IL CONVEGNO SULL’EMERGENZA PFAS

Rimane alta l’attenzione riguardante i PFAS, sostanze chimiche presenti nelle acque del nostro territorio. Sabato 7 maggio se ne è parlato durante un convegno al cinema Eliseo

Cristina Guarda copiaPARLA LA CONSIGLIERA REGIONALE CRISTINA GUARDA «Il mio impegno contro i Perfluoroalchilici dura ormai da più di un anno. Per la salute umana si deve cercare ogni occasione per proporre risorse finanziarie e impegni politici per nuove forme di approvvigionamento, in particolare per l’acquedotto di Lonigo. Attualmente è importante anche l’impegno per quanto riguarda tutto il comparto dell’agricoltura, che si trova ad essere piuttosto colpito, anche da note che arrivano da parte degli uffici regionali alla sanità, che per la tutela della salute umana si ritroverranno forse a dover pagare di tasca propria i costi per l’installazione di sistemi di filtraggio in caso di pozzi contaminati, costi che sicuramente non dovrebbero ricadere su di loro, ma sul comparto industriale che è causa di questo inquinamento. Mi sto muovendo anche riguardo all’acqua superficiale per scopi irrigui tramite associazioni di categoria per far sì che la Regione si prenda ogni responsabilità».

LONIGO_restello copiaPARLA IL SINDACO DI LONIGO LUCA RESTELLO Dopo la scoperta del Pfas nel sangue, i cittadini sono molto preoccupati, cosa ci può dire per rassicurarli? «Innanzitutto che dal 2014 i filtri stanno funzionando benissimo, dunque l’acqua che viene erogata e immessa nel suolo pubblico è assolutamente controllata ed è comunque sotto i limiti che vengono imposti dal Ministero della salute. È inoltre evidente che dobbiamo fare ogni cosa per far sì che queste sostanze non siano più presenti, sia nelle acque potabili sia in quelle che vanno nell’irrigazione e nel beveraggio degli animali. L’impegno dell’Amministrazione certissimamente è notevole, ma non siamo soli: tutti i sindaci stanno lavorando in maniera univoca per portare a casa un risultato importante. C’è bisogno della Politica, quella con la “P” maiuscola, senza fare distinzioni di colori, ma con attenzione alla salute pubblica anche per far pervenire nelle nostre zone i finanziamenti necessari per creare le infrastrutture idroelettriche necessarie per far portare l’acqua priva dei PFAS. Ritengo che sia possibile giungere al risultato di una presenza pari a zero attraverso una rete pubblica importante con reti acquedottistiche prive di PFAS».

di Chiara Ballan