscita c’è infatti una cura attenta della vite che richiede di essere seguita costantemente lungo tutto il corso dell’anno. Se si lasciassero crescere le viti allo stato selvatico, dall’uva non si otterrebbe altro che una misera bevanda asprigna. La coltivazione della vite richiede invece diverse cure che vanno organizzate e cadenzate seguendo l’annuale ciclo di sviluppo della pianta, con l’obiettivo di ottenere una buona maturazione delle uve per produrre buoni vini.

Gennaio-febbraio: la potatura Il 22 gennaio, festa di San Vincenzo (patrono dei viticoltori) è per tradizione la data simbolica dell’inizio ufficiale delle lavorazioni del vigneto. In realtà, tali operazioni possono cominciare già il 15 dicembre e finire a marzo.

Marzo: la lavorazione del terreno La vite, superato l’inverno e preparata dalla potatura, reagisce con il suo “pianto” (incolore e ricco di sostanze minerali e ormoni) agli effetti del sole primaverile che, riscaldando il suolo, sospinge la linfa addormentata verso le estremità del ceppo; per alcuni giorni, in un vitale goccia a goccia, i tagli della potatura trasudano questa linfa fino a che non si cicatrizzano completamente. L’intero sistema circolatorio della pianta a questo punto è sotto pressione, permettendo che si schiudano le gemme: è la fase del germogliamento, che segna l’inizio di un nuovo ciclo annuale. Durante la rinascita primaverile, il vignaiolo procede alla prima “lavorazione del terreno”; smuove le zolle di terra richiuse su se stesse dall’autunno precedente, il che fa riscaldare ulteriormente il terreno e di conseguenza le radici.

Aprile: la palificazione Allo scopo di garantire una migliore esposizione del fogliame alla luce del sole, si cerca di ripartire le foglie lungo una superficie verticale: ciò si ottiene guidando i tralci lungo fili metallici tesi fra i pali dei filari. Questi interventi accompagneranno la crescita della vite seguendo il suo ritmo grazie all’aggiunta di fili successivi sovrapposti che assicureranno infine la ripartizione desiderata.

Maggio: schermatura del vigneto Per evitare il proliferare di piante erbacee, si effettua in maggio una seconda serie di lavori superficiali sul terreno. Si procede anche a irrorare la vite con prodotti destinati a proteggere le piante da malattie e parassiti. In funzione della potatura praticata e delle condizioni vegetative dell’anno, potranno svilupparsi su tutti o su parte dei ceppi altre gemme oltre a quelle volontariamente risparmiate dalla potatura.

Giugno: accollamento e sfogliatura Per le viti allevate a spalliera il viticoltore procede all’accollamento cioè lega i rami giovani ai filari. Essendo una pianta a crescita continua la vite non cessa di svilupparsi; la vegetazione può allora infittirsi rapidamente, risultare invasiva e disturbare le successive lavorazioni, provocando un eccessivo ammassamento della vegetazione, che impedisce la maturazione ottimale delle uve.

Luglio-agosto: diradamento e trattamenti antiparassitari Dopo la fioritura è possibile valutare il numero e la ripartizione dei grappoli sui ceppi; se la natura è stata troppo generosa il numero dei grappoli può rivelarsi eccessivo e la loro ripartizione sfavorevole a una buona maturazione. Si procederà allora a un “diradamento”, operazione che richiede molta cura, consistente nel togliere i grappoli durante l’estate – prima della maturazione – affinché il numero e la ripartizione dei più resistenti siano compatibili con il livello di maturazione desiderato. In agosto le operazioni del terreno si interrompono generalmente con il rallentare della crescita delle piante avventizie.

Settembre-ottobre: la vendemmia L’insieme di questi lavori, le cui date e frequenza variano ogni anno in funzione dell’andamento climatico, del luogo di coltura e della crescita della vite, trova il suo coronamento nella vendemmia, scopo ultimo di tutte le operazioni eseguite nel vigneto e atto di nascita di un nuovo prodotto: il vino. All’inizio del mese di settembre, il viticoltore esaminerà il livello di maturazione con il regolare prelievo delle uve per fissare la data della vendemmia. Allo scopo di perfezionare la maturazione, a qualche settimana dalla possibile data di vendemmia, si elimineranno le foglie intorno ai grappoli per migliorarne l’arieggiamento e l’esposizione.

Novembre-dicembre: potatura e rincalzatura La vite inizia a perdere le foglie all’inizio dell’autunno, fra novembre e dicembre, ed entra in una fase di riposo invernale. Il vignaiolo taglia i lunghi tralci e rincalza i ceppi per proteggerli dal freddo e favorire lo scorrimento delle acque piovane durante l’inverno. In questo modo, il ciclo delle lavorazioni viticole è concluso; con l’anno nuovo e la ripresa dei lavori di potatura, avrà inizio una nuova annata o “campagna” viticola.